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Fermi tutti, c’e Kerry

Un bagno di umiltà farebbe bene a un sacco di gente. Il parlamentare nominato dal capocomico Beppe Grillo si sente chissachì. Gli fa buona compagnia quello nominato da Pier Ferdinando Casini. Ma anche gli altri, sarebbe a dire il 90% del Parlamento, incedono sicuri di sé perché hanno in tasca la potente tessera parlamentare.
Il giornalista televisivo scivola lungo i marciapiedi dando l’impressione (falsa) che non voglia farsi notare. Sa che la sua faccia è nota ai più e che le porte gli si schiudono davanti senza intoppi.
Ma non sono soltanto i vip a sentirsi grandi uomini (o grandi donne o grandi gay). C’è il controllore Atac e c’è il maresciallo dei carabinieri, per citare due funzionari con il cappello in divisa, come diceva Totò.
E c’è una pletora di persone le quali non sono assolutamente nessuno ma sono eternamente collegate con il mondo tramite i cosiddetti social network. Sono convinti, ahiloro!, di “contare” perché su facebook scribacchiano indifferentemente che Berlusconi è un martire o che è un criminale. Credono che la Casa Bianca, Israele, Putin, Letta, Marino (poco famoso come sindaco di Roma ma se continua così lo sarà presto), la Bce e Angela Merkel boccheggino sotto il peso dei loro papielli accusatori.

Ma come rimediare questo salutare bagno di umiltà?
Per esempio imboccando alle 9,30 di stamattina Via dei Condotti a Roma.
La scena è di quelle che vediamo nei film americani che raccontano storie di traffico di droga in Colombia o di golpe in Cile. Una lunga fila di automezzi occupa un terzo della strada: larghe e lucide automobili di rappresentanza (blindate), massici suv (blindati) dai quali spuntano accigliati g-man, auto di polizia italiana (non blindate), motociclisti dei Vigili urbani e funzionari distribuiti sul marciapiede armati di walkie-talkie.
Vietato l’accesso ad altre auto e pedoni fermamente invitati a passare in un corridoio appositamente creato.

Il fatto è che lì c’è la sede del Sovrano Ordine Militare di Malta che stamattina ha ricevuto la visita (indovina chissà perché) del segretario di Stato Usa John Kerry.

Il vip di passaggio avrebbe strappato ai poliziotti italiani un sorriso di comprensione ma sarebbe finita lì. A decidere chi passa e chi non passa sono gli agenti americani e a loro non gliene frega niente di chi sei o dici di essere.

Il cittadino comune non ha nemmeno la impotente comprensione dei poliziotti italiani. Non gli resta che lamentarsene su facebook o su internettuale.
Giuseppe Spezzaferro

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