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I servizi all’ora del politically correct

Aisi e Aise al posto del vecchio Sisde e del vecchio Sismi. Va in pensione anche il termine “Servizi” che si chiameranno “Agenzie”. L’esame della riforma degli 007 è partita il 24 luglio 2007 al Senato dove si è avviata la discussione generale. L’Aisi, vecchio Sisde, si occuperà delle operazioni sul territorio nazionale e di tutta l’intelligence di controspionaggio, come già operato dal servizio civile. L’Aise agirà all’estero. Le due Agenzie operano alle dirette dipendenze del premier che ha il potere di nomina e di revoca dei due direttori. Sulle attività andranno tenuti costantemente informati ministero dell’Interno e ministero della Difesa. I poteri del premier restano inalterati: direzione e responsabilità generale. Palazzo Chigi avrà quindi la direzione politica e il coordinamento delle due nuove Agenzie. Sempre il premier potrà decidere se affidare alcune funzioni a un ministro o a un sottosegretario. Sul segreto di Stato al premier viene tolta la dicitura di “Autorità nazionale per la sicurezza” che determina i criteri per l’apposizione e la contrarietà al segreto di Stato e ciò per evitare confusioni con l’Autorità nazionale di Ps del Viminale. Con la riforma degli 007 a Palazzo Chigi sarà insediato il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr); un organo politico guidato dal presidente del Consiglio e composto o da un ministro o da un sottosegretario. Il Cisr elabora indirizzi e obiettivi per l’intelligence. Applicato il “silenziatore” ai poteri di controllo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, il Dis, che sostituisce il Cesis. Il Dis conserverà i poteri di coordinamento, vigilanza, controllo, analisi su Aisi e Aise.

Gli 007 potranno “commettere reati” ma per fare ciò dovranno essere legittimamente autorizzati di volta in volta, cosa già oggi funzionante. Con la riforma vengono meglio precisate le condotte illecite “legittimate”. Servirà l’autorizzazione del premier ma in nessun caso in operazioni ‘top secret’ potrà esserci il timbro per l’ok a delitti che mettano in pericolo la vita di una persona, l’integrità fisica o la salute, la libertà personale e morale. Ovviamente le “barbe finte” potranno utilizzare identità di copertura e dar vita ad attività economiche simulate. Nei rapporti con la magistratura verrà tutelata la riservatezza e la copertura della identità degli 007. E’ assolutamente vietata qualsiasi “operazione impropria” nelle sedi dei partiti, dei sindacati o nei confronti dei giornalisti. Chi creerà un dossier rischierà una pena detentiva da 3 a 10 anni. Non ci saranno più gli archivi riservati. Più pressante il controllo da parte del Parlamento. Il Copaco passa da 8 a 12 membri, 6 senatori e 6 deputati, e con cadenza periodica ascolterà il premier e i direttori dei servizi. In casi eccezionali potranno essere convocati i funzionari di intelligence informando il premier. Il Copaco potrà liberamente e quando vuole accedere negli uffici dei servizi, il premier ovviamente dovrà essere avvisato. Il Comitato potrà acquisire atti e fascicoli processuali e non gli potrà essere opposto segreto d’ufficio, istruttorio o bancario ed essere informato dettagliatamente su tutte le “operazioni sporche” o “improprie”. Il segreto di Stato sarà a tempo e potrà essere opposto soltanto dal premier e solo nei casi in cui sia effettivamente indispensabile per la difesa e la sicurezza dello Stato. Il segreto avrà la durata di 15 anni, prorogabile al massimo fino a 30, ma comunque non potrà mai essere opposto a fatti eversivi e stragi.
G.S.

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