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Più forte l’America al femminile e di colore

La crisi di credibilità che ha colpito gli Usa nel mondo ha indebolito la legittimità della loro leadership. Internettuale.net ha più volte affrontato il tema. Posso sintetizzare così lo stato dell’arte: nella seconda metà del secolo scorso, Washington ha promosso organismi internazionali che fossero luoghi d’incontro per tutti. Nella contrapposizione frontale con il blocco sovietico, le iniziative a proposito delle libertà (politica, economica, religiosa) e dei diritti umani facevano degli States l’alfiere planetario della democrazia. Dalla rovinosa caduta del muro in poi, gli Usa fanno fatica a resistere alla tentazione di muoversi unilateralmente. Spesso si sono trovati in contrasto con quegli stessi organismi di “garanzia” che avevano creato o contribuito a creare.

Se prima gran parte del mondo accettava la supremazia americana, oggi non è più così. In alcune aree (in Sudamerica, per esempio) hanno ripreso forza movimenti e governi di netta contrapposizione agli interessi statunitensi. E’ la potenza militare – prima che economica e culturale – che abbiamo visto dispiegarsi in questi ultimi tempi. Analisti di varia estrazione parlano di decadenza americana. Fermo restando che le vicende umane hanno visto nascere, crescere e morire “imperi” d’ogni tipo (la Chiesa di Roma è la sola eccezione) è facile ipotizzare che anche l’impero americano è destinato a morire. Ma quando? E in che modo?

La globalizzazione ha stravolto vecchie regole e inventato nuovi percorsi. Internettuale.net non se la sente di fare previsioni. E’ più logico prevedere una futura leadership cinese piuttosto che una brasiliana, ma sono esercizi che i futurologi si debbono rassegnare a fare ancora per parecchio tempo. La “missione” americana potrebbe riconquistare il consenso perso e far ripartire un nuovo ciclo di leadership incontestata. Fare un parallelo con l’impero romano mi sembra abbastanza giustificato. Roma s’imponeva con la forza e si consolidava con il diritto. In pratica era la cultura superiore che faceva vincere le aquile romane. La “missione” di Roma fu talmente robusta che ci vollero secoli perché si esaurisse. Imperatori come Massimino il Trace, Filippo l’Arabo, Claudio il Gotico dicono già nel nome cosa successe: al cuore dell’impero arrivava sangue fresco da ogni parte; e senza alcuna censura. Furono imperatori come Traiano e Adriano (che venivano dalla Spagna), come il francese Caracalla o il siriano Aureliano oppure come il croato Diocleziano o l’illirico Costantino che diedero di volta in volta nuovo impulso all’impero ritardandone la naturale caduta.

Il piccolo excursus storico mi è utile per dire che adesso gli Usa hanno l’occasione di… riciclarsi nell’immaginario collettivo planetario. Possono puntare su una donna e su un afroamericano. Sarebbe una coppia formidabile alla Casa Bianca. Il ritorno d’immagine sarebbe incalcolabile. Gli Usa direbbero al mondo: noi ci affidiamo ad una donna e ad un negro perché la nostra democrazia è vera e non sbarra la strada a nessuno; per noi americani siamo tutti uguali sia per sesso che per religione che per colore della pelle. Barack Hussein Obama Jr e Hillary Rodham Clinton potrebbero davvero aprire un nuovo ciclo. E ritardare la caduta del colosso. Saranno in grado gli americani di afferrare quest’occasione? Oppure spaventati ripiegheranno su un più modesto swap?

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Un Commento

  1. Non nego il mio scetticismo iniziale rispetto alla figura di Obama,
    dovuto probabilmente a scetticismi ideologici crollati tuttavia
    nel momento in cui ho preso consapevolezza di ciò che l’uomo
    rappresentava. Non un partito, non un’ideologia ma un sogno. Il sogno
    che rende unico e predominante il popolo americano. Quel sogno
    che rende libero l’uomo perchè consapevole di potercela fare
    senza doversi piegare a chi in apparenza può sembrare più forte.
    E’ impossibile non ammirare colui che riesce a rompere gli schemi,
    a uscire dagli standard imposti dalla società. Ingabbiare questi
    uomini in un partito, in un pensiero, vorrebbe dire renderli
    mortali, quando la loro forza è proprio l’immortalità.
    Sentir parlare di impero è qualcosa che mette i brividi solo per
    la grandezza di quello che rappresenta.
    Prevedere se Obama riuscirà a portare nuova linfa al proprio
    regno è impossibile. La missione è ardua, ma le premesse sembrano
    esserci. L’importante è sognare.

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