
Una delle postazioni più delicate è quella della presidenza del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) che per prassi deve essere assegnata all’opposizione. Durante i venti mesi del governo Prodi, presidente del Comitato è stato Claudio Scajola (PdL), con la vicepresidenza di Massimo Brutti (Pd). Girano voci che la poltrona l’andrebbe ad occupare Francesco Rutelli, che sconfitto da Gianni Alemanno a Roma, vuole per sé un ufficio di prestigio. Purtroppo lo sconquasso nella casa gestita da Walter Veltroni è tale da non consentire alternative. Continua…
Il ‘68 di uno che c’era – 1 Documenti
0 Commenti Autore : Giuseppe Spezzaferro 3 Maggio, 2008 in Documenti, Segmenti
In molti mi hanno chiesto di approfondire la vicenda degli scontri del ’66 e della morte di Paolo Rossi. Ripeto: non c’ero. Ma ormai ne ho parlato e non posso ignorare le richieste. E’ ovvio che di quei fatti ho sentito le versioni di quelli che c’erano. Alcuni li ho conosciuti bene perché con loro ho fatto politica all’università e fuori. Sono passati più di quarant’anni e credo di dare un contributo storico riportando il testo integrale del dibattito che si tenne alla Camera dei Deputati il 29 aprile 1966 (in fondo formato pdf). Per i giovani e per chi non ricorda, faccio brevi riferimenti al quadro politico e, soprattutto, metto i nomi e brevi note ai cognomi riportati dal resoconto della Camera. Continua…

Gli italiani non hanno ancora dimestichezza con il web: meno di uno su due naviga online. Preferiscono acquistare un televisore piuttosto che un computer e per informarsi la televisione batte nettamente i giornali. E’ questa l’impietosa analisi fatta dalla Banca Mondiale. Per quanto riguarda Internet, l’esiguità della presenza di italiani sul web emerge dal confronto con il resto d’Europa. In Olanda, per esempio, l’89% della popolazione usa Internet normalmente, e in Norvegia è l’87,4%. Anche svedesi e danesi hanno percentuali alte con, rispettivamente, il 76,9% e il 58,3%. La media scende in Gran Bretagna, dove il 55,4% della popolazione abitualmente naviga online, e in Francia con il 49,1%. Continua…

M’ero ripromesso di ignorare l’alluvione di rievocazioni e interventi che invadono stampa, radio, tv e web nel quarantennale del Sessantotto. Non volevo immergermi in un fiume tracimante che ricopre d’acqua non sempre limpida un periodo che ha subito lo stesso destino della guerra civile scoppiata in Italia nelle fasi conclusive della seconda guerra mondiale. Nella vulgata corrente si racconta che i partigiani furono soltanto i comunisti ignorando la partecipazione di cattolici, socialisti, liberali, monarchici, azionisti, repubblicani e, anche, di genuini banditi. Allo stesso modo oggi si racconta che i protagonisti in Italia della contestazione giovanile furono i compagni del Pci, di Lotta Continua, di Potere Operaio, del Movimento marxleninista, dell’Unione dei comunisti, dei trotzkisti e di tanti altri atolli dell’arcipelago rossodipinto. La verità è che il Movimento studentesco non fu tutto di Mario Capanna, nemmeno a Milano. Continua…
L’Italia addestra il Cile… alla guerra aerea
0 Commenti Autore : G. S. 22 Aprile, 2008 in Geopolitica
L’italiana Alenia Aermacchi (Finmeccanica) e la cilena Enaer (Empresa nacional de aeronautica de Chile) hanno firmato un memorandum of understanding (Mou) che definisce i termini di collaborazione per i programmi relativi ai velivoli M-346 (addestratore avanzato di nuova generazione) e M-311 (addestratore basico-avanzato). Il memorandum prevede la produzione e la commercializzazione congiunta degli aerei M-346 e M-311 in America Latina, per rispondere efficacemente alle diverse esigenze delle Forze Aeree della regione, nell’ambito dell’addestramento basico, avanzato e Lead-In-Fighter, così come nel ruolo operativo di Close Air Support. Continua…

