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Arrivano gli aiuti all’Anp

Lo strangolamento dei palestinesi è evitato grazie all’impegno di novanta Paesi: pronti cinque miliardi di euro. Alla Conferenza dei donatori di Parigi, la comunità internazionale si è impegnata a versare 7,4 miliardi di dollari (5,15 miliardi di euro) per aiutare l’Anp in piena crisi finanziaria e attesa dal delicatissimo negoziato di pace lanciato ad Annapolis. L’annuncio della cifra dato dal ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, è molto superiore ai 5,6 miliardi di dollari (3,85 miliardi di euro) entro il 2010 chiesti dal presidente Abu Mazen per preparare la nascita di uno Stato palestinese. “E’ arrivato molto di più e questa è la cosa più importante – ha osservato il premier dell’Anp, Salam Fayyad – lo consideriamo un voto di fiducia dalla comunità internazionale”. “Il vero vincitore è lo Stato palestinese”: ha commentato Kouchner.

Della somma raccolta tra le 90 delegazioni presenti, 3,4 miliardi di dollari andranno a coprire il bilancio dell’Anp per il 2008. Il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha annunciato aiuti Usa per 555 milioni di dollari ai palestinesi, con l’avvertimento che la conferenza è “l’ultima speranza per evitare la bancarotta” dell’Anp.

Dalla Commissione europea sono arrivati 650 milioni di dollari in aiuti per l’anno prossimo, dall’Arabia Saudita 500 milioni in tre anni. Aprendo i lavori, il presidente francese Nicolas Sarkozy si era impegnato a versare 300 milioni di dollari in tre anni. Ancora di più dalla Gran Bretagna (490 milioni di dollari in tre anni) mentre la Germania ne ha assicuratii 200 entro il 2010.

L’Italia ha aggiunto al contributo di 108 milioni di euro già programmati per il 2008-2010 altri 80 milioni. Il contributo italiano sarà utilizzato nei settori d’intervento in cui già nell’area è attiva la Cooperazione: giustizia, riforma e rafforzamento delle istituzioni, questione di genere, istruzione, sanità.

A novembre l’Italia si è impegnata a versare 850.000 euro all’Unrwa, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi, e 650.000 alla Fao per il sostegno degli allevatori in Cisgiordania. Grazie al primo contributo, a partire dal 15 gennaio, circa 162.000 famiglie di rifugiati nella Striscia di Gaza riceveranno un pacco con farina, riso, zucchero, olio di semi di girasole, latte per rispondere all’emergenza malnutrizione, in aumento tra i bambini di età inferiore ai 5 anni.

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