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Compagni di banca sparano sugli elicotteri

Berlusconi esagera, è ovvio. Non c’è nessuna congiura giudiziaria ordita contro di lui. I magistrati fanno il loro dovere. Se hanno una notizia di reato, indagano e colpiscono. Li paghiamo per questo.
Tuttavia succedono delle cose che insinuano pericolosi dubbi tra le masse ignoranti non soggette a travaglio.
Ci sta una banca con una voragine di miliardi. Ci sono telefonate e comunicazioni varie su passaggi di soldi, bonifici, acquisti esagerati. Indaga la Banca d’Italia. Indaga il Tesoro. Indagano i magistrati. Bene. Bravi. Così si fa.
Ci sta un’azienda che fabbrica elicotteri. Da guerra. Gli elicotteri sono di alto livello ma la concorrenza non ha pietà: per accaparrarsi una commessa fa di tutto. Vengono in mente le pellicce regalate dal mercante d’armi (Alberto Sordi nel film “Finché c’è guerra c’è speranza”) alle mogli del politico africano per battere i mercanti “competitor” (come direbbe Berlusconi).

Per piazzare gli elicotteri gira (secondo i magistrati) una mazzetta di una sessantina di milioni. E’ un reato. Ovvio. E’ proibito distribuire quattrini per vincere un appalto. Chi lo fa, deve essere punito. E infatti la magistratura interviene e schiaffa in galera i tangentisti. Bravi magistrati. Non si fermano di fronte a nessuno. E non gliene frega niente se gli acquirenti quegli elicotteri non li comprano più. Compito del magistrato non è pensare ai posti di lavoro, allo sviluppo economico, alle aziende italiane che competono a livello mondiale. Mica sono affari loro.
Dice il giudice: tu vendi gli elicotteri senza fare imbrogli e vedrai che sarai premiato per la tua onestà. Il giudice non sente le risate dei “competitor” (come direbbe Berlusconi) americani, francesi, inglesi…
La gente, però, è scema e non capisce. Non capisce perché chi ha pagato una mancia di una sessantina di milioni per aggiudicarsi un appalto va a finire in galera e qualcun altro che non ha prodotto niente, nemmeno un posto di lavoro in più, se ne va a spasso tranquillamente nonostante i miliardi spariti.

A parte il fatto che come capita in tutte le professioni ci sono magistrati bravi e coscienziosi e altri meno bravi e meno coscienziosi, la differenza resta macroscopica.
E la gente scema comincia a pensare: vuoi vedere che Berlusconi ha ragione a dire che le toghe rosse attaccano soltanto chi rosso non è?
Poi arrivano le incriminazioni per un politico chiacchierato per come si veste e per la gente con la quale va in vacanza, ma che presenta da decenni i bilanci in ordine. Poi arriva la condanna per un altro politico che guarda caso pure lui è amico di Berlusconi e allora la gente non ha più dubbi.

Ci sarebbe anche un’altra spiegazione e cioè che Berlusconi e tutti i suoi amici e compari sono disonesti, mentre i “competitor” (vedi sopra) sono allegri compagni di merenda e pure quando sbagliano mica è il caso di farci un dramma. Sparano sugli elicotteri, i compagni di banca e colpiscono di brutto.
Giuseppe Spezzaferro

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