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gli immigrati ci tolgono il lavoro

Istat, 15 milioni di italiani accusano:
gli immigrati ci tolgono il lavoro

Quando la coperta è corta, prevale l’egoismo o semplicemente l’istinto di sopravvivenza: ciascuno cerca di prendersene il più possibile.
Devi proprio essere un santo per non cedere alla tentazione di prendertela tutta, la coperta. Che ora la crisi ha ridotto ai minimi termini.
Di conseguenza un 20% circa della popolazione, pari a 8 milioni di persone, pensa che sia “meglio che italiani e immigrati stiano ognuno per conto proprio”.
E’ uno dei dati che emerge dall’indagine sulle “Discriminazioni in base al genere, all’orientamento sessuale e all’appartenenza etnica” condotta dagli analisti dell’Istituto nazionale di statistica. Sul tema c’è un capitolo nel Rapporto Istat 2013 presentato oggi, 22 maggio, a Montecitorio. All’indagine, che consente di studiare la posizione mentale degli italiani verso gli immigrati, l’Istat fa una premessa. Eccola:
«Nell’esperienza storica non è infrequente che situazioni di difficoltà economica prolungata nel tempo – come nel caso della crisi che stiamo vivendo – producano effetti negativi sulla coesione sociale di un Paese e che la diffusa sensazione di incertezza si traduca in fenomeni di inasprimento della competizione per le risorse divenute più scarse e di ricerca della protezione attraverso l’esclusione dell’estraneo e del diverso».

In maggioranza (l’86,7%) gli italiani sono molto o abbastanza d’accordo nel ritenere che “ogni persona dovrebbe avere il diritto di vivere in qualsiasi Paese del mondo abbia scelto”. Ma su casi concreti gli atteggiamenti mutano.
Il 21,7% esprime, per esempio, un’opinione negativa sull’aumento di matrimoni e unioni miste.
Su questo punto, inoltre, metà della popolazione (50,1%) non prende posizione, considerando tale fenomeno né positivo né negativo.

Nello specifico del lavoro, i numeri cambiano ancora e cresce l’area di quanti esprimono preoccupazione per la presenza di immigrati.
Sono 20 milioni e 800 mila (51,4%) gli italiani che si dichiarano d’accordo con l’affermazione secondo la quale “in condizione di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza agli italiani rispetto agli immigrati”.

Sono circa 15 milioni (pari al 37,1% della popolazione) coloro che ritengono che gli immigrati tolgano lavoro agli italiani.

Gli atteggiamenti mutano in rapporto all’età, al titolo di studio, alla regione di appartenenza.
Per esempio, il 23,2% dei meridionali e il 21,1% del Nord-Est si dichiarano d’accordo con l’affermazione “l’Italia è degli italiani e non c’è posto per gli immigrati” a fronte di quote pari a poco più del 16% nel Centro e nel Nord-Ovest.
Similmente, sono il 26,3% degli ultrasessantacinquenni e il 32,3% di quanti hanno conseguito la licenza elementare ad esprimere questa posizione a fronte rispettivamente del 17,6% dei 18-34enni e del 7,7% dei laureati.
Risultati analoghi si riscontrano riguardo all’incremento di unioni miste: esprimono una valutazione negativa del fenomeno il 35,9% di quanti hanno la licenza elementare, il 33,9% degli over 65 e il 26,3% dei residenti nel Nord-Est a fronte del 12,2% dei laureati, del 12,5% dei giovani tra 18 e 34 anni e del 20% circa dei residenti nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno.
Giuseppe Spezzaferro

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