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Carceri, l’inutile condanna di Strasburgo

Protestano quelli che vorrebbero vedere in galera anche la signora del piano di sopra che innaffia le piante facendo sgocciolare l’acqua sui panni stesi ad asciugare e protesta chi non incarcererebbe nemmeno il venditore di hashish davanti scuola (se è un extracomunitario, la paura di beccarsi l’accusa di razzismo non lo spinge a beatificarlo, ma poco ci manca) .
All’origine del bofonchiamento generale, comunque, c’è la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) che ha condannato l’Italia per il trattamento inumano e degradante inflitto ai detenuti.

La condanna è, sì, a favore di alcuni detenuti che avevano denunciato il proprio caso a Strasburgo, ma i giudici hanno stabilito che il problema del sovraffollamento nelle carceri (spazi ristretti, mancanza d’aria, riscaldamento a intermittenza etc.) è in Italia un dato strutturale.
La Cedu ha dato un anno di tempo allo Stato italiano per riportare le cose nei binari della legalità. Costringere tre detenuti – così come è stato accertato – in una cella di 9 mq è tortura (affinché non scatti il reato di tortura il minimo di spazio deve essere di 4 mq per ciascun detenuto) .
Ovviamente un anno di tempo sarebbe sufficiente, per esempio, in Germania. In Italia per il ceto politico dominante un anno è giusto il tempo di un caffè.

Oggi ci sono le elezioni, poi ci saranno le manovre per fare il governo, poi ci saranno le nomine e le assegnazioni di poltrone poltroncine e strapuntini, poi… e l’anno è bello che passato.
La condanna di Strasburgo è perfettamente inutile. Come fu inutile l’appello di Karol Wojtyla. Ci vuole altro per dare una smossa al Parlamento. Forse è arrivata l’ora che le nuove, seminuove, e false nuove forze scese e salite in politica riescano a dare una smazzata generale a cominciare da vecchi fantocci tipo destra/sinistra oppure è più probabile che ci sarà soltanto qualche piccola scossa di assestamento. Vedremo a breve.

Il fatto è che la sentenza emessa dalla Cedu è una sentenza pilota. Ciò significa che impone allo Stato italiano di mettere fine alla violazione dei diritti nelle carceri e di evitare che in futuro si ripetano.
In caso di inadempienza (scontata) arriveranno di sicuro altre condanne.
E per l’Italia sarà un salasso costante.
Oltre alla figura di merda a livello internazionale, infatti, lo Stato italiano è stato condannato a pagare circa centomila euro di risarcimento ai 7 detenuti che l’hanno denunciato.
Quanti detenuti degli attuali 67 mila stanno nelle stesse condizioni di quei 7?
Giuseppe Spezzaferro

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