Vetrina / Mondo / Typhoon per Riyad

Typhoon per Riyad

Pare che per lo sfortunatissimo caccia europeo sia arrivata la bella stagione. Eurofighter GmbH ha firmato il contratto con Bae Systems per la fornitura di 72 Eurofighter Typhoon destinati all’Arabia Saudita. L’accordo è stato stipulato direttamente tra i governi del Regno Unito e del Regno dell’Arabia Saudita con BaE Systems come prime contractor. Il programma per un supercaccia europeo in grado di competere con quelli Usa e dell’ex Urss nasce nel 1983, ma si ferma quasi subito perché la Francia sceglie di costruirsene uno proprio. Data la forte spesa, il programma decolla già ridimensionato. I sistemi d’arma e le caratteristiche che avrebbero assicurato al Typhonn di superare o almeno stare agli stessi livelli dei caccia hanno subito “aggiustamenti” per contenere i costi. Inoltre, i ritmi di produzione sono stati suddivisi in tranche. Molti esperti sostengono che quando finalmente le forniture saranno state completate, l’Eurofighter sarà già obsoleto. Nel senso che non è stealth. Internettuale.net non è in grado di confermare o smentire, e resta aperto a contributi esterni.

Finora sei nazioni, inclusa l’Arabia Saudita, hanno ordinato un totale di 707 Typhoon: Germania 180, Italia 121, Spagna 87, Regno Unito 232, Austria 15, Arabia Saudita 72. Ad oggi sono stati consegnati alle nazioni clienti 136 Eurofighter di serie, inclusi sei velivoli Instrumented Production Aircraft (l’EF2000 utilizzato per le prove è stato l’IPA2). In Italia la sperimentazione è stata effettuata in configurazione standard aria/aria, con 2 missili Aim-9-L e 2 Amraam. L’attività si è svolta raggiungendo le massime quote operabili da entrambe le aerocisterne, ed è stata condotta in aria calma e con moderata turbolenza e, per quanto attiene le prove notturne, in condizioni severe di oscurità.

Lo sviluppo e la produzione del Typhoon sono affidati a due consorzi: Eurofighter, per la parte velivolistica, Eurojet per la motoristica:

1) Eurofighter GmbH, costituito da Alenia Aeronautica (19,5%), Bae Systems (37,5%), Eads-Spagna (13%) e Eads-Germania (30%), è responsabile del progetto, dello sviluppo e dell’assemblaggio finale del velivolo, della gestione del programma e del coordinamento delle attività dei sub-contraenti; gestisce e coordina le attività delle ditte subcontraenti.

2) Eurojet Turbo GmbH, costituito da Avio (Italia 21%), Itp (Spagna 13%), Mtu-München (Germania 33%) e Rolls-Royce (Regno Unito 33%), è responsabile del progetto e del coordinamento delle attività per la produzione del motore EJ200 impiegato sul velivolo.

Per lo sviluppo e la produzione di sottosistemi complessi sono stati inoltre costituiti, e si interfacciano con Eurofighter, il consorzio Euroradar per la progettazione e la realizzazione del sistema radar del velivolo, denominato Captor (guidato da Selex Sensors and Airborne Systems Ltd ed a cui partecipa anche Galileo Avionica) e il consorzio EuroDass per la progettazione e la realizzazione del sottosistema Difensive Aids Sub-System (Dass), per la protezione del velivolo da minacce missilistiche a guida radar, laser o termica (anche in questo caso guidato da Selex Sensors and Airborne Systems Ltd ed a cui partecipa Galileo Avionica). Comprendendo le quote di responsabilità relative alla costruzione della cellula dell’aereo e quelle relative all’avionica ed all’elettronica di bordo, la quota complessiva di responsabilità delle aziende Finmeccanica è pari a circa il 36% del programma. Negli stabilimenti Alenia Aeronautica di Torino e di Caselle, in cui lavorano complessivamente poco meno di 3.200 addetti, oltre 1.500 sono oggi impegnati nello sviluppo e produzione dell’Eurofighter Typhoon (con una capacità produttiva di circa un velivolo al mese). Ulteriori 500 persone lavorano per il Typhoon negli stabilimenti del Sud (Nola, Casoria e Foggia).

Con una partecipazione industriale di circa il 4%, Alenia Aermacchi ha un ruolo importante nel programma Eurofighter. In particolare presso l’azienda di Venegono sono stati progettati e sviluppati, e sono attualmente in produzione, le estremità alari, i piloni subalari, i raccordi ala-fusoliera e componenti degli alloggiamenti dei motori del caccia europeo.

La firma del contratto per i 72 Eurofighter Typhoon all’Arabia Saudita e quella, avvenuta a dicembre 2004 per la produzione di 236 velivoli Typhoon destinati alle quattro nazioni partner (Germania, Italia, Regno Unito e Spagna) sono decisioni importanti e molto attese dall’industria aeronautica italiana. Per Finmeccanica, il contratto con Riyad comporta un beneficio complessivo pari a circa 2 miliardi di euro, considerando tutte le attività svolte dal gruppo nel programma (realizzazione e produzione dei componenti della struttura, avionica, sistemi) ma esclusa la fornitura dei vari sistema di difesa per il momento non oggetto di contratto. La quota, quindi, potrà salire ulteriormente nel futuro anche considerando la logistica ed il supporto tecnico pluriennale, anch’esso non ancora contrattualizzato. La definizione, progettazione, sviluppo e produzione dell’ Eurofighter costituisce il principale programma di collaborazione industriale della storia d’Europa. In termini occupazionali va sottolineato che in Italia sono l’occupazione totale generata dal programma (diretta, indiretta e terziaria) è dell’ordine delle 24.000 risorse uomo/anno in oltre 200 aziende, con una distribuzione sul territorio che può stimarsi 50% nel Nord e 50% nel Centro/Sud.

Ecco una sintesi tecnica.

La suite avionica è eccellente, il radar multimodale Ecr-90 ha dimostrato ottime qualità ed è in grado di vedere un caccia a oltre 160 km e di inseguire fino a 20 bersagli contemporaneamente, con una elevata resistenza alle contromisure elettroniche (il sistema dispone di un canale dedicato a ricevere, riconoscere ed escludere le sorgenti Ecm) e capacità Nctr (identificazione di un bersaglio non cooperativo); il sistema Pirate ha la capacità di vedere e inseguire fino a 200 bersagli a distanze che possono arrivare anche a 150 km (anche se quelle tipiche operative sono intorno ai 70 km) ed è abbinato con un casco Hms; il sistema di protezione elettronica Dass comprende ricevitori Esm ed Rwr, emettitori di Ecm, lanciatori di chaff e flares e decoy spendibili che possono essere filati dalle wingtip fino a 100 metri dietro l’aereo.

Ovviamente il Typhoon non ha avuto ancora possibilità di impiego in operazioni belliche reali, ed è prematuro dare un giudizio sul velivolo. Il caccia, può essere considerato l’ultimo grido della tecnologia aeronautica pre-Stealth, ed ha già dimostrato di avere qualità eccellenti, che purtroppo non possono essere pienamente sfruttate a causa dei tempi lunghi con i quali si sta procedendo all’integrazione di armi e sensori.

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

“Kurtlar vadisi Filistin”, il film turco che non piace ai neofascisti filo-Tel Aviv

Da Hollywood arrivano film l’uno dietro l’altro senza interruzione. D’amore, di guerra, d’azione, di fantascienza… …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.