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Sono più i magnaccia che le puttane

Non so se sia la stragrande maggioranza o semplicemente la maggioranza, comunque gli italiani con la vocazione da macrò sono troppi.
Le generazioni passate hanno costruito il Colosseo e il Maschio Angioino, la Torre di Pisa e Castel del Monte e i magnaccia aspirano a camparci di rendita.
Dicono: «Abbiamo tesori che nessuno al mondo ha e tantissime bellezze uniche, mettiamo tutto a frutto, invece di costruire fabbriche che inquinano e autostrade di cemento».
Sognano, i papponi, di starsene tranquilli a staccare biglietti per i turisti con le tasche piene. Un popolo di cuochi e camerieri, guide turistiche e portieri d’albergo.
Dicono: «Che ci frega di costruire stazioni spaziali, sfruttiamo ciò che abbiamo ereditato così da vivere alla grande senza problemi».
L’Italia come una gigantesca Disneyland. Un Paese dei balocchi per ricconi cinesi e africani, russi e brasiliani. Un parco giochi grande mille volte Las Vegas.

Dicono: «Ci pensate? Soldi a palate, senza dover faticare più di tanto».
Un popolo di prosseneti dall’inchino facile e con la mano pronta ad afferrare la mancia.
Una cosa schifosa.

Che l’industria turistica potrebbe essere uno dei nostri punti di forza, è ovvio. Ma da affiancare alla meccanica e all’informatica, alla medicina e all’avionica, all’ingegneria spaziale e alle telecomunicazioni. Vivere dei soldi degli altri è roba da pezzenti.

Gli sfruttatori (a Salerno li chiamiamo ricottari) sono anche vigliacchi. Dicono di amare la pace. Di essere pacifisti. Non è vero. E’ che hanno paura della guerra e pensano che disarmandosi la possono evitare.
Fanno l’esempio della Svizzera, nazione neutrale, ma non sanno che lì la leva è obbligatoria e che si fanno corsi annuali di tre settimane d’addestramento fino a 34 anni. Non sanno che le montagne sono enormi bunker superarmati.
Il Papa ha la guardia svizzera perché per secoli sono stati i migliori mercenari sul mercato e perché erano guerrieri spietati. A vederli oggi si sorride ma a casa loro sono armati a sufficienza per scoraggiare qualsiasi velleità di invasione.
Insomma gli Svizzeri sono pacifici ma pronti alla guerra. I pacifisti di casa nostra, invece, sono lamentosi cercatori di tranquillità imbelle.

E che dicono? Invece di costruire inutili portaerei, costruite asili nido. E quegli asili nido come li difenderebbero? Alzando le mani e cucinando la cena al vincitore. Che c’è di male? L’importante è salvare la pelle.

In Sicilia, quando il Pci, pagato da Mosca, organizzava le marce della pace, i vigliacconi sfilavano gridando: «Meglio rossi che morti». Intendevano: ci arrendiamo, piuttosto che correre il rischio che i russi ci ammazzino.

Il macrò è prepotente con la femmina che manda a battere (a proposito: sono più numerosi gli sfruttatori che le puttane) e servile con chi è forte.

Nei condomini, fateci caso, chi rompe di più? Chi espone la bandiera della pace. Chi sogna di vendere la Valle dei Templi allo sceicco del Qatar. Chi pensa (verbo esagerato, ma sono generoso) di essere un cittadino del mondo e chiama la polizia un giorno sì e l’altro pure per denunciare questo e quello. Chi crede (altra esagerazione) di essere il migliore e accusa la società (composta, peraltro, di suoi simili) di negargli ciò che gli spetterebbe. Ecco chi è il tipo umano che vorrebbe imporre, grazie al diritto della maggioranza, un modello impastato di velleitarismo e debolezza, di stupidità e presunzione.
Ahi! serva Italia…
Giuseppe Spezzaferro

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