Gli americani uccidono un italiano al confine tra il Pakistan e l’Afghanistan. I media fanno a gara a chi esprime l’indignazione più profonda e fa la protesta più grossa. È, infatti, opinione diffusa che gli Stati Uniti siano nostri alleati e che abbiano dei doveri verso di noi. Ci si dimentica che Washington è la capitale di un impero e che tutto il mondo dipende dalle decisioni della Casa Bianca. Ovviamente vado per definizioni: l’articolazione del potere negli Usa è piuttosto complessa, ma qui è sufficiente la constatazione che loro sono i signori e noi i vassalli.
Se proprio ci si vuole consolare, si pensi -> Continua

Con l’arrivo della bella stagione, il traffico di carne umana aumenterà a dismisura. Inutile fare previsioni: i numeri saranno comunque alti. Di conseguenza crescerà anche il bilancio di morti in mare.
È una grande migrazione, causata in parte per sfuggire a guerre, genocidi e fame, e in altra parte per il naturale desiderio di una vita migliore. L’Italia è stata un Paese di emigranti: quando nel 1870 con la presa di Roma fu completata l’unità, la popolazione ammontava a circa 23 milioni di persone. In vent’anni emigrarono più di 10 milioni di italiani. L’America aveva bisogno di braccia e accoglieva gente da tutto il -> Continua

21 aprile, il Natale di Roma <br> e l’Accademia russa che non c’è

Stando alla data tradizionale – 21 aprile del 753 avanti Cristo – oggi Roma compie duemilasettecentosessantotto anni che, nonostante sindaci modello Rutelli-Veltroni con spruzzatina di Alemanno e guazzabuglio alla Marino, si porta abbastanza bene. La città ebbe molte cure negli anni del Fascismo e il 21 aprile, giorno della fondazione, fu celebrato dal governo Mussolini istituendo nel 1924 una festa nazionale intitolata “Natale di Roma – Festa del Lavoro”.
Di articoli storico-rievocativi ce ne saranno a iosa e perciò, dal solco tracciato da Romolo, balzo in un campo poco arato; vado cioè nell’Urbe così com’è stata vista dagli artisti russi che l’hanno visitata e abitata.
Le -> Continua

Dal sonno di Goya a quello di Panico

È soltanto per un’assonanza spuntatami nel cervello che cito “Il sonno della ragione genera mostri” di Francisco Goya a proposito de “Il sonno della politica” di Francesco Panico. Tra l’acquaforte del famoso pittore spagnolo realizzata nel 1797 e l’olio dipinto dall’italiano nel 1978 in comune c’è la considerazione che l’uomo deve restare sveglio, presente a sé stesso così come il cittadino.
Non sono un critico d’arte e quindi non ho le conoscenze specifiche per parlare di tecniche pittoriche e dei filoni artistici nei quali gli esperti sanno catalogare creazioni e creatori; faccio questo breve omaggio a Francesco Panico (Napoli, 16/VI/’32 – Aprilia, 22/VIII/’96) perché -> Continua

A quanto pare, i miracoli si fanno. Ma a senso unico. Non è forse un miracolo ciò che è accaduto a Melfi? Il presidente della Fiat, Gianni Agnelli, invita il governo a tenere fede agli impegni presi ed il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde che, nonostante le difficoltà di Tesoreria, il governo rispetterà gli impegni. Vedete quanto è facile? In fin dei conti si tratta di bazzecole, pinzillacchere: milletrecento miliardi dí pubblico denaro che tutti noi sborsiamo per sostenere gli sforzi imprenditoriali dell’Avvocato. E non basta. C’è pure la faccenduola del costo del lavoro al Sud che porta come corollario l’introduzione delle gabbie -> Continua

Soltanto i dittatori dilettanti, affezionati a tecniche criminali sorpassate, si servono ancora della violenza torturatrice per ottenere dalla gente i comportamenti voluti. Il nostro pianeta, purtroppo, ospita tuttora capitribù, capiclan e “comandanti” che spargono sangue sulla strada che li porta al potere. E ne spargono, dopo, per conservarlo. O per accrescerlo.
Nei Paesi cosiddetti civili non si usa più. La persuasione la si ottiene in altro modo. Il convincimento, con l’immancabile adesione spontanea, è frutto di una comunicazione intelligente, studiata a tavolino e continuamente aggiornata con sondaggi e test d’ogni genere.
Prendiamo, per esempio, la linea seguita da Palazzo Chigi e dintorni a proposito di tasse -> Continua

È come fosse una Calatafimi. Le schiere irregolari dei combattenti per l’Italia arrancavano faticosamente lungo i pendii del monte, bersagliati dalle truppe borboniche. Sembrava una battaglia persa in partenza: il nemico godeva di una posizione invidiabile, era ben armato e prevalente anche nel numero. Eppure la montagna fu scalata e presa d’assalto.
La battaglia per le pensioni ripete lo schema: il governo è ben arroccato, ottimamente nutrito ed equipaggiato di tutto punto. Le falangi armate che lo sostengono godono di fiorenti conti in banca e del sostegno del grande capitale apolide e plurilingue. Opportunamente puntati come grossi calibri, i conti pubblici minacciano terribili devastazioni, il -> Continua

