Matteo Renzi e Silvio Berlusconi restano co-protagonisti per ragioni non tanto dissimili. Nonostante i sondaggi e le analisi dei più valenti esperti di cose politiche italiane, qualunque previsione sul risultato elettorale del prossimo 5 giugno credo sia presuntuosetta alquanto. I fattori in campo sono numerosi: ce ne sono di “globali” (a cominciare dal crollo del prezzo del petrolio – chi dice che non c’entra è persona poco attenta -) e “singolari” (Napoli è del tutto diversa da Roma, le logiche interne del Pd di Milano non sono quelle del Pd di Bari, etc.).
Al di là di voti e percentuali, incerti assai, a guardar bene -> Continua

Da Hollywood arrivano film l’uno dietro l’altro senza interruzione. D’amore, di guerra, d’azione, di fantascienza… le produzioni non hanno praticamente limiti. I budget sono quasi sempre fantastamiliardari. Tra i film d’azione, hanno occupato i primi posti quelli sul terrorismo soprattutto di matrice araba o islamista o mediorientale che dir si voglia. Israele compare in prevalenza sullo sfondo, come vittima il più delle volte e, di tanto in tanto, come legittima furia vendicatrice.
E film sull’occupazione israeliana della Palestina? Non ce ne sono o, almeno, io non ne ho visti. I soliti irriducibili malpensanti sostengono che siccome a Hollywood i produttori sono ebrei, gli sceneggiatori, i -> Continua

Marco Pannella me lo indicò un compagno di lotta ex delle “formazioni”, un’area missina occupata da duri della quale non ho mai più sentito parlare. Non vorrei metterlo in imbarazzo (può darsi anche che sia morto perché era molto più vecchio di me) e perciò cito soltanto le sue parole. «Lo vedi quello? È il capo dei radicali. Anni fa si proclamava “liberale di sinistra”. Una volta, i compagni lo stavano massacrando e siamo intervenuti a sua difesa».
Come si chiama?: gli chiesi. «Giacinto Pannella, ma si fa chiamare Marco» e aggiunse: «È bello grosso, e mena pure forte, ma quelli erano una decina. Sai, -> Continua

Paola Ferrari, giornalista nota al grosso pubblico per la conduzione di “90° minuto” su Rai2, litiga con la coetanea Daniela Santanché (55 anni compiuti da poco, secondo le biografie ufficiali), l’imprenditrice conosciuta per l’attività politica e annesso presenzialismo televisivo. E a noi che ce ne importa? Poco o niente, è ovvio. Do la notizia (tra l’altro non fresca fresca come quella della rottura Santanché-Sallusti) perché c’è una coda: a Milano, il pm Donata Costa ha aperto un’indagine conoscitiva. Ed è questo che rimarco, perché grazie all’abitudine del “ti denuncio”, la magistratura ha acquistato nel corso dei decenni un potere crescente.
Ero adolescente quando, a Salerno, -> Continua

Da Kiev un mio amico (che per ragioni di sicurezza lascio anonimo) mi ha spedito la foto, che qui pubblico, scattata nella metropolitana della capitale ucraina. È la pubblicità di un’azienda che vende protesi. Credo che sia la più efficace prova di quanto il business non conosca limiti. Sul manifesto, oltre all’indirizzo e ai recapiti telefonici, c’è scritto:
PROTESI PERSONALIZZATE
Arti superiori ed inferiori
Tecnologie tedesche e francesi
”.

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Questa pubblicità non lascia spazio al dibattito sulla guerra Kiev-Mosca. Né invita a schierarsi da una parte. Forse il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin non ha avuto scelta, -> Continua

Una serie di abusi edilizi in Sicilia è approdata in televisione un po’ perché riguarda uno dei paesini dove girano un popolare sceneggiato poliziesco e un po’ perché è stata incendiata la casa del padre del sindaco che ha ordinato la demolizione dei manufatti. A quanto mi dicono, le costruzioni abusive sono di antica data e si è arrivati ai decreti di abbattimento dopo la rituale sequela di cause, ricorsi, sentenze, appelli, gare d’appalto e quant’altro. Pare che in più occasioni sia stato sollecitato anche l’intervento del genio militare (non so a che titolo) senza sortire effetto alcuno.
Su questo punto, mi piacerebbe conoscere l’opinione -> Continua

Maria Elena Boschi è la ministra (senza portafoglio) per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Ha anche la delega all’attuazione del programma del governo Renzi. È a lei che è stata intestata la riforma costituzionale approvata dal Parlamento e sospesa fino al referendum autunnale quando il popolo italiano (in realtà si tratta della popolazione di nazionalità italiana, essendo il Popolo tutt’altro) dirà sì oppure no. La ministra scorrazza per l’Italia intervenendo a pubblici (e privati) dibattiti che la campagna elettorale in corso rende, per così dire, particolarmente interessanti.
Di solito si tratta di bla-bla liturgici, senza alcun dato di rilievo, ma a -> Continua

Siamo alle solite: Renzi mette la fiducia sulle unioni civili, con un ddl che spacca in due il Paese. Dura la condanna della Cei, con monsignor Nunzio Galantino che ieri ha parlato di “una sconfitta per tutti”. Ma il governo tira dritto. E il premier la butta in retorica: “Le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama. Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo”.

