«Un risata vi seppellirà». Attenti, voi nel Palazzo, alla profezia (di Bakunin?). Vanno forte i programmi televisivi, tipo “Le Iene” e “Striscia la notizia”, che denunciano pubbliche storture e private disonestà, “rubando” il mestiere ai giornalisti. Alla crescente sfiducia che gli Italiani nutrono nei confronti della politica (e delle Istituzioni), si affiancano disprezzo e derisione per i professionisti dell’informazione.
Sul bus mi capita di sentir dire: «A furia di interventi ha la faccia di plastica», «Si concentra sul tono della voce e non capisce quello che legge», «Sono tutti leccaculi pieni di soldi», «Se ne fregano della gente». I mezzibusti non piacciono affatto. I giudizi -> Continua

L’Ama, l’azienda municipale che si occupa dell’immondizia a Roma, edita una costosa rivista: carta opaca pesante (riciclata, beninteso), formato non standard (20×26), quadricomia, 34 pagine.
In tempi di crisi della carta stampata, ben vengano anche i giornali aziendali, soprattutto se l’editore è in attivo. Con il nuovo Consiglio di amministrazione (Daniele Fortini, presidente, Rodolfo Murra e Carolina Cirillo, consiglieri) è anche partita una ricognizione sul bilancio aziendale per ridurre i costi in forza della temibile (?) spending review (revisione della spesa pubblica) prevista dalla legge.

Nell’attesa di vedere l’effetto che fa, parlo d’altro.

LA RIVISTA CHE AMA LA TV

M’è capitata tra le mani una copia del mensile -> Continua

«Mettendo a sistema spesa regionale e livelli di output pubblico, si ottiene un risparmio potenziale massimo di 82,3 miliardi di euro, dovuto all’ipotesi di comprare l’attuale output pubblico su tutto il territorio nazionale ai costi sostenuti in Lombardia. Anche questa cifra è straordinariamente rilevante. Al di là delle molte approssimazioni adottate nei calcoli, essa testimonia la presenza di ampi spazi per ridurre la spesa pubblica a parità di output oppure per trovare le risorse, già dentro il perimetro della spesa attuale, per accrescere notevolmente il benessere dei cittadini italiani».

Secondo l’Ufficio studi della Confcommercio, dunque, sarebbe possibile risparmiare sulle spese regionali. L’eccesso di spesa -> Continua

È definitivo: Silvio Berlusconi resterà interdetto per due anni dai pubblici uffici. Ciò significa, tra le altre cose, che non potrà votare né essere votato finché non sarà scaduto il periodo di interdizione.
Dando per certo che il Cavaliere avesse già messo in conto la sentenza, la tattica di sostenere Matteo Renzi assomiglia più a un parto giudiziario che ad una scelta politica.
La tattica potrebbe risultare vincente soltanto nel caso in cui Renzi riuscisse a varare qualche sostanziale riforma.

L’ITALIA E IL GENERALE INVERNO
L’Italia è multistrato. Spartita tra grandi e piccoli potentati, trincerata contro cambiamenti poco più che superficiali, sezionata in mille compartimenti stagni è come -> Continua

Viaggiando con Céline

Di Louis-Ferdinand Céline s’è dovuta obtorto collo occupare la critica, dati i profondi legami che intercorrono fra lo scrittore francese e buona parte degli scrittori più importanti degli ultimi anni. Scrittori del calibro di Miller o di Kerouac. Ciononostante, i giudizi emessi sono stati troppo influenzati dalla collocazione politico-ideologica dello scrittore francese.
Noi, qui, non intendiamo affatto aggiungere la nostra voce al coro già ricco di tanti autorevoli “solisti”. Intendiamo più semplicemente raccontare delle impressioni ai lettori di Céline: coloro che non l’hanno letto non potranno purtroppo capirne molto. Con loro ci scusiamo, nella speranza che le note seguenti li spingano alla scoperta di uno -> Continua

Grande rumore sui media per il bollettino di marzo della Banca centrale europea (Bce).
Cito soltanto le due principali testate.
Scrive il corriere.it: «Un duro richiamo alla realtà. Finora l’Italia “non ha fatto tangibili progressi rispetto alla raccomandazione della Commissione Ue” di far scendere il deficit, rimasto al 3% nel 2013 contro il 2,6% raccomandato dall’Europa. Lo scrive la Bce, chiedendo che Roma faccia “i passi necessari” per rientrare nel deficit e assicuri che il debito sia messo “in traiettoria discendente”» (http://www.corriere.it/economia/14_marzo_13/bce-critica-italia-nessun-progresso-riduzione-deficit-e6fcbb1c-aa91-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml).

Scrive repubblica.it: «Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno iscritto la possibilità di ampliare il deficit – pur restando entro -> Continua

Su Canale 5 è andato in onda il film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”. L’avevo visto l’anno scorso e l’avevo giudicato noioso con qualche sprazzo di vita. Adesso ha vinto un Oscar e perciò è diventato un grande film.
Resto del parere che la cosa migliore in assoluto sia la citazione che introduce la pellicola. Sono frasi tratte dal romanzo del 1932 “Voyage a bout de la nuit” di Louis-Ferdinand Céline:
«Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, -> Continua

Che soltanto da qualche anno i governi non siano espressione della volontà popolare è l’ennesima leggenda politica. Dalla nascita della Repubblica, i governi sono stati partoriti al chiuso di segreterie di partito, di consigli d’amministrazione, di ambasciate, di banche e, sovente, anche di logge più o meno segrete. Gli italiani votavano, dopodiché i partiti (e le correnti interne) contavano i voti rastrellati e cominciavano le trattative per formare una maggioranza di governo. Con l’avvento del bipolarismo (e di Silvio Berlusconi) gli elettori hanno avuto per qualche anno il potere di decidere la composizione del governo. Finché hanno dovuto scoprire che finanche i singoli parlamentari -> Continua

