Vetrina / DIBATITTO / Società / Il presidente Letta: dal 2017 lo Stato
non finanzierà più direttamente i partiti

Il presidente Letta: dal 2017 lo Stato
non finanzierà più direttamente i partiti

Evviva! I partiti non succhieranno più i nostri soldi. E’ finita la pacchia per questi mangiapane a tradimento. Evviva, evviva…
Mah, quando il presidente del Consiglio in carica ha annunciato che è stato abolito il finanziamento pubblico dei partiti, chissà perché mi sono sentito un po’ preso per il… naso. Il fatto è che Enrico Letta è di pura schiatta democristiana. E’ il rampollo di una dinastia che un tempo si chiamava razza padrona. Sono uomini razzialmente superiori che si mettono al servizio di noi poveri cristi per assicurarci democrazia, libertà e benessere. Loro si sacrificano e soffrono mille tormenti pur di portare a termine una nobile missione umanitaria. Non hanno alcun amore per il potere. Fuggirebbero via, se il senso del dovere non li inchiodasse a quelle poltrone più dolorose di un cilicio.
Noi, uomini di razza inferiore, non siamo nemmeno capaci di esprimere compiutamente una più che doverosa gratitudine.

Nove volte su dieci non riusciamo nemmeno a comprendere cosa dicono, eppure li disprezziamo e li incolpiamo di tutti i nostri guai. Gli antichi dicevano: «Senatores boni viri, Senatus mala bestia». A distanza di millenni cos’è cambiato? Che noi non li salviamo nemmeno presi uno alla volta: da soli o tutti insieme restano delle cattive bestie, dei voraci lupi insaziabili. Predatori dalle mille astuzie, capaci di evitare le trappole e abili a disseminarne di proprie.

Letta ha dunque annunciato la fine del finanziamento pubblico dei partiti. Ha detto testualmente: «Il Consiglio dei ministri ha approvato la fine del finanziamento come l’abbiamo conosciuto…». Ahi, ahi, traspare l’insidia: non il taglio netto e definitivo, bensì il passaggio da un modo ad un altro.
Intendiamoci, partiti e movimenti svolgono una funzione pubblica e perciò non debbono dipendere dal portafoglio di un miliardario o di una lobby. Qui denuncio il modo democristiano di fare le cose.

GRILLO: E’ UNA TRUFFA
Comunque, l’effetto annuncio c’è stato e il Movimento 5 stelle s’è trovato tra le mani un’arma caricata a salve (per cui Beppe Grillo ha subito strillato che è una legge-truffa). In effetti il Movimento era sul punto di spingere il Parlamento in un cul de sac costringendolo a votare su una legge di abolizione draconiana. Votando contro, deputati e senatori sarebbero stati indicati al pubblico ludibrio come mafiosi complici di un sistema mafioso. Votando a favore, si sarebbero autocondannati ad una più rapida estinzione.
La mossa del Governo consente adesso una innocua bocciatura della proposta pentastellata.

Strombazzare, però, l’annuncio dell’avvenuta abolizione sembrerebbe un tantinello esagerato, dato che il testo prevede una graduale abolizione dei finanziamenti (quest’anno i partiti incasseranno i 91 milioni previsti e poi dall’anno prossimo in poi incasseranno di meno, fino al 2017, allorché questo sistema di finanziamento dovrebbe cessare di esistere) e dato che dovrà essere il Parlamento a dire l’ultima parola (basta un punto e virgola al posto giusto per aprire una breccia).

PARTITI E SINDACATI NELLA COSTITUZIONE
C’è, però, un effetto collaterale di questo testo che mi piace perché mi riporta indietro negli anni, a quando ero un ragazzino che presuntuosamente si vantava di “fare politica”. In sintesi: la Costituzione prevede il riconoscimento giuridico dei partiti (art. 49) e dei sindacati (art.39) ma le leggi per l’applicazione del dettato costituzionale non sono state mai fatte. Per decenni c’è stato un solo partito ad alzare invano la voce a favore degli articoli 39 e 49: il Movimento sociale italiano. La regolamentazione, infatti, avrebbe distrutto due monoliti: il Pci e la Cgil.

Oggi, Letta ha vendicato (sono sicuro che ne sia consapevole) i costituenti. Il testo varato prevede una serie di condizioni che in pratica attuano l’art. 49. Il prossimo passo dovrebbe essere l’attuazione del 39 cosicché i sindacati dovranno mettersi in regola e sottoporre registri e bilanci a pubblici controlli. Per gli accaniti “liberalizzatori” di welfare e mercato del lavoro, sarà una manna avere di fronte sindacati “trasparenti”.

SEDI GRATUITE, PD E PDL GiA’ PRONTI
Tornando al testo intitolato “Disposizioni per l’abolizione del finanziamento pubblico e la regolamentazione della contribuzione volontaria a movimenti e partiti politici”, accenno soltanto al punto che prevede la concessione gratuita a partiti e movimenti di spazi individuati dall’Agenzia del Demanio.

Nemmeno a farlo apposta, proprio due giorni fa il Pd ha fatto sapere che a Roma lascerà le sedi che occupa perché sono troppe costose. E guarda la combinazione anche il Pdl ha annunciato che non potrà più permettersi il lusso delle grandi sedi di Roma e Milano.
Con la prospettiva di avere le sedi gratis dal Demanio, sarebbe davvero sciocco continuare a pagare affitti.
Giuseppe Spezzaferro

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

Roma fa il compleanno invasa dai topi

Attenti a festeggiare il Natale di Roma per strada: ci sono milioni di topi pronti …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.