“Renzi va fermato e a ottobre bisogna dire no al referendum costituzionale”. È il duro attacco lanciato dalle colonne di Repubblica da Massimo Gandolfini, portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli” -> Continua

In attesa che anche la Camera dia il via libera alla cosiddetta “aggravante di negazionismo” rispetto ai reati di “discriminazione razziale”, appena passata al Senato, facciamo alcune considerazioni di diritto.

La legge Mancino è stata modificata con l’aggravante “se la propaganda, ovvero l’istigazione e l’incitamento commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah, o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto della Corte penale internazionale”. Tale aggravante sarà punita con la reclusione da due a sei -> Continua

Salvatore Girone sarà in Italia durante l’arbitrato avviato dal governo italiano. Il Tribunale dell’Aja ha dunque accolto la richiesta italiana.

Restano ovviamente i dubbi rispetto alle condizioni del rientro, che come si legge dalla nota “saranno concordate tra Italia e India”. “Il governo”, prosegue la Farnesina nella sua nota, “ha lavorato per sottoporre l’intera vicenda all’arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due fucilieri di Marina. L’ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato. Si tratta quindi di una buona notizia per i due fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal governo e dai nostri legali. Il governo -> Continua

Alla fine, quello che si vociferava da tempo è stato confermato dai fatti: Bertolaso si è ritirato dalla corsa per il Campidoglio e Berlusconi ha annunciato di appoggiare la candidatura di Marchini.

“Abbiamo preso atto che per vincere occorre una proposta unitaria delle forze moderate e liberali, con un forte spirito civico: una risposta fuori dalle logiche di partito e dagli interessi dei partiti. Per questo, con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell’ingegner Alfio Marchini. Non è una scelta nuova. Marchini era stato la nostra prima opzione, ed era caduta per i veti posti da un alleato -> Continua

Donald Trump e Hillary Clinton, come avevamo anticipato nei giorni scorsi, sono i rispettivi candidati repubblicano e democratico alla Casa Bianca. Nel “big tuesday” di stanotte infatti il tycoon si è aggiudicato cinque stati, la Clinton quattro e il socialista Sanders uno. Trump ha conquistato Pennsylvania, Delaware, Connecticut, Maryland e Rhode Island. Hillary Clinton li ha vinti tutti tranne il Rhode Island, che è andato a Bernie Sanders. Ora non resta che aspettare il voto dell’Indiana, la settimana prossima, per dire la parola definitiva sulle nomination, soprattutto in campo repubblicano.

Nelle file del Grand old party, il voto di ieri sancisce una volta per tutte -> Continua

Il gioco preferito in classe era tirare palline di carta infilate negli astucci delle biro svuotate del refill. Erano soffiate, anzi, erano sputate, da un banco all’altro. Si scatenavano combattimenti di tutti contro tutti. Ci voleva meno di un secondo a mirare e soffiare; i proiettili erano piccoli e perciò invisibili dalla cattedra. Il suono dei tiri era poco più di un fruscio e tra frush, spiff, risatine soffocate e scatti di rabbia altrettanto silenziosi si arrivava ai dieci minuti d’intervallo. I conti si regolavano nei cessi, nel fumo delle sigarette americane di contrabbando.
Un altro passatempo era il sorteggio legato al frammento di -> Continua

Esattamente centocinque anni fa, il 25 aprile del 1911, lo scrittore Emilio Salgàri fece harakiri: si squarciò il ventre come un samurai. Poi, per accelerare la morte, si tagliò la gola. Finiva, a 49 anni, la vita di uno degli autori italiani più prolifici e popolari: aveva scritto un’ottantina di romanzi e arricchito diversi editori.
Qualche giorno prima di suicidarsi, aveva scritto all’editore fiorentino Bemporad: «Le scrivo in uno dei più tristi momenti della mia vita. Mia moglie, dopo un mese di pazzia, diventata furiosa, ho dovuto ricoverarla ieri sera al manicomio. Mi occorre di fare subito un deposito di lire 300 che io non -> Continua

Secondo un racconto tramandato per millenni, Dio incise nella pietra una lista di azioni, alcune vietate, altre da compiere. Narra l’Antico Testamento che Mosè prese le due tavole «scritte dal dito di Dio» e scese dal monte Sinai. A valle trovò gli israeliti che danzavano felici intorno ad un idolo d’oro a forma di vitello e s’arrabbiò moltissimo. Spezzò le tavole scagliandole contro la montagna, fece a pezzi il feticcio, lo ridusse in polvere, la mescolò all’acqua e fece bere l’intruglio agli idolatri. Poi tornò sul Sinai e Dio incise per lui due nuove tavole.
Non c’è una descrizione delle lastre di pietra con le -> Continua