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E se fosse ora la Terza Repubblica?

Mi sto esercitando da parecchio tempo sul tema “crisi del sistema” e di volta in volta immagino le metamorfosi del “sistema”.
Prima delle elezioni siciliane avevo scritto di un terremoto in arrivo. Dopo le elezioni ho scritto del tentativo del sistema di salvarsi ricicciando il compromesso storico. Poi ho fatto qualche conto (della serva, come si diceva prima delle collaboratrici domestiche) e, morale della favola, non mi raccapezzo nemmeno un po’.
Cosa succederà nel Lazio, in Lombardia e in Molise?
Comincio a pensare che la “Primavera siciliana” non attraverserà lo Stretto, in forza proprio del fatto che in Sicilia c’è stato un terremoto.
Provo a fare chiarezza.
L’Assemblea regionale siciliana è composta da 80 “onorevoli”.
Il voto li ha così distribuiti:

Cantiere Popolare–Musumeci presidente: 5
Grande Sud–Micciché: 5
Il Popolo della Libertà–Musumeci presidente: 12
Movimento Cinque Stelle: 15
Movimento Politico–Crocetta presidente: 5
Nello Musumeci presidente: 4
Partito dei Siciliani–Mpa: 9
Partito democratico Crocetta presidente: 14
Udc Unione di centro: 11

COME SI COMBINERANNO QUESTI SEGGI?

Il vincitore Crocetta può contare al momento su 30 seggi (Pd+Udc+Mp).

L’avversario Musumeci ne ha 21 (Pdl+ Musumeci presidente+ Cantiere popolare)

Micciché (che non è stato personalmente eletto) conta su 14 seggi (Grande Sud + Mpa)

I 15 seggi M5s sono all’opposizione e non si alleano con nessuno.

Faccio notare, en passant, che liste come quelle di Antonio Di Pietro o di Sel o dei Verdi non hanno preso nemmeno un seggio.

Crocetta potrebbe fare un governo con le liste (14 seggi) che hanno appoggiato Micciché? Improbabile.
Dopo le accuse fatte al Movimento del governatore uscente Lombardo sarebbe un accordo “scandaloso”.

Dato per scontato che non potrà allearsi con M5s né con le liste che hanno appoggiato Musumeci, l’ingovernabilità è assicurata.
A meno che non si sfasci qualche cartello. Per esempio il Grande Sud di Miccichè (5 seggi) sommato a qualche altra defezione… ma di ciò è inutile parlare.

Veniamo al fatto principale.
I due principali partiti, Pd e Pdl, potranno dire agli elettori di Lazio, Lombardia e Molise: lo vedete cosa succede a votare le liste minori? Che anche se vincono, poi non possono governare e non consentono agli altri di governare.
In effetti, in Sicilia o si fa un papocchio oppure si torna a votare.

E gli astenuti? E’ noto che in gran parte si tratta di gente del centrodestra (a sinistra l’astensione è una sorta di tradimento) e perciò il Pdl (o chi per esso) potrebbe attingervi.

Quando nel popolo democristiano serpeggiava il malcontento, molti diccì votavano Msi e i missini (poco avveduti) esultavano.
In una di quelle occasioni (travasi Dc-Msi) sentii Giulio Andreotti dire: «Non c’è da preoccuparsi. Sono voti in libera uscita». Ovviamente aveva ragione.

Chi riuscirà a richiamare al voto una buona parte degli astenuti vincerà le elezioni.

Se, però, anche in Lazio, Lombardia e Molise arriverà la “Primavera siciliana”, vorrà dire che è tempo di accroccare velocemente una Costituente e fondare la Terza Repubblica.
Giuseppe Spezzaferro

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