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crederà nella parola di un italiano?

I due marò restano in Italia. Chi mai più
crederà nella parola di un italiano?

I due marò non tornano in prigione in India. Il ministero degli Esteri ha trovato il modo di non fare rispettare loro la parola data.
Non entro nel merito del meccanismo tecnico-giuridico con il quale i due fucilieri del San Marco Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, incarcerati in India per l’omicidio di due pescatori, possono restarsene a casa loro in Italia.

Mi viene in mente Attilio Regolo, il console romano prigioniero di Cartagine il quale fu mandato a Roma a perorare la pace. Diede la sua parola che sarebbe ritornato a Cartagine se non fosse riuscito nella missione. Attilio Regolo, che aveva visto i cartaginesi allo stremo, parlò al Senato incitandolo a intensificare la guerra invece di spingerlo verso la pace. Dopodiché tornò indietro sapendo che l’aspettava la morte.
Il console ci rimise la vita, ma diventò un pilastro della gloria di Roma.

Chi mai nel mondo crederà più nella parola di un italiano?
Sono convinto che i due marò abbiano fatto il loro dovere, che la nave dalla quale hanno sparato si trovasse nelle acque internazionali, che godessero di una particolare immunità e sono più che convinto che siano finiti in galera per motivazioni politico-elettorali indiane. Ma, proprio perché era evidente la forzatura indiana, avrebbero dovuto rispettare la parola data. Avrebbero dovuto rifiutare la ciambella di salvataggio tirata dalla Farnesina.

E’ ovvio che per me è facile. Me ne sto qui al computer a scrivere in piena libertà e con tutti i comodi. Però quelli che parlano dei pagliacci italiani che vincono le elezioni avranno altre frecce intinte nel veleno antitaliano. E nessuno scudo potrà ripararci dall’accusa di essere gente che non rispetta la parola data.

I giornali online indiani riportano la notizia con grande evidenza. Cito soltanto il Firstpost (www.firstpost.com).

Due marines italiani accusati di aver ucciso due pescatori del Kerala lo scorso anno resteranno in Italia. Il ministero degli esteri d’Italia ha annunciato oggi che New Delhi non è competente sul caso.
I marines erano stati autorizzati a febbraio dalla Corte Suprema a tornare in Italia per quattro settimane per votare alle elezioni. L’Italia ha votato il 24-25 febbraio. E’ stata la loro seconda visita dopo che la Corte del Kerala aveva permesso loro un soggiorno di due settimane a casa durante il periodo natalizio lo scorso anno.

Il governo italiano aveva assunto l’impegno presso la Corte Suprema che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sarebbero tornati in India dopo la votazione.
Quando ai marines era stato permesso di andare in Italia per le vacanze di Natale, il governo dello Stato aveva detto di temere che i marines non sarebbero tornati.
Anche se i marines sono tornati la prima volta, ciò che si temeva è diventato realtà.

Il 15 febbraio dello scorso anno, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone hanno presumibilmente ucciso due pescatori al largo delle coste indiane Alappuzha a Kerala, sospettando che fossero pirati che attaccavano la loro nave mercantile. Le famiglie dei pescatori uccisi avevano più volte detto che se fosse stato consentito ai due marines di andare in Italia, non sarebbero più tornati.

I due marines erano fuori su cauzione e stavano a Delhi, dove la Corte Suprema aveva ordinato che il loro processo fosse tenuto in un tribunale speciale, affermando che lo Stato di Kerala non aveva i poteri per processarli.

Sul web, fanno tutti più o meno lo stesso resoconto. I fatti dicono che i due marines italiani non hanno rispettato la parola data. Il resto è roba da avvocati.
Giuseppe Spezzaferro

Ecco i titoli di oggi delle principali testate indiane:

The Times of India
Italy’s refusal to send back naval guards unacceptable: PM

Dna
Italy’s actions are unacceptable: Manmohan Singh on marines issue

The Hindu
Italy’s refusal to return marines unacceptable: PM

Hindustan Times
Anger in India as Italy refuses to send back 2 marines facing trial in fishermen killing case

The Indian Express

Killer Marines: Furious India rejects Italian verdict

Ndtv
http://www.ndtv.com/article/cheat-sheet/italy-s-refusal-to-send-back-marines-is-unacceptable-says-pm-341314?pfrom=home-lateststories

The New Indian Express
Marines won’t return: Foreign Ministry to lodge strong protest with Italy envoy, say sources

Deccan Chronicle

Secret deal behind Italian marines issue?

The Telegraph
Italy’s refusal to send back marines unacceptable: PM

Kaumudi Online (Kerala)
State to seek legal option in marines’ case

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3 commenti

  1. Partiamo da l’idea che sia giusto mantenere la parola data.
    Ma visto che le autorità Indiane in primis hanno mancato di mantenerla nei confronti del governo Italiano procedendo con un processo iniquo, due cose sbagliate insieme non ne fanno una giusta, ma almeno si annullano tra loro.
    Marcus Atilius Regulus noto come Marco Attilio Regolo, è morto a 53 anni circa che è come dire oggi una persona di 80 anni, quindi diciamo che il suo sacrificio per un bene più grande che era Roma ci può stare, in più li c’era una guerra in corso e questo fà una grande differenza, mentre oggi ci dobbiamo chiedere cosa ci facevano dei soldati Italiani vicino alle coste Indiane.
    Comunque la si voglia mettere il governo Italiano ha provato più volte ad una soluzione “regolare” e visto che anche dopo il permesso di Natale i soldati sono tornati in India si pensava che fosse anche questa la volontà del governo Indiano, ma così non è stato quindi come si suol dire e in questo caso ci stà tutto, il fine giustifica i mezzi.
    Quindi per me i soldati devono restare in Italia e non devono decidere gli Idiani quale sia la loro fine, ma se un processo và fatto sia un organo internazionale a eseguirlo ed a emettere una sentenza.

  2. Pero è ritornato e non in aero rispettando la parola data.

    Se i fini giustificano i mezzi domani dunque l’India potrebbe per esempio arrestare dei turisti italiani per scambiarli contro i 2 maro’.

    Sia l’India che l’Italia sono due paesi sovrani nessun bisogno di organismi internazionali anticamera della globalizzazione. Meglio un tribunale ad-hoc di 3 giudici indiani / 3 italiani presieduto da una personalità di un paese amico con diritto di voto se necessario.

  3. Adesso che sono rientrati in India e che non esiste, almeno per le autorità indiane, alcun accordo che tuteli la vita dei soldati italiani, se vengono condannati a morte che si fa si guarda e basta, bisognava tenerli in Italia e processarli qui.

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