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De Benedetti sta per rompere… gli indugi

Carlo De Benedetti va in tv a fare pubblicità a un libro che ha pubblicato. La plastificatissima Lilli Gruber si presta volentieri.
Seguo il minuetto, ma ad un certo punto l’Ingegnere dice qualcosa che assomiglia parecchio ad un’autocandidatura.
Forse è stato l’accento pacifista a proposito dei costi di un esercito che non ci serve («Da chi dovremmo difenderci?», chiede alla sua elastica interlocutrice.
Forse è stato l’appello al popolo («Gli italiani sono pacifici, perché provocarli inutilmente?»).
Forse anche l’autoincensamento. Ha di continuo ripetuto quant’è bravo come imprenditore (e la pieghevole Dietlinde ha magnificato il suo impero) e quanto vanno bene i suoi giornali e che lui è un editore puro (nel senso legale del termine, cioè che non ha altre imprese…). Ho avuto netta la sensazione che sia pronto a scendere in campo.

Prima della trasmissione su La7 (fra l’altro pare che l’Ingegnere se la stia comprando anche se dice che non gli conviene) ero convinto che, dopo l’esperienza fatta da Silvio Berlusconi, nessun altro imprenditore avrebbe mai avuto il coraggio di andare sotto i riflettori della politica politicante.
Inutile fare gli ipocriti: un imprenditore miliardario presta comunque il fianco ad un magistrato a caccia di redditizia pubblicità.
Se una procura si mette a intercettare qualcosa la trova. Non c’è dubbio.
De Benedetti non ha paura? E’ davvero puro non soltanto come editore? Lascio le domande senza risposta, ovviamente.

Penso piuttosto che il tempo dei magistrati inquisitori alla Torquemada sia finito.
La spa Monti&co. ha dato un forte alt al potere giudiziario, disfacendo la tela tessuta per l’Ilva di Taranto.
Il presidente Napolitano ha bloccato il cammino della procura di Palermo verso la gloria delle intercettazioni imbarazzanti.

Sono due episodi fondamentali. Mai in vent’anni Berlusconi era riuscito a porre argini alla tracimazione giudiziaria.
Con lui in un angolo, i poteri forti (in prima e in seconda persona) hanno lanciato precisi segnali: le toghe tornino al loro posto, la ricreazione è finita.
Se è davvero così, lo si vedrà a breve.
Giuseppe Spezzaferro

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