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Statua della Libertà, Grand Canyon…

Riaprono i siti turistici americani:
Statua della Libertà, Grand Canyon…

La vicenda dei parchi e dei monumenti americani chiusi per il blocco del bilancio nazionale ha fatto il giro del mondo.
Ignoriamo i perché e i percome, dribbliamo lo scontro del presidente Usa Barack Obama con parte del Congresso e fermiamo l’attenzione sulla chiusura della Statua della Libertà e dei parchi nazionali (cito i più grandi e più famosi: il Great Smoky Mountains e il Grand Canyon).
I media raccontano di accordi fatti nelle ultime ore per riaperture a tempo. Così lo Stato di New York riapre la Statua della Libertà per 6 giorni con uno stanziamento di quasi 370 mila dollari. Riaprono per 10 giorni anche 8 parchi nazionali e monumenti in Utah che sborserà 1,6 milioni di dollari.
La domanda che fanno tutti i media è: Washington rimborserà queste grosse somme impegnate per riaprire i siti turisticamente interessanti?

Ma fino a questo momento (h.20 di sabato 12 ottobre) non vedo organi di informazioni che diano notizie a mio parere indispensabili per inquadrare meglio la questione.
Negli Stati Uniti non è come da noi. Qui un monumento del livello del Colosseo incassa una marea di quattrini ma sono sempre di meno dei costi per tenerlo aperto al pubblico. Gli stipendi degli impiegati che lavorano con vari incarichi, gli stipendi degli autisti con relativa autoblu assegnata al sovrintendente etc. etc. etc.
In Italia ciò che appartiene al patrimonio pubblico costa punto e basta. Negli Usa (come nel resto del mondo, anche di quello cosiddetto emergente) non esiste un museo che incassi meno di quanto si spenda per tenerlo aperto. O, se esiste, la differenza ce la mette un miliardario, oppure una fondazione di milionari.

Ho fatto una ricerca sul web e cito qui di seguito soltanto qualche cifra.
La Statua della Libertà ha circa 3,5 milioni di visitatori l’anno. La media dei visitatori del sabato è di 18 mila.
Il costo per tenerla aperta è, abbiamo visto sopra, di 370 mila dollari per 6 giorni.
I biglietti di ingresso hanno costi diversi fino ad arrivare a 80 dollari a testa per quelli che ci tengono a salire sulla corona che la statua porta sulla testa.
Prendiamo il costo medio che è di 35 dollari.
Con una semplice moltiplicazione scopriamo che soltanto di sabato l’incasso è di circa 630 mila dollari.
Perché tanto chiasso per il fatto che lo Stato di New York anticipa 370 mila dollari per 6 giorni? D’accordo non sono tutti sabati, ma conoscendo l’incasso annuo possiamo avere un’idea di quanto sia l’incasso giornaliero.
Moltiplichiamo 3,5 milioni per 35 dollari e abbiamo un incasso annuo di 122 milioni e 500 mila dollari. Dividiamo per 365 (facciamo finta che non chiude nemmeno un giorno) e otteniamo un giornaliero di circa 336 mila dollari. Moltiplichiamo per 6 e abbiamo che l’apertura costerà 370 mila dollari ma farà incassare più di 2 milioni di dollari.
Lo stesso calcolo lo possiamo fare per i Parchi. Il Grand Canyon, per esempio, ha 4 milioni e 425 mila visitatori l’anno e il biglietto (cito soltanto quello che si paga per l’auto) costa 25 dollari.
Inutile che vado avanti. Anche qui l’incasso è di gran lunga superiore alla spesa per tenerlo aperto.

A questo punto mi chiedo: perché tutto questo putiferio? I soldi anticipati non finiranno (come capita in Italia) nell’inghiottitoio pubblico e perciò le amministrazioni che stanno anticipando i quattrini possono star tranquille.
Oppure c’è qualcosa che non sappiamo perché i media non ce lo spiegano.
Giuseppe Spezzaferro

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