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L’Ue dichiara guerra al neoschiavismo

E’ entrata in vigore l’8 febbraio in 14 Paesi europei la convenzione del Consiglio d’Europa contro la tratta di esseri umani. “Dopo il traffico di armi e di droga, la cosiddetta schiavitù moderna, rappresenta la più lucrosa attività illegale della criminalità organizzata”: ha detto il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, ed ha citato cifre terrorizzanti: “Oltre 600 mila persone vengono raggirate o rapite e vendute ogni anno in Europa da delinquenti con collegamenti internazionali. Nell’80% dei casi le vittime sono donne, molto spesso adolescenti. Si tratta soprattutto di schiavitù sessuale, ma una parte del traffico è destinato al trapianto di organi, al lavoro forzato e alle adozioni illegali.

La convenzione costituisce una tappa fondamentale nella lotta a un crimine così scandaloso. Sollecito i Parlamenti dei Paesi che non l’hanno ancora ratificata di trasformare al più presto la Convenzione in legge”. Maud de Boer Buquicchio, vicesegretaria generale del Consiglio d’Europa, ha rivolto un appello al Parlamento italiano: “Mi auguro che l’Italia, che è uno dei Paesi più progrediti nell’assistenza delle vittime della tratta, ratifichi al più presto la convenzione”.

La Convenzione – presentata a Varsavia il 16 maggio 2005, durante il terzo vertice dei Paesi che aderiscono al Consiglio d’Europa, e firmata finora da 23 Paesi – prevede tanti altri effetti sia nella repressione del crimine che nell’assistenza della vittime che spesso, con la legge vigente, sono omologate ai clandestini e perseguitate dalla legge. Ora in 14 Paesi europei le vittime hanno accesso ai servizi sanitari, hanno diritto a un interprete e i loro figli all’istruzione. A modifica della legislazione attuale, sarà concesso un permesso di soggiorno temporaneo indipendentemente dalla collaborazione volontaria con le forze dell’ordine. Il più delle volte la vittima non collabora per timore di ritorsioni della criminalità sui propri familiari. C’é, poi, un notevole rafforzamento della cooperazione internazionale per individuare e perseguitare i criminali. Ma la vera innovazione della Convenzione – una volta divenuta legge dello Stato anche in Italia – è che le vittime non potranno essere accusate di delinquere, qualunque sia la legislazione vigente in materia di prostituzione o di lavoro.

I governi dei Paesi europei debbono anche fare in modo che i propri cittadini contribuiscano a scoraggiare la tratta non richiedendo più prestazioni sessuali, sapendo che non si tratta di prostitute ma di vere e proprie schiave, tant’è che anche il cliente è perseguibile.

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