Austerity. Questa è la parola d’ordine della Deutsche Bank. I manager della banca tedesca, infatti, abituali frequentatori di bordelli e club di strip-tease, dovranno pagarsi lo spasso di tasca loro, senza più metterlo in conto al gruppo bancario tedesco. A dare la notizia è stato il settimanale “Der Spiegel”, entrato in possesso delle nuove direttive della Deutsche Bank che, testuale, “non autorizza alcun tipo di divertimento per adulti, e non rimborserà le spese relative”. Continua…

In Italia su ogni 100 euro di imposte il 78,1%, quasi tre quarti, va allo Stato e il 21,9% va alle amministrazioni locali. Più equilibrata la situazione in Spagna, 53,9% allo Stato e 46,1% agli enti locali con la Germania molto federalista, 49,2% a Stato e 50,8% ai “laender”. In Francia la situazione cambia con 59,9% di imposte allo Stato, 17,5% alle amministrazioni regionali infine un 22,9% agli enti di previdenza dal momento che in questo Paese è la fiscalità a finanziare il sistema. “In materia di federalismo fiscale - ha spiegato Giuseppe Bortolussi, direttore della Cgia di Mestre che ha pubblicato i dati - siamo, tra i grandi Paesi dell’area dell’euro, agli ultimi posti”. Continua…

Il giornale inglese “Independent” ha pubblicato un intervento di Robert Lanza, biologo dell’azienda californiana all’avanguardia nelle tecniche di clonazione (Advanced Cell Technology), sull’ultima frontiera raggiunta. Lanza ha annunciato che è stata messa a punto una nuova tecnica per produrre figli su misura. Gli scienziati hanno utilizzato la nuova tecnologia per creare baby-topi dalle cellule cutanee di animali adulti: i baby-topi sono stati creati inserendo cellule cutanee di un animale adulto all’interno di embrioni allo stadio iniziale prodotti con la fertilizzazione in vitro. Alcune delle creature create erano cloni parziali, ma altri cloni esatti, proprio come la “pecora Dolly”. Ma a differenza della tecnica usata per la creazione di Dolly, la procedura usata in questo caso è così semplice ed efficiente che può essere utilizzata anche dai ginecologi che utilizzano la fertilizzazione “in vitro”. Continua…

Il dibattito sul modello di sviluppo economico fu relativamente più tranquillo. Eravamo tutti a favore dell’intervento dello Stato. Sulle modalità c’era qualche differenza. In Jugoslavia erano in vigore dai primi anni Sessanta alcune leggi, volute da Tito, che avevano allentato la morsa statale sull’economia. All’epoca, la pianificazione era la ricetta imposta da Mosca a tutti i Paesi comunisti. Ma i piani quinquennali si ripetevano con scarsi risultati. L’Urss sarebbe addirittura arrivata al punto di dover comprare grano dal Canada e dagli Usa. Tito già nel 1956 aveva organizzato a casa propria un vertice di non allineati con Nehru e Nasser. Il non allineamento era la carta giocata da Paesi comunisti – o in forte dipendenza dal Cremino – per fare una politica autonoma. Con i dispositivi del 1961, nascevano le banche (che prima erano agenzie del governo), la moneta diventava convertibile (per entrare nel mercato occidentale con il Gatt, poi diventato Wto) e soprattutto si dava via libera all’autogesione nelle imprese. Tito era senz’altro un comunista anomalo e rischiava parecchio sfidando lo stalinismo. Continua…