La finanza imbroglia, <br> il giornalista applaude

Una delle più grandi compagnie petrolifere del mondo, la Atlantic Richfield Co., ha ammesso di aver perso ventidue milioni di dollari nel mese di aprile a causa di errati investimenti. All’apparenza non sarebbe una notizia meritevole di ampia citazione: le aziende che muovono molti quattrini possono di tanto in tanto commettere errori di valutazione e quindi rimetterci di tasca propria. Gli americani sono abituati ai saliscendi della sorte: da pezzente a milionario e da milionario a pezzente in una ricerca spasmodica del successo a tutti i costi.
È la vecchia cultura del Far West, del più veloce a sparare, della corsa all’oro, degli spregiudicati self -> Continua

Maastricht non è un dogma religioso: <br> si può (e si deve) rinegoziare

Le elezioni inglesi e francesi parlano sin troppo chiaro.
Non è messa in discussione la costruzione europea ma il tracciato che si stava seguendo, socialmente disastroso.
Non ci sono trattati che non siano rinegoziabili. Certo che prima lo si fa e meglio è.
Inghilterra, Francia e forze probabilmente maggioritarie anche in Germania stanno aprendo la strada.
Spero che anche in Italia si volti finalmente pagina, nel senso che si metta fine al capitolo dell’europeismo di maniera, che ha avuto aspetti persino deliranti.
Che la questione della moneta unica sia riportata sul terreno e nelle condizioni delle cose possibili, realistiche, economicamente e socialmente equilibrate.
Non si deve e non si sarebbe -> Continua

Il Quirinale ha diffuso i dati del bilancio di previsione per il 2014 dell’Amministrazione della presidenza della Repubblica.
La dotazione a carico del bilancio dello Stato è di 228 milioni di euro.
La nota quirinalizia divide la spesa per settori e precisa:
«…all’area delle Funzioni istituzionali sono destinati 42,5 milioni di euro (17,95% della spesa complessiva); a quella dei Servizi generali 42,8 milioni di euro (18,06%); alla Dotazione immobiliare e valorizzazione del patrimonio artistico 34,2 milioni di euro (14,41%), all’area Sicurezza 14,3 milioni di euro (6,05%) mentre l’area Amministrazione assorbe 11,9 milioni di euro (5,04%)».

La nota aggiunge: «Si è infine attribuita ad una specifica area la spesa -> Continua

«Levati tu, che mi ci metto io!». All’osso, la politica è tutta qui. I motivi possono essere nobili o ignobili, ma la dinamica non cambia. Ogni tappa della lunga marcia del politico taglia il traguardo del «Levati tu…».
Vediamo politicanti dall’incredibile capacità scenica, dotati di grande fascino, abili a scatenare repentine simpatie e in grado di mentire in modo convincente. Per avere un’idea della loro facciatostaggine, dobbiamo rifarci a quegli imbroglioni che, grazie ad una telecamera nascosta, vediamo in televisione nel pieno della loro attività truffaldina. Intervistati, negano con decisione. Qualcuno fa anche l’indignato: «Ma come si permette?, sono una persona perbene, io».

Pensate -> Continua

Formare un esercito <br> di combattenti per il lavoro

Un esercito di giovani disoccupati occupa – pacificamente – tutto il Sud.
È un esercito senza generali, allo sbando quasi fosse stato sconfitto da un’armata più forte. Come quasi tutti gli eserciti sconfitti, ubbidisce ad una sola legge: quella del “si salvi chi può”.
Ciascuno, dunque, pensa a sé stesso. Le famiglie si industriano per “sistemare” i figli. Qualcuno davvero trova un posto. L’amico dell’amico, il parente influente, il boss della zona, il prete, il sindaco… tutto fa brodo pur di trovare una qualsivoglia sistemazione.
Ma non è più come una volta. Soltanto pochissimi riescono a trovare un “lavoro socialmente utile” o addirittura un vero lavoro. -> Continua

Capponi e suicidi <br> giovano a Wall Street

Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe. Ci sono i sapienti reggitori di Costantinopoli, i quali discettano pianamente sul sesso degli angeli mentre il nemico assalta le mura. Oppure ci sono i capponi di Renzo che si beccano furiosamente mentre il promesso sposo li porta ad un comune destino gastronomico.
Guardando alle cose di casa nostra, i riferimenti, più o meno dotti, relativi a querelles fuorvianti oltre che ininfluenti, sgorgano l’uno appresso all’altro.

C’è una élite (con Azeglio il Modesto in testa) che rappresenta magnificamente il pugno saldo che serra i pennuti litigiosi. E costituisce egregiamente la quinta colonna che dall’interno favorisce l’assalto alla città.
Questa -> Continua

Il 66,8% degli italiani giudica che le maggiori responsabilità della crisi le abbia la classe dirigente, il 16% accusa la grande finanza internazionale, il 7,5% dà la colpa ai vincoli imposti dall’Europa e il 5% punta l’indice contro la Germania.
Per quanto riguarda l’euro, per il 64,4% non va abbandonato mentre il 25,7% auspica la fuoriuscita dell’Italia dall’eurozona.
Sono dati del Rapporto Italia 2014 elaborato dall’istituto di studi politici, economici e sociali Eurispes.

Il 70,6% degli italiani indica un calo della propria fiducia nelle Istituzioni. Chi ha ancora fiducia è il 3,1% (era il 5,3% nel 2013). Tra gli over 65 gli sfiduciati sono il -> Continua