Se un marziano capitasse qui <br> direbbe che i politici sono pazzi

Mettiamo il caso di un marziano che si fosse sintonizzato sulle italiche vicende un paio di mesi fa e che fosse tornato a sintonizzarsi oggi. Cosa avrebbe dedotto? Che adesso c’è una crisi politica determinata dallo sgretolamento della maggioranza e che questa crisi è sopravvenuta dopo una brillante risoluzione concertata dei gravi problemi che attanagliavano mesi fa l’Italia. Il nostro marziano, se avesse invece seguito costantemente gli accadimenti, avrebbe concluso: questi sono pazzi incoscienti criminali.
Qualcuno potrebbe dargli torto? Sembrava – qualche mese fa – che l’Italia avesse urgente bisogno d’essere salvata. Che non ci fosse più tempo di giochetti né di attendismi. Appariva a -> Continua

La Terra, questa sconosciuta: <br> il Cnr scopre un vulcano sulle Ande

Stiamo costruendo una stazione spaziale come quelle che si vedono nei film di fantascienza; mandiamo nello spazio esploratori che viaggiano per decenni trasmettendo informazioni ai centri raccolta dati. Ci stiamo preparando, cioè, per quando dovremo partire da qui e andare a piantare altrove le tende.
Non ci sono dubbi che l’acqua, l’ossigeno, le materie prime… tutto finirà. Per quanto enormi siano i depositi e per quanti trucchi ci inventeremo per ritardare il momento, arriverà il giorno nel quale qui non ci sarà più niente di utile.
Ciò posto, c’è una domanda che dobbiamo farci e cioè: siamo sicuri che della Terra sappiamo tutto? La conosciamo davvero -> Continua

A Palermo, la Corte d’Appello ha sentenziato che fu un missile ad abbattere il DC-9 dell’Itavia il 27 giugno 1980 mentre sorvolava Ustica, l’isola al largo della costa palermitana. Non ci fu alcun cedimento strutturale, né fu una bomba ad uccidere 81 persone, ma fu un missile. A distanza di 35 anni, dopo processi, inchieste e tante bugie, la verità dei fatti ha ancora bisogno di sentenze. Ricordo che nell’ottobre del 2013, la Cassazione aveva già stabilito che era stato un missile a causare la distruzione dell’aereo.

Se le sentenze hanno chiarito che ci fu depistaggio, cioè che i rapporti sull’attività dei radar erano stati -> Continua

Benjamin Netanyahu, Bibi per gli amici, ha vinto le elezioni in Israele proclamando un giorno sì e l’altro pure che mai avrebbe consentito la nascita di uno Stato palestinese. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva constatato che quell’affermazione avrebbe reso più difficile il percorso verso la pace ma non aveva detto altro. È sempre pericoloso intervenire negli affari interni di Tel Aviv: si potrebbero mettere in moto spinosi meccanismi internazionali.
Ciò che vale per Israele, però, è moneta fuori corso per gli altri Paesi.

TEL AVIV CONTRO I 5+1
L’accordo di Losanna con l’Iran per l’energia nucleare ha scatenato l’ira di Bibi, il quale ha -> Continua

Il Garante per la protezione dei dati personali, meglio noto come Garante della Privacy, Antonello Soro ha scritto al presidente del Consiglio nonché segretario del Pd Matteo Renzi che è «necessario un riequilibrio nei rapporti tra esigenze investigative, informazione e riservatezza, che garantisca a quest’ultima una più adeguata tutela». Ed ha spiegato: «Di fronte al fenomeno, sempre più diffuso, del processo mediatico, emerge con forza l’esigenza di un’adeguata selezione delle notizie da diffondere».
Cos’è successo di tanto grave da spingere Soro a indirizzare al governo una lettera tanto accorata? Forse che giornali hanno pubblicato l’ennesima intercettazione di Silvio Berlusconi che parla di “belle bambine”? o -> Continua

Roma, <br> la città di Ignazio Roberto Maria Marino

Se fosse possibile trasferire gli odori sul computer, la puzza di piscio che avvolge la città di Roma farebbe vomitare anche un inserviente di cessi pubblici. È un fatto talmente incredibile che viene trattato come una esagerazione giornalistica. A Via Frattina, la gente piscia attraverso le grate dei negozi, ma la pulizia è immediata. Sia a cura dei commercianti che della pubblica nettezza urbana; la quale a Roma si chiama Ama ma che non ama per niente la totalità della città, limitandosi a vezzeggiare onorevoli e funzionari capitolini, parlamentari e commercianti di lusso, corpi diplomatici e cardinali.
Lo spazio tiranno mi impedisce di pubblicare tutte -> Continua

L’attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi mi ricorda una regola fra noi ragazzi a Salerno: «Il pallone è mio e la squadra la faccio io». Non valeva altro criterio che la volontà del padrone della palla, il quale sceglieva per sé i più bravi e lasciava le scartine alla squadra avversaria.
Renzi va come uno schiacciasassi. Si fa come dice lui. È spregiudicato quanto basta per trovare vie d’uscita le più diverse. Ha sfilato la poltrona a Enrico Letta tra sorrisi e strette di mano. Ha messo alle corde Silvio Berlusconi stringendo con lui un patto e senza mai strillargli contro. Ha messo la mordacchia -> Continua

Chi ha ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher la notte tra l’1 e il 2 novembre di otto anni fa? Due giovani, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, erano stati accusati e condannati per l’omicidio, ma la quinta sezione penale della Cassazione li ha mandati assolti «per non avere commesso il fatto».
In aprile, la Corte d’assise d’appello aveva condannato Sollecito a 25 anni e Amanda a 28 anni e sei mesi. I due avevano protestato la propria innocenza e s’erano detti fiduciosi nella Cassazione. Hanno avuto ragione e ora sono liberi.
Dopo sette anni e sei mesi di indagini, arresti, “clamorose” rivelazioni, colpi di scena e -> Continua