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Alle urne! Alle urne! Si torna al voto

E’ lunedì, ore 18,37. In tv arrivano proiezioni e risultati parziali elettorali confusi e contrastanti. Un dato è però certo: per la seconda volta la gioiosa macchina da guerra è andata in panne. L’alleanza del Pd (frutto meticcio di sinistra post comunista e sinistra post democristiana) con la sinistra ecologica non ha convinto. L’ennesima discesa in campo di Berlusconi ha impedito la dissoluzione del Pdl già data per scontata da santoni e politologi.
Il fenomeno-Grillo ha sfondato. Inutile che mi ci soffermi. Ho scritto della voglia di vendetta che nutre i cuori di un sacco di gente che non ce la fa più. E Grillo è il loro Zorro.
Oscar Giannino, il giornalista economico (ma quanto costa?) che ha trovato il tempo tra una non-laurea e una non-altra di organizzare una personale miniscalata (sulle tracce di illustri esempi anch’egli sale in politica), adesso può dire addio ai sogni parlamentari (ed anche alla poltrona di direttore della Stampa).
Il magistrato crociato deciso a schiaffare tutti in galera dovrà tornarsene in Guatemala. In attesa, ovviamente, di ottenere una congrua sistemazione in Italia.

Qual è lo scenario a questo punto? E sono le 18,46.
Non c’è una maggioranza in grado di governare, ma non si può tornare subito a votare (Grillo balzerebbe al primo posto dappertutto).
Serve un governo di transizione in grado di fare una nuova legge elettorale.
Ma prima o dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica?
Pd e Pdl dovrebbero trovare l’accordo su un nome. Ipotesi improbabile. Più probabile che si inventino qualche meccanismo di ingegneria istituzionale e prorogare la permanenza di Napolitano.
Non è stato mai fatto prima, ma questi sono tempi eccezionali e nulla si può dare per scontato.
Napolitano altri 7 anni non riuscirebbe a farli. Morirebbe prima. Però potrebbe sopportare qualche mese di fatica in più.
Fanno lo stesso un governo? Semmai arruolando capitani di ventura vari? Riescono a trovare l’intesa sul successore di Napolitano? Può essere che ci riescano, ma a Natale avremmo una pesante crisi di governo con l’esercizio di bilancio provvisorio.

Ultima nota: vedo la faccia livorosa di Enrico Letta. Per lui sarebbe una immensa soddisfazione se domani lo spread volasse alto e il mondo facesse buhhhh! all’Italia. Potrebbe così dire: è tutta colpa di Berlusconi. Ahilui! ancora non ha capito (e non soltanto lui) che almeno metà della colpa è di una sinistra spocchiosa e antipatica (e un tantinello intellettualmente disonesta).
Giuseppe Spezzaferro

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