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Per tornare a Palazzo Chigi, Monti scomunica destra e sinistra

Mario Monti ha deciso di giocare una partita difficile ma non impossibile.
E’ dai tempi di Lotta di Popolo che le etichette destra e sinistra per me non hanno più senso. E non soltanto per me.
Nonostante in Italia le politiche cosiddette di destra (a cominciare dalle liberalizzazioni) le abbia fatte la sinistra e quelle cosiddette di sinistra (dalla non tassazione della prima casa etc.) le abbia fatte la destra, i due steccati destra e sinistra sono rimasti in piedi e rinforzati quando in qualche punto mostravano un cedimento.

Perché?
Perché il Pci ha fatto costantemente coincidere l’identità di destra con il marchio fascista.
Per gli eretici e i dissidenti della chiesa comunista i sommi sacerdoti disponevano di marchi (socialfascista, socialdemocratico, opportunista, etc.) utili a mettere a sinistra gli obbedienti ortodossi e a destra tutti gli altri.
Quando Monti ha detto che la sua “agenda” va oltre destra e sinistra non ha fatto altro che confermare una verità che dal Pci fino al Pd è stata di continuo esorcizzata.
La legittimità del totalitarismo marx-leninista si fondava sulla illegittimità del totalitarismo fascista. I comunisti hanno “liberato” l’Italia e hanno continuato a “liberarla” in modo da far dimenticare che nei regimi comunisti il verbo liberare e la parola libertà sono la chiave che apre la porta della galera o peggio.
Lotta di Popolo era un piccolo movimento e, soprattutto, era troppo in anticipo sui tempi. Mario Monti forse ha individuato il momento giusto.

Tranne pochi “fedelissimi” che non mollano l’etichetta alla quale sono affezionati, la gran parte dell’elettorato non ha alcuna ideologia. Vuole soltanto stare bene, andare in vacanza, pagare poche tasse, lavorare in modica quantità e vivere tranquilla. Vuole la pace perché ha paura tant’è vero che fa piccole guerre quotidiane (a cominciare dal condominio…) sapendo di non correre rischi mortali. Protegge l’ambiente perché ha paura del cancro etc.
Insomma, la maggioranza della popolazione campa senza riflettere. Dice di amare la Natura, la Madre Terra, Gea… perché ha paura dello scioglimento dei Poli, del buco nell’ozono e via di seguito.

Monti, dunque, vuole approfittare della morte delle ideologie, della confusione nei campi “tradizionali” (nella fattispecie Pd e Pdl stressati dalla lotte interne) e della ignoranza predominante.
Contare esclusivamente sui cosiddetti centristi non gli darebbe che una quarta posizione (primo il Pd, secondo Grillo, terzo il Pdl (o viceversa) e quarto il fronte pro Monti) e il professore vuole vincere.
L’atteggiamento british non deve ingannare. L’uomo è ambizioso forte (cosa nobile e anomala in un mondo di arrivisti) e non ha alcuna voglia di farsi imbalsamare al Quirinale. Non è un comunista del dopoguerra arrivato al vertice della carriera. La sua carriera politica è appena cominciata. Per ora vuole essere il padrone di Palazzo Chigi, dopo non lo so.
I voti provenienti da “sinistra” e da “destra” gli sono assolutamente indispensabili.

Come al solito, vale l’eterogenesi dei fini.
Per raggiungere i suoi obiettivi, Monti cancellerà finalmente l’antinomia destra/sinistra. Sparirà l’ultimo pilastro al quale il Pci-Pds-Ds-Pd ha incatenato politica e polemiche, confronti e scontri.
A dargli una mano arrivano pure altri sostenitori della “rivoluzione civile” (Ingroia, Ferrero & co.) ben decisi a scompaginare il vecchio puzzle.
Com’è costume da vent’anni a questa parte, molto dipende da Silvio Berlusconi. Stavolta la partita la si gioca su quanti scranni le sue truppe riusciranno ad occupare in Senato.
Giuseppe Spezzaferro

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