I movimenti cui demmo vita dopo l’esperienza… teatrale si distinsero anche per la particolare attenzione alla politica estera. Non fu, però, facile trovare una linea comune. Alcuni di noi avevano una visione complottista derivante in buona parte dalla lettura di un libro (“I Protocolli dei Savi di Sion”) che aveva raccontato nel Novecento della congiura ebraica per la conquista del mondo. Nonostante ne fosse in dubbio l’autenticità (un falso della polizia zarista) le verosimiglianze riscontrate spingevano più di qualcuno ad accettare l’esistenza del complotto. La questione non era di poco conto. Avevamo sposato la causa dell’autodeterminazione dei popoli e perciò la lettura dell’occupazione della Palestina risentiva delle interpretazioni “sotterranee”. Qualche anno dopo risolvemmo la questione con un documento che risaliva alla dichiarazione Balfour e che ignorava i “protocolli”. Nelle nostre future analisi geopolitiche ci saremmo sempre attenuti a ciò che andava accadendo. Continua…

Un paio d’anni fa sono tornato alla Sapienza. Avevo un appuntamento a Scienze politiche e siccome ero in anticipo andai a rivedermi il teatro. Rimasi un po’ lì davanti sforzandomi di riappropriarmene con la mente, ma niente da fare. Era oramai un corpo estraneo. Quella mattina capii cosa avesse voluto dirmi, anni prima, un emigrato ritornato a casa dopo quarant’anni di Germania. Stavo dalle parti di Nova Siri, piccolo centro lucano diviso in due: la parte antica in montagna e quella moderna sul mare. Continua…

Si faceva notte a furia di discutere. Alla mensa universitaria le discussioni continuavano coinvolgendo anche vicini di tavolo. All’epoca c’erano i camerieri che servivano ai tavoli e si aspettava parecchio per trovare posto. Noi avevamo tavoli riservati, nel senso che il cameriere metteva sotto la caraffa dell’acqua i tagliandi dei pasti con un duplice risultato: evitavamo di fare la fila per comprarli ed avevamo il tavolo riservato. Qualche volta capitava che uno o più studenti protestassero per quel privilegio, ma finiva lì. Non ci sentivamo prepotenti ma portatori di un diritto che ci meritavamo con il nostro impegno per il bene di tutti. Avevamo cose ben più importanti da fare che metterci in fila prima per i biglietti e poi per il tavolo. Continua…

Il gruppo del teatro s’andava allargando. L’arrivo di ragazze interessate ai nostri discorsi portò un po’ di scompiglio. La partecipazione femminile alla politica era confinata in ambienti femministi, nelle sezioni comuniste e nei gruppi extraparlamentari che s’erano originati dal Pci. Era molto diffusa la mentalità secondo la quale una donna che frequentava ambienti di uomini fosse… leggera. Non s’aggiravano donne tra flipper, biliardi e biliardini. Perfino al cinema era difficile vedere donne non accompagnate da maschietti. Continua…

Uno dei punti di forza del gruppo del teatro era che in maggioranza eravamo fuorisede. La pattuglia più grossa era sudista: calabresi, pugliesi, campani, lucani, siciliani. C’erano un bel po’ di laziali: di Velletri, Cassino, Frosinone, Latina e non ricordo più di quale altro paese. La minoranza era romana. Tutti giovani di belle speranze e con buoni risultati scolastici ai quali le famiglie avevano affidato il loro riscatto sociale. Tranne qualcuno della borghesia medio-alta, eravamo figli di piccoli borghesi, contadini, operai, commercianti, che finalmente avrebbero avuto un dottore in famiglia. Continua…
Conferenza a Berlino per la pace in Medio Oriente
0 Commenti Autore : G. S. 15 Marzo, 2008 in Geopolitica
Secondo la “Sueddeutsche Zeitung”, la Germania vuole organizzare a giugno, a Berlino, una conferenza di pace sul Medio Oriente, a cui prenderanno parte i 27 membri Ue, molti Stati arabi (di sicuro: Egitto, Giordania, Marocco ed Emirati Arabi) il “Quartetto” formato da Usa, Russia, Onu e Ue, oltre a israeliani e palestinesi. Il giornale precisa che il cancelliere Angela Merkel ha ottenuto già la conferma della partecipazione da parte di Israele e dell’Autorità palestinese. La conferenza verrà aperta da Angela Merkel ed i lavori si svolgeranno a livello dei ministri degli Esteri. Continua…
