Beato Karol, pensaci tu

A Roma, sul piazzale della Stazione Termini c’è un coso di metallo che, non si sa per quale motivo, deve restare lì. Non è una statua, nonostante un cartello a terra faccia riferimento al Papa Giovanni Paolo II. Non è nemmeno un artifizio simbolico, malgrado la palla rotonda con impressi i tratti di un faccione poggiante su un blocco squarciato a mo’ di granata esplosa.
Non c’è niente da fare. Quel bidone non si sposta.
A Natale, le teste d’uovo capitoline avevano convinto il sindaco Gianni Alemanno a montare con la modica spesa di 25mila euro un gigantesco cono di plastica a Piazza Venezia. Poche -> Continua

Miracolo! Niente rivoluzione

1 gennaio 2012 -> in Società
Miracolo! Niente rivoluzione

Vista da fuori l’Italia è un mistero. Me lo confermano gli amici e conoscenti che vivono all’estero. Tutti si chiedono come faccia a tirare avanti. Qualunque altro Paese nelle medesime condizioni avrebbe già dato forfait.
Provo a fare un elenco.

La magistratura non ha sufficienti aule di tribunale, mancano i cancellieri e il personale amministrativo, i giudici sono pochi e non si fanno i concorsi per farne arrivare di nuovi; in molte sedi manca perfino la carta per la fotocopiatrice. La rete telematica è una chimera; i computer non sono sufficienti. E’ un disastro su tutta la linea; ecco perché la giustizia non funziona.

Il sistema -> Continua

Quando scoppiò il pianerottolo

Festeggiare il passaggio da un anno all’altro è un rito che ritroviamo a tutte le latitudini e in tutte le epoche. Le date cambiano secondo i calendari locali, ma la consuetudine di segnare con appositi rituali la morte dell’anno vecchio e l’arrivo del nuovo è comune probabilmente all’intero genere umano.
Fin da piccolo ho imparato che verso la mezzanotte del 31 dicembre si sparano botti e tric trac per scacciare l’anno vecchio e dalla mezzanotte in poi si continua a fare fuochi per festeggiare il nuovo anno che arriva.
Uno dei miei primi ricordi è mio nonno Giovanni che dal balcone di casa a Napoli dà -> Continua

Gesù negro a Piazza di Spagna

Qui in Italia il 2011 si chiude con parecchie novità. Ne dico qualcuna; hai visto mai che a qualcuno possa interessare?
La crisi economico-finanziaria innescata dai titoli tossici americani ha investito l’area-euro; ecco alcuni fattori in gioco.
Vince la strategia statunitense (del tutto legittima, essendo la Potenza dominante) di far pagare agli altri i propri debiti. E’ una regola che prevedo dominerà i rapporti umani ancora per molto: il più forte sfrutta il più debole. Mettetela come vi pare, chiamate in causa il diritto internazionale o il chiesastico “siamo tutti fratelli”, ma la situazione dai tempi dei Faraoni non è mutata granché. Da Washington si domina -> Continua

L’antifascismo e i quaranta ladroni

Ad ogni sua manifestazione, l’antifascismo militante mi riporta alla favola di “Alì Babà e i quaranta ladroni”; ed alla formula magica che apriva la montagna su una caverna piena zeppa di tesori. Bastava dire “Apriti Sesamo!” e la roccia si spalancava su gioielli scintillanti di gemme e di oro.
L’antifascismo è un incantesimo più sofisticato, usato nei più diversi scenari da ladroni (e anche da qualche Alì Babà) che a volte le spianano, le montagne. Al di là di qualunque abracadabra, l’antifascista ha in mano un passepartout, una chiave buona per tutte le porte, che usa nella certezza di non essere mai accusato di -> Continua

Merkel-Monti, al potere senza fantasia

Prima era Berlusconi Silvio, in arte presidente del Consiglio, che drizzava lo spread, tirava giù la borsa e disonorava l’euro. Già colpevole delle nefandezze le più diverse, il Cavaliere non poteva più pretendere di stare in sella a dispetto dei liberi (cosiddetti) mercati, dei poliziotti senza benzina per le pantere, dei pensionati costretti a rovistare nei cassonetti, dei giovani depredati del futuro, dei professori umiliati, delle donne offese, degli operai licenziati, degli industriali senza più fido in banca, delle banche senza liquidità… insomma, a dispetto di tutti. Perfino dei preti, il che è tutto dire.
Oggi la colpa è della cancelliera Angela Merkel e della -> Continua

I bidoni americani e le gobbe artificiali

Lo zainetto fa parte dell’abbigliamento. Quand’ero ragazzo e a Salerno incrociavo giovanotti e giovanotte che viaggiavano per l’Italia zaino in spalla, mi fermavo a guardarli incuriosito e invidioso. Quegli stranieri – di solito tedeschi – erano la libertà assoluta. Avevano sulla schiena la loro casa e tutto ciò che serviva. Le persone anziane li guardavano sorridendo ma con una punta di disprezzo. Le ragazze le classificavano fra le poco di buono. Chi volete che sia una che se ne va in giro dormendo in promiscuità sotto una tenda? Una così non è proprio una puttana, ma è senz’altro zoccola. Io le guardavo provando un -> Continua

