Zapatero vince, ma non abbastanza

Zapatero vince, ma non abbastanza

In Spagna, il Partito socialista (Partido Socialista Obrero Español) ha vinto le elezioni: ha il 43,72% e 169 seggi. I Popolari (Partido Popular) di Mariano Rajoy sono al 40,13% e 153 deputati. Izquierda Unida (Sinistra unita) perde 3 deputati: ora ne ha 2 deputati. Gli indipendentisti catalani (Esquerra Republicana de Catalunya – Sinistra repubblicana della Catalogna) perdono 5 deputati: ora ne hanno 3. Il partito catalano di Convergenza e Unità (Convergencia i Union) ha 11 seggi e il Partito nazionalista basco (Partido Nacionalista Vasco), ha sei deputati.

Stando così le cose, Zapatero deve fare qualche alleanza (176 deputati sono il minimo per governare) e potrebbe rifare l’accordo con la Sinistra Unita alla quale aggiungere i due deputati del Blocco nazionalista galiziano (Bloque Nacionalista Galero) e i tre dell’Erc. Zapatero potrebbe pure cercare in Parlamento (Cortes) la maggioranza di volta in volta su singoli provvedimenti, ma sarebbe assai rischioso per la tenuta del governo.

Bisogna tenere presente che i Popolari sono soltanto 3 in meno di quelli ottenuti nel 1996 quando Aznar arrivò alla Moncloa (il nostro Palazzo Chigi).

Sul voto di domenica 9 marzo ha anche pesato l’assassinio di venerdì 7 di Isaias Carrasco, ex consigliere comunale socialista di Mondragon, nella Regione Basca. E molti hanno ricordato le bombe dell’11 marzo 2004 (191 morti e 2.000 feriti); tre giorni prima del voto conclusosi con la vittoria di Zapatero.


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