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Il ritorno del Messale

A giorni vedremo il ritorno in uso del Messale promulgato da Giovanni XXIII del 1962. Si tratta dell’ultima edizione aggiornata di quello che fu il messale di Pio V e che negli ultimi 40 anni, dopo la riforma conciliare, ha costituito materia di grandi dispute nella chiesa cattolica tra favorevoli e contrari al Concilio. Sarà un “Motu proprio” di Benedetto XVI a indicare le norme di questo ritorno all’uso del vecchio messale latino e a chiarire anche il rapporto che si stabilirà tra il suo uso e la ricezione della riforma liturgica conciliare. Infatti il documento sarà accompagnato da un’ampia lettera dello stesso Pontefice a tutti i vescovi cattolici del mondo che spiegherà il senso e le ragioni spirituali e pastorali che giustificano la possibilità di poter ancora usare l’antico Messale. L’ultimo atto prima della pubblicazione è stata una riunione di vescovi e cardinali (in un primo tempo non prevista) mercoledì 27 giugno in Vaticano ristretta ad autorevoli rappresentanti dell’episcopato di tutti i continenti nella quale i presuli sono stati informati dal cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, dell’imminente pubblicazione e poi con lo stesso Benedetto XVI è seguita un’ampia discussione di un’ora.

La pubblicazione imminente del “Motu proprio” e della lettera del Papa potrebbe tenere in conto gli eventuali suggerimenti dell’ultima ora emersi nella riunione di mercoledì. Sull’incontro, di cui hanno parlato pochissimi organi di stampa non italiani, la Sala Stampa Vaticana ha diffuso poi un comunicato di precisazione. “Si è svolta ieri pomeriggio in Vaticano una riunione, presieduta dal cardinale Segretario di Stato, – si legge nel comunicato – in cui è stato illustrato ai rappresentanti di diverse conferenze episcopali il contenuto e lo spirito dell’annunciato Motu proprio del Santo Padre sull’uso del Messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962. Il Santo Padre si è recato a salutare i presenti e si è intrattenuto con loro in un’approfondita conversazione per circa un’ora. La pubblicazione del documento -che sarà accompagnato da un’ampia lettera personale del Santo Padre ai singoli Vescovi – è prevista entro alcuni giorni, quando il documento stesso sarà stato inviato a tutti i vescovi con la indicazione della successiva entrata in vigore”. Il portavoce vaticano ha informato inoltre i giornalisti che alla riunione erano presenti 13 persone. Tra gli assenti giustificati solo 2 rappresentanti degli episcopati dell’America Latina. All’origine i presuli e i cardinali invitati erano infatti 15 provenienti da ogni continente. Si è appreso che tra i presenti alla riunione c’erano i cardinali Ricard e Barbarin per la Francia, Ruini e monsignor Bagnasco per l’Italia, O’ Connor per la Gran Bretagna, O’ Malley per gli Stati Uniti, monsignor Koch per la Svizzera. Inoltre i cardinali Pell per l’Australia e Toppo per l’India e l’arcivescovo di Libreville in Africa. La presenza più numerosa degli europei forse è dovuta al fatto che le maggiori richieste di uso del vecchio messale hanno interessato in particolare proprio la vecchia Europa. Questa decisione di Papa Ratzinger sarà valutata quasi certamente come una delle più discusse del suo pontificato, ma per un sereno giudizio di merito è necessario leggere i testi una volta pubblicati. La delicatezza della materia ha consigliato lo stesso Pontefice a informare ampiamente i vescovi in via diretta prima ancora di informare la pubblica opinione dei contenuti la disposizione che incide sulla liturgia cattolica.

La Chiesa cattolica procede nel cammino di rafforzamento delle radici, nella prospettiva di difficili confronti sia con l’Islam che con il modello di capitalismo attualmente egemone.

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