Il governo Monti, la folla e le Gemonie

Il professor Mario Monti, che il presidente della Repubblica ha fatto in un battibaleno senatore a vita per dargli più forza, ha messo insieme un governo con il compito di risanare l’Italia. I partiti dovranno votare sì ai decreti ed ai provvedimenti che l’uomo della provvidenza bancaria in collegamento con un altro professore (Mario Draghi, oggi al vertice della Bce), varerà per soddisfare le richieste dei mercati cosiddetti liberi. L’Italia ha bisogno, con c’è dubbio, di una smazzata seria. Troppe incrostazioni ne bloccano i meccanismi, ma questa resa della politica al potere tecnocratico lascerà macerie che ci vorranno decenni a togliere di mezzo. La -> Continua

Le signore odiatrici di Berlusconi

Susanna Camusso, sindacalista di lungo corso, segretario della Cgil, il sindacato che per mezzo secolo ha avuto il Pci come azionista di riferimento, ha detto a “Ballarò” che a costringere Silvio Berlusconi alle dimissioni sono state le proteste, le manifestazioni, i cortei della gente che non ce la faceva più. Non sono stati, dunque, i mercati (cosiddetti liberi) che hanno convinto il Cavaliere a mollare, ma è stata la protesta popolare.

La signora Camusso fa bene a insistere sulla volontà popolare. E’ una prassi per niente originale ma di grande efficacia. E’ noto, per esempio, che furono gli Alleati (cosiddetti anch’essi) a sconfiggere il -> Continua

Berlusconi a casa: Deus vult

I primi a capire che per Berlusconi l’incontro sarebbe presto finito con un ko tecnico sono stati i preti. La loro conoscenza dell’animo umano si è raffinata nel corso dei secoli: molto probabilmente nemmeno un lama tibetano è mai sceso nelle profondità dell’uomo allo stesso loro livello.
Finché a prendere a cazzotti Berlusconi erano stati i magistrati, le opposizioni in Parlamento (pur con acerrimi nemici come Casini e Fini), i comici in tv, i giornali-partito, qualche sindacato e un disordinato stuolo di associazioni più o meno libere e indipendenti, i preti si sono limitati ad aspettare il prossimo round curiosi di vedere come il vecchio -> Continua

G20: non uccidete Abele

Chi attacca una postazione difensiva è normale che ne cerchi il punto debole. Sfondate le difese in quel tratto è quasi automatico averla vinta. Ci sono stati assedi terminati con la resa per fame o con la sconfitta degli assedianti. Gli attacchi della speculazione finanziaria contro il nostro debito sovrano, cioè contro l’Italia, mirano a far saltare le difese in modo da poter comprare poi a quattro soldi tutto l’appetibile.
Da quanto mi pare di capire, l’unica via d’uscita è resistere contando sul fatto che prima o poi la speculazione troverà obiettivi più lucrosi. Il denaro non si “affeziona”, va dove può riprodursi più facilmente -> Continua

La tassa sul macinato e i residenti in Svizzera

La speculazione finanziaria che ha preso di mira l’Italia non lo fa per cattiveria, per odio nei nostri confronti o per chissà quale altro sentimento. Lo fa per guadagnare facile. Vendono titoli del debito pubblico a 100, questi scendono a 90, li ricomprano guadagnando 10, poi aspettano, poi li rivendono e poi li ricomprano. Il risultato è che aumentano gli interessi che dobbiamo pagare sul debito e per non fallire (per non andare in default, come dicono loro) dobbiamo vendere i gioielli di famiglia. Che loro comprano a quattro soldi. A dirigere le operazioni è il denaro. Se domattina scoprissero che altrove i quattrini -> Continua

La guerriglia a Roma e l’infame Pannella

I fatti non mentono. A Roma, c’è un corteo di “indignati”. Dovrebbe essere uno dei tanti organizzati nel mondo contro il capitalismo finanziario che uccide i diritti umani. A Londra come a New York e come a Francoforte i manifestanti assediano le centrali finanziarie (Wall Street, City, Bce..). A Roma la manifestazione è diretta contro il governo Berlusconi più che contro le banche, tant’è che pure il governatore di Bankitalia, Mario Draghi (con le valigie pronte per trasferirsi alla presidenza della Banca centrale europea), dice che quei giovani in piazza hanno ragione.
Ci sono circa duecento “arrabbiati” che vanno alla manifestazione per fare casino. Hanno -> Continua

Quando Walter era più giovane di me

C’è stato un periodo nel quale ero davvero convinto, io come tanti altri giovanotti di belle speranze, di poter cambiare il mondo. In quegli anni, archiviati con l’etichetta “Sessantotto”, la politica la si faceva stando tutti insieme tutto il tempo. Non ricordo chi, ma qualcuno un giorno disse: «Io faccio politica pure a letto con la donna» e fummo d’accordo. Ci sentivamo complici e lo eravamo. Infilati tra i “compagni” e i “camerati”, noi di “Lotta di Popolo” ci chiamavamo “compagni di lotta”. Volevamo distinguerci, far vedere che stavamo oltre le vecchie contrapposizioni. Ricordo che una mattina a Roma, davanti all’ingresso principale della città -> Continua

In Giovane Europa Frodo non c’è

Quando m’hanno detto che il mio antico compagno di lotta, Pietro Golia, aveva pubblicato un libro intitolato “Da Giovane Europa ai Campi Hobbit”, non mi sono scandalizzato. Fare un titolo strillato per vendere di più è prassi di grossi giornali come di importanti editori e se lo fa pure “controcorrente”, la casa editrice di Pietro, non mi metto di certo io a… strillare. E non m’era nemmeno venuta la curiosità di leggere il testo. La narrativa intorno all’extraparlamentarismo italiano non mi attrae granché; il più delle volte ci ritrovo pressapochiste rimasticature di cose copiate e ricopiate. M’è capitato di ritrovare in libri diversi frasi -> Continua