Riflettiamo un po’ insieme. Per una banca è normale che io sia un numero. Sto lì, in mezzo a tanti numeri e mi arrivano le comunicazioni in rapporto alla collocazione del mio numero. La banca non guarda a me come essere umano ma come numero di conto. Esamina le mie azioni – prelievi, versamenti etc. – e mi tratta in base a quelle. Mi fa offerte e proposte in rapporto ai dati che possiede. Io potrei essere un miliardario per un’altra banca, per esempio, alle Bahamas, ma per questa sono un cliente a cui applicare tot di interessi e tot di prelievo per le -> Continua

È fatta. Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è fuori. Tra i “leave” e i “remain” lo scarto dei voti è di circa un milione. A votare per l’uscita sono stati circa sedici milioni e mezzo, mentre quindici milioni e mezzo hanno votato per restare.
I conteggi non sono ancora terminati, mentre sto scrivendo, ma mancano pochi seggi e perciò le cifre definitive non cambieranno di molto.
A mano a mano che durante la notte venivano comunicati i voti scrutinati, è emersa la grande debolezza del Regno, il quale è stato unito con guerre, persecuzioni e stragi. Gli Scozzesi e gli Irlandesi -> Continua

E così sono serviti quelli che ancora sfottono la Svizzera perché è capace di produrre soltanto cioccolatini e orologi a cucù. Il Politecnico di Losanna (l’Epfl – École polytechnique fédérale de Lausanne), infatti, ha fatto volare il primo aereo al mondo alimentato dall’energia solare. Il progetto, iniziato tredici anni fa, supportato dalla Commissione europea, da industriali privati e dall’Agenzia spaziale europea, è balzato in prima pagina quando il modello “Solar Impuls 2” ha attraversato l’Oceano Atlantico. Il suo predecessore “Solar Impulse 1”, sei anni fa volò per 26 ore di fila ma la notizia restò confinata tra le “curiosità” scientifiche. Stavolta, con il -> Continua

Fatta eccezione per Milano, il Pd (cioè Matteo Renzi) ha preso una sonora batosta. Pur di battere il Partito democratico, ultimo sussulto del cadavere Pci-Pds-Ds, si sono improvvisate “coalizioni” incredibili. A Roma, per esempio, il Movimento 5 stelle ha avuto l’appoggio della destra di Giorgia Meloni; a Benevento Clemente Mastella “il Redivivo” ha battuto il concorrente grazie ai voti dei cinquestelle.
Scommetto che parecchi di quelli che strillavano «yankee go home!» per fare un favore alla “pacifica” Urss, ora stanno mormorando «Renzi domoi», «Va’ a casa, Renzi».
Per venerdì prossimo è in calendario la riunione della direzione Pd. A differenza di altri, non mi aspetto grandi -> Continua

Nonostante i ballottaggi di domenica prossima 19 giugno abbiano una particolare importanza non soltanto per i sindaci (e le liste) che ne usciranno vincitori quanto e, per certi versi, soprattutto per gli equilibri interni del Pd (e di conseguenza per il governo in carica), c’è anche un tema europeo che occupa spazio sui media ed è la Brexit (Britain exit). Giovedì 23 giugno, infatti, i sudditi di Sua maestà britannica decideranno con un referendum se restare nell’Unione europea oppure uscirne.
Oltremanica si sono stabilizzati due fronti: uno dice che sarà una disgrazia l’uscita e l’altro che la vera iattura sarà restare. In Italia, i soliti -> Continua

Il deputato Pippo Civati, ex rottamatore amico di Matteo Renzi e oggi capetto di (non so come definirlo) “Possibile”, non ha dato indicazioni per i ballottaggi ma ha scandito: «La vera frattura è tra chi è con Renzi e chi è contro di lui».
Si ripete il cliché che per vent’anni e passa è stato applicato a Silvio Berlusconi: o con lui o contro di lui. L’antiberlusconismo è stato il collante che ha tenuto insieme gente di ogni razza e civiltà (è, ovviamente, un modo di dire) ed ha impedito la deflagrazione delle contraddizioni insite in un fronte esteso da Bertinotti a Casini, da Landini -> Continua

La notizia del ricovero, al San Raffaele di Milano, di Silvio Berlusconi per uno scompenso cardiaco non mi ha sorpreso. Non riuscivo ad immaginare una exit strategy che non facesse perdere la faccia all’imprenditore-politico “disceso in campo”, per usare le sue parole, il 26 gennaio del 1994. Escluso dalla partecipazione attiva da una sentenza di tribunale (Berlusconi non potrà candidarsi, mi pare, per i prossimi tre anni), abbandonato da “amici” e “alleati”, ha visto il partito da lui fondato e rifondato ridursi al lumicino. A Roma, per esempio, “Forza Italia” non è nemmeno arrivata a 50 mila voti, a Milano ha superato di poco -> Continua

Il primo partito resta quello dell’astensione. L’affluenza alle urne è stata del 62,14%. Questo significa che più di cinque milioni di aventi diritto al voto hanno disertato le urne. È una semplice operazione aritmetica: ad essere chiamati al voto erano 13.316.379 cittadini, hanno risposto all’appello in 8.247.798 e quindi 5.068.581 hanno rifiutato di partecipare. È un dato che dovrebbe far pensare e invece il ceto politico dominante se ne frega. L’importante è okkupare le poltrone, qualunque sia la percentuale. Il dato finale sarà ancora più alto perché andranno sommate le schede bianche e quelle annullate.
Ci sono aree, però, dove la disaffezione per la politica -> Continua

