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Primarie atto secondo, Bersani prende in più 311.361 voti, inclusi i 9.033 persi da Renzi

A bocce ferme, possiamo fare qualche conto.
Alle primarie Pd/centrosinistra è andata come da copione e come facilmente avevo previsto.
Ora c’è solamente da leggere con attenzione i numeri.

Al primo turno:
Pier Luigi Bersani aveva ottenuto 1.395.096 voti (44,9%),
Matteo Renzi 1.104.958 (35,5%),
Nichi Vendola 485.689 (15,6%),
Laura Puppato 80.628 voti (2,6%),
Bruno Tabacci 43.840 (1,4%).
I voti validi sono stati 3.110.210.

Al secondo turno:
Pier Luigi Bersani ha raccolto 1.706.457 voti (60,9%)
Matteo Renzi 1.095.925 (39,1%).

I voti validi sono stati 2.802.382,
307.828 voti in meno rispetto al primo turno.

Pier Luigi Bersani ha rastrellato 311.361 voti in più rispetto al primo turno;
Matteo Renzi ha perso 9.033 voti.

Sommando i voti dei concorrenti esclusi al secondo turno si hanno 610.157 voti.
Sottraendo i 307.828 votanti in meno al secondo turno ne restano 302.329 e, siccome Bersani ne ha conquistati 311.361 e Renzi ne ha perduti 9.033, a me i conti non tornano.

E’ una faccenda aritmetica: dei 600 mila circa votanti per Vendola-Puppato-Tabacci, al secondo turno ce ne vanno la metà e cioè circa 300 mila.
Avendo Bersani preso al secondo turno 300 mila voti in più, è facile dedurre che i voti di Vendola-Puppato-Tabacci sono passati in blocco al segretario del Pd e che in aggiunta Bersani ha rosicchiato alla dote di Renzi circa novemila voti.

Sommando i 302.329 ai 9.033 si ha 311.362. Un voto in più di quelli presi da Bersani.
Giuseppe Spezzaferro

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