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Sicilia, riparte il compromesso storico

La vittoria dell’alleanza Pd-Udc in Sicilia ha dato ragione a chi sia nella Democrazia cristiana (per esempio Aldo Moro) e sia nel Partito comunista italiano (per esempio Enrico Berlinguer) propugnavano circa trent’anni fa un patto Dc-Pci.
Quel percorso (chiamato dai diccì compromesso storico e dai comunisti alternativa democratica) fu interrotto dall’uccisione di Moro e dalla cosiddetta Tangentopoli.
Alla Dc governare insieme con il Pci avrebbe fatto assai comodo: si sarebbe finalmente liberata dalla necessità di aggregare al governo piccoli partiti (i pentapartiti e gli esapartiti erano all’ordine del giorno) con grandi pretese.
Bastava scontentarne uno e, per quanto minuscolo fosse, s’apriva la crisi di governo.

I diccì (non tutti, però) pensavano che alleandosi con i comunisti avrebbero dovuto accontentare un solo partito e che perciò il percorso governativo sarebbe stato meno accidentato.
I comunisti (non tutti, però) si sentivano in diritto di entrare nella stanza dei bottoni, come si diceva un tempo, tanto più che si sarebbe trattato dell’ufficializzazione di una compartecipazione al governo da anni esercitata con accordi sottobanco.

Il quadro politico generale era malridotto. E’ probabile, ma con i se e con i ma la storia non si fa, che l’irruzione di Bettino Craxi avrebbe ricomposto i pezzi. Con un grande Partito socialista italiano e un ridimensionamento del Pci, sarebbe stata l’alleanza Dc-Psi a governare l’Italia.
Inutile parlarne, la storia è andata come è andata.

La Sicilia è sempre stata un laboratorio politico di prim’ordine. Avevo undici/dodici anni quando fu varata la “scandalosa” giunta Milazzo, un governo regionale nel quale sedevano insieme comunisti, democristiani e missini. Un “esperimento” fasciocomunista!

LA DIASPORA DICCI’
C’è, però, da considerare un fatto: il Partito democratico è fatto per metà di post ed ex comunisti e per l’altra metà di post ed ex democristiani, mentre l’Udc è fatto soltanto di ex e post diccì.
L’esperienza insegna che due nemici possono siglare la pace e convivere senza problemi, invece tra due ex amici non c’è pace che tenga.
Del resto le lotte intestine, le guerre civili sono state sempre le più sanguinose.
Allo stato attuale, la via meno pericolosa per governare (e non soltanto la Sicilia) passa per un’alleanza di Pd-Udc con qualche altro. Ma chi?
Altri democristiani sparsi? Per esempio ex Forza Italia? Si vedrà.
Nell’attesa di vedere i prossimi terremoti che squasseranno Lazio e Lombardia, è d’aiuto fare un conto preciso di ciò che è successo in Sicilia. E lo farò.
Giuseppe Spezzaferro

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