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Usa: più truppe in Afghanistan. Germania: jawohl

Il settimanale “Der Spiegel” scrive che al prossimo vertice (in aprile) della Nato di Bucarest il cancelliere Angela Merkel annuncerà la decisione del suo governo di portare da 3.500 a 4.500 gli effettivi del contingente tedesco in Afghanistan. La Germania si prepara, dunque, ad inviare mille soldati in più per assumere il controllo della provincia occidentale di Badghis, attualmente sotto comando italiano. Con questa mossa la signora Merkel cercherebbe di aggirare la richiesta del governo americano per un impegno diretto dei militari tedeschi nei combattimenti contro le milizie talebane nel sud del Paese. Ma, a proposito dell’impegno germanico in quell’area, il settimanale “Focus” ha fatto un sondaggio dal quale viene fuori che l’84% dei tedeschi è contrario all’invio di soldati nel sud dell’Afghanistan (favorevole è il 12%).

Non è soltanto un confronto fra “pacifisti” e “guerrafondai”, sotto c’è una valutazione strategica: il 63% dei tedeschi è convinto che la presenza del “Bundeswehr” (Difesa federale) in Afghanistan non serva gli interessi della Germania.

Intanto, sul quotidiano “Berliner Zeitung”, l’ambasciatore Usa presso la Nato, Victoria Nuland, dichiara: “Al vertice della Nato di Bucarest, chiederemo urgentemente a tutti i nostri alleati, tra cui la Germania, di stare al nostro fianco, soldato per soldato, euro per dollaro”. E dagli States, il candidato repubblicano alla Casa Bianca, John McCain, dichiara a “Der Spiegel”: “Abbiamo bisogno di più tedeschi in Afghanistan, poiché c’é molto in gioco per l’Europa e per l’America. Si tratta della stabilità di un’intera regione, ma anche delle esportazioni di oppio verso occidente”. L’intervento va letto tendendo anche presente la campagna elettorale americana, tant’è che McCain ha anticipato, nel caso di elezione alla presidenza: “Ho intenzione di vincere questa guerra”.

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