Vetrina / FOCUS / Segmenti / I nemici di Grillo sono molti
ma il n° 1 è Epifani

I nemici di Grillo sono molti
ma il n° 1 è Epifani

Perché il Movimento 5 stelle ha preso tanti voti? Perché Beppe Grillo ha fatto il giro d’Italia promettendo, piazza dopo piazza, di sfrattare un’intera classe politica. Sono tutti complici, strillava il comico genovese. Masaniello ha vinto ancora. Ma stavolta riuscirà a conservarsi il consenso partorito dalla rabbia popolare?
Qui il pescivendolo-contrabbandiere napoletano lo uso come nome collettivo invece di scrivere, per esempio, Cola di Rienzo o Girolamo Savonarola oppure Massimiliano Robespierre, ignorando a bella posta le differenze tra i tanti arruffapopoli (nel senso che lo fu anche Napoleone) che hanno punteggiato le umane vicende.
Tra l’altro Grillo ha la sfacciataggine di Masaniello più che il rigore etico di Savonarola o Robespierre.

Il capopopolo supera agilmente gli ostacoli sulla via del potere, ma deve essere molto più svelto per scansare i macigni che gli scaraventa addosso la quotidiana battaglia per la conservazione del potere.
Il nostro Masaniello genovese ha faticato parecchio per convincere 8 milioni e passa di italiani a votarlo, ma è niente in confronto ai diuturni sforzi che deve fare per tenere insieme i deputati e i senatori eletti sotto il suo stendardo.

Il dilemma è un classico di tutte le rivolte: okkupato il Palazzo, converrebbe continuare sulla strada intrapresa o sarebbe più utile stringere un qualche patto per consolidare il potere acquisito?

La “lezione” della Storia non è univoca: a volte il capopopolo ha fatto bene ad “aprirsi” e in altre ci ha rimesso la testa. Grillo, dunque, non può essere rimproverato di testardaggine in quanto insiste nel “no party” con i compagni del Pd. La sua è una scelta strategica. Se utile o dannosa, lo diranno gli italiani.
Dando per concesso che non ci saranno elezioni anticipate, a maggio prossimo si voterà comunque per il Parlamento europeo.

Prima che le urne promuovano o boccino Grillo, però, ci sono mesi e mesi di mezzo, con annesso profluvio massmediatico di editoriali e retroscena.
Potrebbe anche succedere che la strategia invano perseguita da Pier Luigi Bersani, presidente del Consiglio in pectore Napolitani, riesca a Guglielmo Epifani, vecchio sindacalista avvezzo alle trattative infinite.
Strappare un pattuglione di parlamentari (soprattutto di senatori) Cinquestelle per raggiungere i numeri sufficienti a scaricare il Pdl sarebbe un fatto che manderebbe all’aria la strategia di Grillo (oltre che eliminare una volta per tutte Silvio Berlusconi). Il nemico più pericoloso di Grillo è il segretario Pd.

Tra gli effetti collaterali non di poco conto per gli ex inquilini di Botteghe Oscure ci sarebbe il rafforzamento di Epifani con messa in standby del logorroico Matteo Renzi, rottamatore in disarmo.
Giuseppe Spezzaferro

Commenti sul Sito e/o su Facebook

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare il tuo account di Facebook

Controlla Anche

25 aprile: la morte per Emilio Salgàri arrivò sul filo di una katana

Esattamente centocinque anni fa, il 25 aprile del 1911, lo scrittore Emilio Salgàri fece harakiri: …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.