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Chi non mi segue merita il vaffa eterno

Beppe Grillo: Non avrai altra diga che me
Chi non mi segue merita il vaffa eterno

Oggi Beppe Grillo ha detto ai parlamentari cinquestelle: «Rispondete alle domande dei giornalisti e andate in tv a spiegare le nostre idee».
Per la partecipazione ai talk show, invece, ha confermato il divieto.
Sistemata questa “pratica”, ne ha affrontata un’altra altrettanto insidiosa, se non di più. Si tratta di quattrini, un materiale esplosivo che la gran parte della gente non sa maneggiare. E ci si fa male.
Non soltanto il parvenu, ma anche chi è nato nella ricchezza può dimostrarsi inadeguato (di esemplari in giro ce n’è una variegata collezione). Ma divago. Torno alla questione che è: i parlamentari cinquestelle hanno firmato, prima di essere eletti, un impegno a mettersi in tasca soltanto una quota dei soldi loro erogati in quanto deputati o senatori. Il parlamentare, com’è ormai noto anche nel Kerala, non ha uno stipendio e men che mai un salario. A lui spettano indennità, diarie, rimborsi e emolumenti vari. Superfluo dire che le spiegazioni di chi si tiene più soldi sono le più diverse.
Come capita quando si tratta di denaro, ai più viene quasi naturale protestare: «Non è per i soldi, è una questione di principio».
Grillo oggi ha detto: «Chi non rispetta l’impegno è fuori dal Movimento». E ha chiuso quest’altra pratica.

Con le due decisioni odierne (giovedì 9 maggio 2013, una data fatidica da ricordare), ha usando la carota televisiva e il bastone monetario, dimostrando di essere un autentico capocomico.
Attenzione, non è un’offesa. Tespi, attore, autore, regista e organizzatore greco vissuto duemilaseicento anni fa (il Carro di Tespi è stato il primo mezzo di trasporto per le tournée), è stato il capocomico originario.
La storia del teatro s’intreccia con le vicende dei capocomici e relativi “spacchettamenti”: le professioni di direttore artistico, impresario teatrale, regista e via specializzando sono state concentrate per secoli nella sola figura del capocomico.

LA SCELTA DEL CAPOCOMICO
Per non perdere il controllo della compagnia improvvisata, composta da dilettanti allo sbaraglio, il capocomico s’è convinto a cedere qualcosa ed ha scelto di rivedere la pratica-tv ed accontentare con una sola maossa gli “eletti” in fregola di apparire e la cosiddetta pubblica opinione, la quale non capiva (e come avrebbe mai potuto?) le ragioni del divieto.
Sottrarsi alle domande dei giornalisti s’addice alla Divina, a Greta Garbo che lascia i riflettori e si ritira a vita privata, ma contraddice la professione stessa del politico. Si mormorava: se Grillo non li fa parlare con i giornalisti e non li manda in televisione, significa che ha paura che dicano una marea di st…upidaggini.

La medesima cosiddetta pubblica opinione, se Grillo non avesse confermato per i cinquestelle l’obbligo di restituire una porzione di quattrini “guadagnati” facendo il parlamentare, avrebbe strillato: lo vedi? sono tutti uguali, promettono, promettono ma quando vedono i soldi dimenticano tutte le promesse.

Il capocomico genovese s’è ripreso il canovaccio, il carro e tutto il resto: ha accontentato i teleutenti, i quali finalmente potranno godere di esaltanti confronti, per esempio, tra la senatrice Paola Taverna (poetessa del Movimento 5 Stelle) e il deputato pidiellino Renato Brunetta (Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Sant’Agata) oppure tra il deputato cinquestelle Walter Rizzetto (38 anni, vive con la famiglia) e la senatrice piddina Annalisa Silvestro (62 anni, infermiera).
Tra facce nuove, seminuove e vecchie, il teleutente potrà alfine provare un qualche brivido di eccitazione (non per niente gode chi s’accontenta).

LA LEZIONE DC-PCI
Ricordate la Dc che faceva la diga anticomunista? E il Pci che s’opponeva alla reazione perennemente in agguato?
Bene, ora c’è Grillo. Il suo mantra è: sono io la diga che protegge la democrazia.
Il capocomico non dimentica i maestri e pesca a piene mani dai loro canovacci. Resta fondamentale, però, che la vernice da social network cancelli anche le tracce dell’armamentario politico messo su all’indomani della seconda guerra mondiale.

Se domani Grillo pubblicherà i suoi comandamenti, i primi due saranno:
1 – Non avrai altra diga che me.
2 – A chi non mi segue il vaffa eterno.
Giuseppe Spezzaferro

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