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per vincere mi servono i voti di Berlusconi

Renzi: meglio che le carceri scoppino,
per vincere mi servono i voti di Berlusconi

Renzi ha detto che un provvedimento svuotacarceri, amnistia/indulto, sarebbe un «clamoroso autogol». Al pari di Grillo vuole pescare nel serbatoio di voti rimasto incustodito con l’eliminazione di Berlusconi e sa che quell’elettorato punisce chi “mette i delinquenti in libertà”.
Renzi sa anche che gli elettori di “sinistra” temono una legge di clemenza in quanto potrebbe andare a favore del grande nemico consentendogli di riscendere in campo. Brucia ancora il ricordo della “gioiosa macchina da guerra” sconfitta dal Cavaliere e una seconda edizione sarebbe devastante per la già debole tenuta dell’unità piddina.
Inoltre, l’avvoltoio-Grillo farebbe strage di consensi a sinistra strillando che il Pd non è un sincero nemico dello “psiconano”.
Per tutti questi motivi, Matteo Renzi, sindaco di Firenze nonché aspirante dominus oggi del Partito democratico e domani del governo, nel comizio di sabato a Bari ha detto no ad iniziative pro carcerati.
«Un partito che non vince – ha detto – è un partito che non serve». Un concetto, questo, pericoloso anche se appropriato per una folla festante. È tipico della retorica renziana l’uso di parole d’ordine attrattive al limite della logica (e della correttezza democratica).

Con un efficace mix di luoghi comuni e di ovvietà l’incendiario-rottamatore si presenta oggi come un pompiere-ricostruttore. È vero che molta gente non sa più a quale santo votarsi e che, al pari di un naufrago, s’aggrappa a qualunque cosa galleggi, ma il successo Renzi lo coglie anche perché sa come parlare a questa gente.

Resto sul tema-carceri.
L’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo perché le condizioni dei detenuti sono state giudicate indegne di un Paese civile. Se l’Italia non sana la situazione entro il prossimo gennaio, dovrà pagare migliaia di risarcimenti.
Se pensate che per 7 detenuti, è arrivata da Strasburgo una mazzata da settecentomila euro, è facile prevedere a quanto ammonterà il totale dei risarcimenti che lo Stato (cioè noi) dovrà pagare ai circa duemilacinquecento detenuti che hanno fatto ricorso al tribunale europeo. E non è detto che non aumentino.

L’affollamento nelle carceri va assolutamente riportato a livelli normali. Oggi ci sono 140 detenuti ogni 100 posti letto ed è impossibile arrivare alla media europea (che è di 99,6%) ma si potrebbe, tra amnistia e indulto, almeno portare il rapporto a un letto per ciascun detenuto (potrebbe essere utile uno sguardo a http://www.internettuale.net/1198/carceri-quellinutile-condanna-di-strasburgo).

La scelta purtroppo è questa: o lo Stato fa la figura dell’incapace, del debole, di quello che non sa punire i criminali, oppure si conferma irrispettoso dei diritti umani, barbaro vendicatore dei torti subiti, incivile torturatore.

C’è un’alternativa ad un provvedimento svuotacarceri? Ce ne sono diverse: costruire nuove carceri, depenalizzare alcuni reati, ricorrere alla carcerazione con meno frequenza e comminare più detenzioni domiciliari e, soprattutto, limitare la carcerazione preventiva (oggi il 40% dei detenuti è in detenzione cautelare, in attesa di processo)… ci sarebbero molte cose da fare per non ritrovarsi con le celle straripanti di detenuti.

Buona norma sarebbe se, insieme con uno svuotacarceri, arrivassero anche provvedimenti atti a non ritrovarci tra qualche tempo di nuovo con le carceri straripanti, ma ci vorrebbero altri politici e non un Renzi o un Grillo qualsiasi.
Giuseppe Spezzaferro

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