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Sfottò a Gesù si ride, a Maometto…

L’assalto a Bengasi la notte dell’11 settembre contro il consolato Usa, durante il quale sono morti l’ambasciatore americano Chris Stevens e tre funzionari, ha scatenato l’ennesimo scontro sul web tra chi sostiene che gli Stati Uniti se lo meritano e chi accusa i musulmani di essere barbari uccisori di innocenti.
Molti arrivano al punto di dire che è l’Islam, in quanto religione, ad essere all’origine delle violenze e del terrorismo (si sprecano i richiami alla giornalista Oriana Fallaci che dall’attico di Manhattan condusse fino alla morte una personale guerra contro Maometto).
La naturale propensione per il tifo fa il resto, per cui dall’una e dall’altra parte piovono accuse d’ogni genere, numero e caso.
Non ho l’ambizione di mettere le cose in chiaro al punto da convincere qualche tifoso, ma ho inventato internettuale proprio per avere un luogo tutto mio dove intervenire a piacimento.

Parto dalla religione. Che – e non ci dovrebbe essere bisogno di sottolinearlo – è un affare serio per miliardi di persone.
Un fedele soffre quando qualcuno offende il suo dio. E reagisce.
Che sia legittima una reazione penso sia un fatto acclarato. La questione è la “intensità” della reazione.
Può un pagano dare un cristiano in pasto alle belve?
Può un cristiano bruciare vivo un senza Dio o un posseduto dal Demonio?
Può un ebreo uccidere un musulmano perché è un musulmano?
Può un musulmano impalare un infedele?
La risposta è sempre no. Personalmente sono contrario alla pena di morte anche quando si tratta di un serial killer, perché credo nella forza riabilitativa del lavoro. Una condanna ai lavori forzati fa bene alla società perché produce ricchezza e fa bene al condannato che già dopo una decina d’anni non è più la stessa persona. Ma questo è un altro discorso.
Uccidere in nome di Dio è due volte sbagliato.

Nel corso dei secoli, le religioni “assolutiste” (il mio è il vero dio, il tuo è falso) hanno perso la “cattiveria”. I roghi sono stati spenti, i Papa-Re sono stati sfrattati, le stragi indù si sono fatte più rare… insomma, la fede non è stata più causa di guerre e massacri.
La “cattiveria” è rimasta patrimonio degli estremisti.
L’estremista per definizione è minoritario ed è un pazzo esaltato. Il destino dell’estremista è di essere isolato dal consorzio civile (tranne quando vince e allora si ribaltano le cose).
Va da sé che l’estremista musulmano non rappresenta tutto l’Islam, così come l‘estremista ebreo non è tutto l’Ebraismo.

Noi non riusciamo a comprendere, comunque, come faccia un uomo ad uccidere o a sacrificare sé stesso in nome di una fede.
Ai cattolici di sicuro non piace vedere in tv un comico sfottere Gesù e la Madonna. Libri di successo, vignette, pièces teatrali, film…irridono a Dio e ai Santi, quando non li accusano delle peggiori nefandezze. La presa in giro del Papa è diventata prassi obbligatoria e quotidiana. Le barzellette, poi, si sprecano. E non succede niente.
Il cattolico vero prega per “coloro che non sanno quello che fanno”. Il cattolico all’acqua di rose si permette pure di sorridere ad una barzelletta blasfema per dimostrare che lui è uno civile che crede nella libertà d’espressione.

Chi sfotte il Pantheon cristiano sa di non correre rischi. Non si becca nemmeno una denuncia a piede libero.
Come mai? Perché il cristiano applica la religione del perdono? Può essere, per qualcuno.
La verità è che la maggioranza non reagisce perché in definitiva non gliene frega niente. Perfino i “fondamentalisti cristiani” (ce ne sono, hai voglia se ce ne sono!) non lanciano nemmeno una fialetta puzzolente in un cinema dove proiettano quella schifezza di falso thriller basato su un romanzaccio di Dan Brown.
Invece i musulmani altro che bombolette fetenti. Gli estremisti islamici uccidono senza pietà.
Diciamo che sono indietro con i tempi. Non hanno ancora subito il processo di democristianizzazione che smussa, ammorbidisce, banalizza.

Ma è solo questo? La difesa armata del Profeta è soltanto una questione di religione?
Il fatto è che l’Islam è l’unica ideologia/teologia che tuteli l’identità araba. Le altre, quelle importate dai Paesi “civili” (dal comunismo al capitalismo), si sono dimostrate nemiche dei popoli arabi, sono stati strumenti di sopraffazione e dominio politico, economico e culturale.
Cos’hanno gli arabi veramente di loro proprietà? L’Islam. E sanno che perso quello non avrebbero più un’identità.
In breve: l’Islam è teologia della liberazione (anche certi preti cattolici l’hanno applicata in Sudamerica, ma il Papa li ha fermati) e per gli estremisti è l’arma più potente per il piccolo jihād contro l’oppressore (il grande jihād è la guerra che si fa a sé stessi per migliorarsi).

Gli estremisti islamici, dunque, non scompariranno molto presto e finché ciò non accadrà sarà pericoloso offendere Maometto, il grandemente lodato.
Ne discende che chi oltraggia l’Islam lo fa o per assicurarsi una facile anche se pericolosa pubblicità oppure per provocare una reazione da sfruttare politicamente.
C’è anche chi lo fa perché è un libero pensatore? Non ci credo. Anche quelli che offendono Dio e la Chiesa lo fanno o per vendere più biglietti (più libri etc.) oppure per mettersi in mostra (e così vendere più biglietti, più libri etc.).
Il vero avversario di Dio e del Papa non ricorre alle contumelie; ha ben altri strumenti.
Giuseppe Spezzaferro

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