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e l’astuto Bersani si fa presidente

Le vergini violentate, le stelle infrante
e l’astuto Bersani si fa presidente

La giovinetta è accucciata in un angolo. Braccia strette intorno al corpo. Occhi virginali imploranti pace.
Intuisce che non potrà resistere a lungo e volge a scatti il capo come a seguire una partita di tennis. Tutt’intorno altre giovinette nelle medesime condizioni. Chi arriverà in loro soccorso?
A braccarle sono manipoli di accoliti, ex di qualcosa che fu. Famelici rapaci che sbavano allungando le mani su quelle indifese creature.

Ma perché erano finite nella tana dell’ingorda masnada? Un’orda mai sazia di ricchezze altrui; alla perenne ricerca del grasso godimento guadagnato traviando giovinette acerbe.

Alle sventurate era stata narrata la leggenda di un tirannico drago che sarebbe stato sconfitto da un pugno di vergini. Una menzogna. Non c’era una bestia dalla bocca di fiamme. Nemmeno dipinta. C’erano, invece, astuti uomini dalle avide mani.

Carezza dopo carezza, la fanciulla andava allentando la stretta delle braccia intorno al corpo. Ad ogni bacio le gambe si distendevano e si allargavano.
Le ore della notte videro le fanciulle diventare donne.
Le paure alle spalle, i tremori svaniti, il pudore sconfitto, le combattenti mandate a combattere contro un drago inesistente si ribellarono a chi le aveva ingannate. Non tutte, però. Una buona metà fuggì a cercar riparo fuori.
Le altre, fedeli ai loro violentatori, impararono presto a soddisfarne goduriose le voglie.

Infranti gli scudi con le cinque stelle, ahiloro!, deboli protezioni da sortilegi potenti nonostante la privazione di falce e martello, sulla via verso la miniera d’oro non c’erano più ostacoli insormontabili.
Aveva fatto bene il Grande Vecchio ad inventare il tempo supplementare. Che era stato ottimamente sfruttato dall’astuto funzionario di un partito in mutazione. Colpa di un lontano muro sbriciolato dal “compri due e paghi uno”.

La favola finisce, e s’era bell’e capito, con Bersani che si ripresenta al Quirinale con i voti sufficienti a passare il primo esame.
Dopo? Si vedrà.
Il tempo passa e la vergine disperata diventa una donna appagata.
Il tempo passa e i muri crollano.
Il tempo passa e si sbriciolano promesse di fedeltà e impegni d’onore. Il tempo passa e uno si dice: «Chi me lo fa fare? Perché dovrei rinunciare al piatto sicuro? Per restare fedele a chi mai mancherà il superfluo?».

Per to Badogliate non mancano mai convincenti spiegazioni. Legittime, sacrosante e financo spirituali ragioni hanno accompagnato, da che c’è memoria d’uomo, i cambi di casacca. E di fronte.

Tra i vecchi inquilini del Palazzo, arduo trovare chi non abbia servito sotto diverse bandiere.
I cinquestelle sono le vergini da stuprare. Serve un po’ di tempo. Soltanto le sante preferiscono morire piuttosto che cedere.
Giuseppe Spezzaferro

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