Vetrina / FOCUS / Segmenti / Porro-Scaroni, bella coppia televisiva

Porro-Scaroni, bella coppia televisiva

Ieri sera ho visto un Nicola Porro parecchio inginocchiato. Ho pensato che fosse naturale visto che di fronte aveva un uomo potente, anzi, potentissimo. E non soltanto in Italia, giacché l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni gira il mondo firmando contratti miliardari. Contratta direttamente con i governi di quei Paesi che hanno idrocarburi da vendere (un paio di note le ho pubblicate su queste pagine http://www.internettuale.net/217/il-cane-a-sei-zampe-in-papua-nuova-guinea http://www.internettuale.net/88/dallalgeria-a-tutto-gas ).
Di solito la trasmissione di Porro (“Virus, il contagio delle idee” su Rai2) riesce a trasmettere la sensazione di essere un luogo di confronto e non la solita fiera delle vanità, ma ieri sera nello spazio dedicato a Scaroni ha fatto patapunfete.
La obbligatoria reverenza verso il potente (sennò passi i guai tuoi e la tv te la scordi) ieri sera è stata sovrabbondante.

Porro è giornalista accorto. Ha faticato parecchio per arrivare dove sta ora ed essendo giovane aspira a tagliare altri ambiziosi traguardi. Ma ieri sera, lo ripeto, s’è troppo inginocchiato. Come mai?
La spiegazione l’ho avuta leggendo oggi che in questo primo semestre l’utile netto dell’Eni è in calo del 51%. E’ sempre un utile di tutto rispetto (quasi 2 miliardi di euro) ma perdersene per strada più della metà fa traballare assai la poltronissima di Scaroni.
L’intervista di Porro si rivela per quello che è: un sostegno all’amministratore pericolante in modo da assicurarsene la sentita gratitudine.

Intendiamoci, ci vuole ben altro per affondare Paolo Scaroni. Tangentopoli colpì anche lui, ma se ne tirò fuori con un patteggiamento e, soprattutto, riuscì a rimanere nel ristretto club del top management.
Nuovi guai giudiziari glieli sta preparando la procura di Milano con l’accusa di tangenti per il gas algerino. D’accordo la legge è legge, ma già i Romani avvertivano: “summum ius, summa iniuria”. Non si fa giustizia, anzi, si commette un’ingiustizia, quando si applica puntigliosamente una norma.
Ve l’immaginate un tribunale inglese che processa James Bond perché sorpreso con una serie di passaporti falsi e di apparecchi di intercettazione proibiti? Un magistrato italiano ci si butterebbe a pesce.

Non ci si può fare niente. Se i francesi o gli americani si accaparrano lucrose commesse a colpi di bakscisc (mancia), gli italiani non possono: c’è sempre da qualche parte un magistrato pronto a far rispettare la legge. Amen.
Alla felice coppia Porro-Scaroni, invio auguri per un felice e duraturo rapporto.
Giuseppe Spezzaferro

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

AIDS: in Italia 4.000 infetti in più all’anno

Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV, Human Immunodeficiency Virus) in Italia colpisce ogni due ore, facendo …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.