Vetrina / Europa / La paura del nucleare fa più vittime di Fukushima

La paura del nucleare fa più vittime di Fukushima

Non mi è mai piaciuta la conta dei morti. Confrontare i dati dei caduti sul lavoro con quelli uccisi da incidenti stradali oppure dal cancro, fare la classifica delle guerre in base al numero dei morti… insomma, è roba che non mi attira.
So che il numero è fondamentale per una cultura pragmatica, per cui il Colosseo è monumento da visitare perché conteneva cinquantamila spettatori e San Pietro perché è la chiesa più grande al mondo, e via addizionando.
Io non valuto una statua dalle sue dimensioni, né Napoleone dalla lunghezza dello strascico all’incoronazione… non mi appassionano i primati da Guinness, punto e basta.
A volte sono costretto a fare delle eccezioni, come stavolta.

C’è che uno studio statunitense (università di Stanford) che ha calcolato che tra mezzo secolo potrebbero morire 130 persone e 180 potrebbero ammalarsi di tumore, a causa del disastro nucleare giapponese di Fukushima.
Queste cifre sono importanti perché smentiscono la vulgata comune (alimentata da film catastrofici e da terroristi culturali) dell’incidente nucleare che fa milioni di morti.
Intendiamoci, non voglio dire che le radiazioni facciano bene alla salute. Se lo facessi sarei esattamente speculare ai terroristi che propalano apocalissi a piene mani.
Il fatto è che non tutte le persone colpite dalla radioattività si ammalano e che un incidente nucleare ha peso in rapporto al Paese nel quale si verifica.
Centotrenta morti e 180 malati significano sofferenze e patimenti, dolori dei figli, dei padri, delle madri, dei mariti, delle mogli, dei familiari, degli amici… una tragedia.
Ma a nessuno verrebbe mai in mente di vietare i viaggi in aereo, o in treno, o in auto, o in nave… perché si possono verificare incidenti mortali.
A nessuno è saltato in testa di impedire l’uso dell’ascensore, della caldaia a gas, della corrente elettrica… perché si potrebbe morire.

Se si fa la conta dei morti, si scopre che il nucleare ha fino ad oggi ucciso infinitamente meno persone dell’automobile.
L’università americana ha diffuso i dati per smentire altri tecnici i quali affermavano che il terremoto dell’11 marzo 2011 (che causò lo tsunami che bloccò il corretto funzionamento di uno o due reattori nucleari della centrale nipponica di Fukushima Daiichi) non avrebbe fatto vittime da contaminazione radioattiva (i morti durante la fuga dall’area colpita furono circa 600).
Gli scienziati statunitensi spiegano, comunque, perché non c’è stata la strage che ci fu in Unione sovietica per l’incidente di Chernobyl.

L’area giapponese contaminata si estende per centinaia di chilometri quadrati attorno all’impianto, però la maggior parte della radioattività è finita nell’Oceano Pacifico, per cui soltanto il 19% delle particelle radioattive si sono depositate a terra. Inoltre, dicono gli esperti, il governo giapponese s’è mosso meglio e più velocemente del Cremlino sull’area di Chernobyl.
La popolazione giapponese nel raggio di 20 km attorno all’impianto fu fatta rapidamente evacuare, furono distribuite a tutti le necessarie dosi di iodio per prevenire l’assorbimento di iodio radioattivo. Le autorità hanno vietato alcune coltivazioni che avrebbero potuto assorbire e trasmettere (ricordate l’insalata ai tempi di Chernobyl?) le radiazioni.

Le centrali nucleari a fissione sono indispensabili, finché non funzionerà la versione tecnologicamente sofisticata dell’anello nibelungico (il tokamak) che, mediante fusione, ci darà energia pulita e a basso costo.
Giuseppe Spezzaferro

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

Merkel vince nel Niedersachsen. In Italia cala il M5s

Angela Merkel ha superato un’altra prova elettorale prima del grande test di Berlino che ci …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.