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La strage degli innocenti

E’ stato presentato a New York il sesto rapporto Unicef “Progressi per l’infanzia: un mondo a misura di bambino – rapporto statistico”. “Questa edizione del ‘Progress for Children’ fornisce un quadro completo dei dati riguardanti gli Obiettivi di sviluppo del millennio – ha sottolineato il direttore generale dell’Unicef Ann M. Veneman – Sebbene i dati rivelino considerevoli progressi (sono scesi sotto i 10 milioni i bambini che muoiono prima dei 5 anni; ndr), molto resta ancora da fare”. Nei Paesi in via di sviluppo l’incidenza di bambini sottopeso è diminuita dal 1990 dal 32 al 27%, ma un allarmante numero di bambini – 143 milioni, oltre la metà dei quali vive nell’Asia meridionale – soffre ancora di denutrizione. L’estensione dei servizi di assistenza medica contro le principali malattie dell’infanzia procede a rilento. Polmonite e malaria sono responsabili, insieme, del 27% di tutte le morti che ogni anno si registrano tra i bambini sotto i 5 anni. Più di 500.000 donne continuano a morire ogni anno per complicanze durante la gravidanza o il parto: la metà dei decessi si verifica nell’Africa Subsahariana, dove una donna incinta su 22 corre il rischio di morire, rispetto a una su 8.000 nei paesi industrializzati. La mancanza di servizi igienici basilari, insieme a condizioni igieniche precarie e al consumo d’acqua non potabile, contribuisce ogni anno alla morte di 1,5 milioni di bambini a causa di malattie diarroiche.

Nel 2004 il 41% della popolazione mondiale – ossia 2,6 miliardi di persone – non utilizzava servizi igienici adeguati. Sebbene dal 1990 siano stati fatti dei progressi, mantenere il ritmo dell’aumento della popolazione mondiale rimane una sfida difficile In molti paesi i nuovi contagi da Hiv sono concentrati tra i giovani, che costituiscono il 40% dei 4,3 milioni di nuove infezioni registrate nel 2004.

Il dato che l’internettuale ritiene il più assurdo è che nel mondo del Terzo Millennio un bambino su sei tra i 5 e i 14 anni (cioè 158 milioni di bambini), è costretto a lavorare. Nell’Africa subsahariana lavora circa un bambino su tre tra i 5 e i 14 anni. Garantire che tutti i bambini frequentino la scuola e che la loro istruzione sia di buona qualità – avverte l’Unicef – è fondamentale per prevenire il lavoro minorile. Fra i dati positivi c’è che nell’arco 1990-2004 più di 1,2 miliardi di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile, e tra il 1990 e il 2000, le percentuali di allattamento esclusivo al seno fin dalle prime ore di vita – una pratica che potrebbe ridurre del 13% la mortalità infantile sotto i 5 anni nei Paesi in via di sviluppo – sono cresciuti in molti paesi del mondo; in 7 paesi dell’Africa Subsahariana si è registrato un aumento del 20% dell’allattamento al seno esclusivo. I paesi in cui la malaria è endemica hanno esteso l’utilizzo di zanzariere trattate con insetticidi per la protezione dei bambini, e molti paesi dal 2000 hanno più che triplicato la diffusione delle zanzariere. Nei paesi a basso e medio reddito l’accesso ai farmaci antiretrovirali che riducono il rischio di trasmissione madre-figlio dell’Hiv è aumentato, tra il 2004 e il 2005, dal 7 all’11% delle donne sieropositive; anche l’accesso dei bambini ai farmaci antiretrovirali è aumentato in gran parte del mondo.

Rispetto al 1999, nel 2005 un numero 4 volte maggiore di bambini ha ricevuto le due dosi previste di vitamina A, che riduce il rischio di mortalità legato alle comuni malattie infantili. Oltre che nella salute dei bambini si registrano progressi anche per l’istruzione, la parità di genere e la protezione dell’infanzia. Tra il 2002 e il 2006 i progressi nelle iscrizioni e nella frequenza scolastica hanno ridotto di circa il 20% il numero di bambini in età d’istruzione primaria che non vanno a scuola.

Purtroppo si registra anche che i metodi disciplinari violenti nei riguardi dei bambini sono molto diffusi. In 29 paesi e territori oggetto di indagini da parte dell’Unicef, una media dell’86% dei bambini tra i 2 e i 14 anni ha subìto una punizione violenta in famiglia; in quasi tutti questi paesi, oltre la metà dei bambini sono stati puniti violentemente e un bambino su cinque ha subito punizioni fisiche gravi. La punizione violenta è adottata in tutti i contesti socio-economici. Nella maggior parte dei paesi, i bambini delle famiglie più povere hanno la stessa probabilità di subire punizioni violente dei bambini delle famiglie più ricche; i bambini che vivono nelle zone rurali hanno la stessa probabilità di subire punizioni violente dei bambini che vivono in città. La percentuale di madri o di persone che si prendono cura dei bambini convinta che la punizione corporale sia necessaria varia da paese a paese, ma è notevolmente più bassa della percentuale di coloro che riferiscono che i loro figli hanno subito punizioni corporali nel mese precedente all’indagine – rispettivamente il 28% e il 62%. Il rapporto tra questi atteggiamenti e comportamenti è fortemente influenzato dal contesto sociale e culturale. Lo Studio sulla violenza sui bambini del Segretario Generale delle Nazioni Unite (2006) fa appello perché si metta fine alla giustificazione della violenza sui bambini, sia che venga accettata come tradizione sia che venga camuffata come disciplina, e chiede agli Stati di proibire tutte le forme di violenza, comprese le punizioni corporali. E qui vanno citati i dati relativi alle guerre. Circa 1,5 miliardi di bambini – due terzi della popolazione infantile mondiale – vivono in 42 paesi che sono stati colpiti da conflitti violenti ad alta intensità tra il 2002 e il 2006. Ma l’impatto dei conflitti armati sui bambini è difficile da stimare a causa della mancanza di statistiche aggiornate e attendibili. Si stima che in tutto il mondo vi siano 14,2 milioni di rifugiati, il 41% dei quali si ritiene siano bambini e adolescenti (sotto i 18 anni). Partendo dallo stesso presupposto, ci sono 24,5 milioni di sfollati a causa dei conflitti, il 36% dei quali sono bambini. Non esistono cifre affidabili sul numero di bambini associati a gruppi armati, ma oltre 100.000 bambini sono stati smobilitati e reintegrati dal 1998 a oggi.

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