Un autentico successo sarebbe il calo delle astensioni. Le parti in gioco ce l’hanno messa tutta per riscaldare i cuori e riportare alle urne quelli che hanno detto «basta, fate tutti schifo». Lo zampino della presidente Bindi (pare che la sua “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” faccia capolino soltanto a ridosso di competizioni elettorali) stavolta ha fatto meno rumore del glu glu di una tacchina zompettante. Le solite polemiche sugli immigrati e qualche dibattito televisivo acceso per l’occasione non hanno granché coinvolto i cittadini-elettori.

NESSUNO SI TURA IL NASO
Quando si votava per le idee, la -> Continua

La presidente della “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” Rosy Bindi ha orgogliosamente rivendicato di aver esaminato 3.275 candidati (dei quali ben 2.500 a Roma) per dichiararne “impresentabili” 14 (quattordici). Incredibile.
Siamo sommersi quotidianamente da inchieste giudiziarie e giornalistiche sulle infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni e dentro Comuni grandi e piccoli (a Roma l’hanno chiamata “mafia capitale”) e invece la Commissione parlamentare antimafia (resa famosa dall’ineffabile Bindi per aver sciorinato nomi a ridosso di un voto che avrebbe dovuto punire Matteo Renzi) scova 14 candidati “pericolosi”. Quali sono e dove questi “cavalli di Troia”?

LA MAPPA
Due -> Continua

In un ospedale di un piccolo centro del Sud, muore un neonato. Una tragedia prevedibile? evitabile? chissà! I genitori piangono, ma non protestano, non accusano medici, infermiere e portantini, come di solito accade in questi casi. Ve l’immaginate il casino che sarebbe scoppiato se quel neonato fosse morto al “Bambin Gesù” di Roma o al “Mangiagalli” di Milano?
In questo caso, invece, i genitori prendono il cadaverino e se lo portano via, senza dire una parola. Senza fare denunce. Anzi, nessuno denuncia alcunché. Anche il “Tribunale dei diritti del malato” ignora l’accaduto. Dopo qualche tempo, però, scoppia il pandemonio. È l’ennesimo caso di malasanità? Si -> Continua

Doveva assolutamente preparare delle schede. Le persone ti danno il massimo quando parli la loro lingua, ti commuovi alle loro commozioni, guardi il mondo con i loro occhi. La zia profumiera gli aveva dato lo spunto un giorno che l’aveva sentita parlare con la madre. Chiacchieravano senza alcuno scopo se non scambiarsi parole come si fa tra persone che non si amano. Lui era nella stanza affianco a sfogliare il “Novissimo Melzi” appena avuto in regalo. Faceva caldo, ma chiuse la finestra per poter ascoltare le due donne. Il chiacchiericcio lo attirava, sempre e comunque. Non poteva fare a meno di quello che aveva -> Continua

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi restano co-protagonisti per ragioni non tanto dissimili. Nonostante i sondaggi e le analisi dei più valenti esperti di cose politiche italiane, qualunque previsione sul risultato elettorale del prossimo 5 giugno credo sia presuntuosetta alquanto. I fattori in campo sono numerosi: ce ne sono di “globali” (a cominciare dal crollo del prezzo del petrolio – chi dice che non c’entra è persona poco attenta -) e “singolari” (Napoli è del tutto diversa da Roma, le logiche interne del Pd di Milano non sono quelle del Pd di Bari, etc.).
Al di là di voti e percentuali, incerti assai, a guardar bene -> Continua

Da Hollywood arrivano film l’uno dietro l’altro senza interruzione. D’amore, di guerra, d’azione, di fantascienza… le produzioni non hanno praticamente limiti. I budget sono quasi sempre fantastamiliardari. Tra i film d’azione, hanno occupato i primi posti quelli sul terrorismo soprattutto di matrice araba o islamista o mediorientale che dir si voglia. Israele compare in prevalenza sullo sfondo, come vittima il più delle volte e, di tanto in tanto, come legittima furia vendicatrice.
E film sull’occupazione israeliana della Palestina? Non ce ne sono o, almeno, io non ne ho visti. I soliti irriducibili malpensanti sostengono che siccome a Hollywood i produttori sono ebrei, gli sceneggiatori, i -> Continua

Marco Pannella me lo indicò un compagno di lotta ex delle “formazioni”, un’area missina occupata da duri della quale non ho mai più sentito parlare. Non vorrei metterlo in imbarazzo (può darsi anche che sia morto perché era molto più vecchio di me) e perciò cito soltanto le sue parole. «Lo vedi quello? È il capo dei radicali. Anni fa si proclamava “liberale di sinistra”. Una volta, i compagni lo stavano massacrando e siamo intervenuti a sua difesa».
Come si chiama?: gli chiesi. «Giacinto Pannella, ma si fa chiamare Marco» e aggiunse: «È bello grosso, e mena pure forte, ma quelli erano una decina. Sai, -> Continua