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agli 8 milioni di grillini

Dagli 8 milioni di baionette
agli 8 milioni di grillini

Ci fu un uomo che si vantava di essere alla testa di un poderoso esercito da otto milioni di baionette. Non tenne conto di due fattori. Il primo: la baionetta nulla può contro il carro armato. Il secondo: chi ha la baionetta non è detto che abbia anche voglia di combattere fino alla morte.
In un famoso discorso del 1936 Mussolini proclamò: «E’ dal 1929 che milioni e milioni di uomini, di donne e di fanciulli soffrono le conseguenze di una crisi che oramai non si può non ammettere che sia dovuta al sistema. E’ dunque un grande ramo d’ulivo che innalzo tra la fine dell’anno XIV e l’inizio dell’anno XV. Attenzione, questo ulivo spunta da un’immensa foresta: è la foresta di 8 milioni di baionette bene affilate e impugnate da giovani intrepidi e forti».

Oggi c’è un altro uomo (per carità, altro spessore, altra caratura, altro carisma) alla testa di 8 milioni di…voti.
A differenza delle baionette affilate di ottant’anni fa, questi voti fanno paura alle gioiose emerite, nonché perdenti pure quando arrivano prime, vecchie macchine da guerra colorate di rosso sbiadito.
Otto milioni, dicono i maestri di pensiero costantemente impegnati a sparare a salve, non possono andare sprecati. Impongono “responsabilità”. Basta con le critiche senza costrutto: aggiungono i loro colleghi impegnati da sempre a scolpire ovvietà sulla grande parete dell’ignoranza generale.
Adesso, concludono con la faccia di circostanza (vedere Romano Prodi per credere), debbono fare buon uso di quei voti in Parlamento.

E quale sarebbe questo “buon uso”? Fare da stampella ad un traballante governo Bersani. Se non lo fanno (e qui i saggi puntano le dita polite ad opera di manicure serie come loro) significa che non amano l’Italia, che sono indisciplinati ribelli senza orizzonti, che non sono capaci… bla bla bla.

Cari grillini (lo so, non vi piace essere chiamati così, ma dovete abituarvici) rassegnatevi: o appoggiate il Pd dimostrando grande senso di responsabilità oppure aspettatevi di tutto e di più.
Sarete sotto esame continuo, parola dopo parola, gesto dopo gesto. Un sorriso sarà il segno di un menefreghismo infantile. Un nuovo paio di scarpe sarà la prova di un consumismo sfrenato.
I vostri otto milioni di voti, lorsignori li rivogliono. Fino all’ultimo. Essi sono la continuità. Quella del Gattopardo, per intenderci.
Hanno la capacità di assorbire qualunque tossina. Siete giovani e ignoranti (non è un’offesa: l’ignoranza è lo stato abituale del giovane di oggi, che, purtroppo, crede di sapere le cose perché naviga nel grande mare di internet) e perciò vi faccio un breve riassunto delle puntate precedenti.

Un giorno i pensionati si incazzarono e fecero un loro partito. Sfiorarono il milione di voti, ma i Gattopardi batterono le loro grancasse a favore della terza età. In breve, il partito prima si spaccò in due e poi fu “cooptato”. Da allora, nessun politicante dimentica mai di citare “il povero pensionato”.

Un giorno arrivò lo tsunami verde. In Germania era diventato un partito di tutto rispetto e qualcuno pensò di rieditarlo in Italia. Milioni di voti e i Gattopardi corsero ai ripari: tutti si dipinsero di verde. In breve, il partito diventò due, tre, quattro fino a ridursi a ciò che è oggi.
Da allora, nessun politicante dimentica mai di citare “l’importanza dell’ambiente e della green economy”.

Un giorno arrivò la valanga leghista. I Gattopardi diventarono tutti federalisti. E oggi la Lega è quello che è.

Cari grillini, a questi furbacchioni gattopardeschi non la si fa. Vi ricordo soltanto questo e la pianto qui. Il crollo dell’Unione sovietica ha segnato il fallimento del comunismo. E cos’hanno fatto i comunisti? I Bersani? I D’Alema? E compagni di merenda vari? Mica se ne sono tornati a casa zitti e buoni. Hanno cambiato nome e sono rimasti sulla breccia (se dici poltrona, sei un qualunquista). Si sa la politica per loro è una missione.
Al contrario di voi grillini che i voti non ve li meritate e ve lo dimostreranno. Eh sì.
Dagli otto milioni di baionette agli otto milioni di grillini: quant’è buffa la vita.
Giuseppe Spezzaferro

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Un Commento

  1. In tutta la sua storia i consensi per la DC sono andati dal 29% al quasi 50%, Forza Italia quando nel 1994 si presentò per la prima volta prese 8.136.135 voti pari al 21,01% e nella sua storia non è mai andata oltre il 30% (29,43 nel 2001), la Lega Nord mai oltre il 10,4, i Verdi dal 1990 anno della fondazione ad oggi non hanno mai superato il 4%, e il Partito dei Pensionati mai sopra 1,1%, anche il Partito dell’Amore alle elezioni del 1992 si presentò alla Camera dei deputati solo nella circoscrizione laziale (Rieti esclusa) e ottenne 22.401 voti (0.06%). La capolista Pozzi, con 12.393 voti nominali, ottenne più preferenze di ben tre Segretari nazionali ovvero di Umberto Bossi della Lega Nord (6.985), di Sergio Garavini di Rifondazione Comunista (9.824) e di Francesco Rutelli dei Verdi (10.778), ma la lista non ebbe accesso ai seggi. Sono sicuro che numeri alla mano si possono mettere in ordine di successo i passati fenomeni politici, il Partito dei Pensionati ancora oggi riesce ad esistere, ma in effetti i dati importanti sono quelli del tempo futuro e non del momento. Qundi per capire il fenomeno 5 Stelle bisognerà aspettare le prossime elezioni.

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