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e arrivano le truppe antisommossa

A Roma si protesta contro gli sfratti
e arrivano le truppe antisommossa

A Roma i carabinieri hanno bloccato via Uffici del Vicario. Hanno messo di traverso il cellulare, lasciando libero un passaggio largo mezzo metro. Non fanno passare nessuno. Non danno spiegazioni. È vietato, punto e basta.
“Giolitti” non ha clienti. Non c’è il solito via vai dei turisti con i coni gelato in mano.
Qualcuno protesta, vorrebbe passare. C’è anche chi ci abita in questa strada, ma questo ai carabinieri forse non l’ha detto nessuno. Soltanto gli armati di tesserino parlamentare e simili hanno il via libera dopo attento esame del documento.

In alto, volteggia l’elicottero. Il frastuono si fa insostenibile. I poveri cristi inchiodati al posto di lavoro sono assordati, ma non hanno scampo.
È una scena degna dei Paesi nei quali vigono regimi militari. O di polizia.

Tutto ciò perché? Perché a mezzo chilometro più in là, dalle parti di Fontana di Trevi, un gruppo di persone sta protestando contro gli sfratti. Il diritto alla casa, uno dei tanti che riempiono la bocca dei politicanti e degli imbonitori televisivi disposti a tutto per un applauso in più, è un diritto che costa, riservato a chi ha quattrini.

Cosa, dunque, potrebbe succedere? Che qualcuno di quelli che protestano potrebbe fare un giro e arrivare a Montecitorio passando dalla via di “Giolitti”. Per questo i carabinieri sin sono messi i loro elmetti e aspettano.
Nel frattempo di qui non si passa.

M’è venuto in mente uno che faceva la guardia armata all’ingresso di una banca. Era uno spaccone come pochi. Palestrato e superaccessoriato. A casa aveva una piccola armeria. Una mattina, un uomo con un coltello lo disarmò mentre due complici entravano in banca. La svaligiarono con calma. La guardia non aveva capito che la funzione di deterrenza vale per chi la banca non ha alcuna intenzione di rapinarla. Per i banditi è come se non ci fosse.

Anche recentemente abbiamo visto gruppi di scalmanati sfasciare vetrine e incendiare cassonetti.
Davanti al bar-gelateria “Giolitti” il blocco dei dieci carabinieri diventerebbe una trappola se dei malintenzionati sbucassero all’improvviso dall’angolo.
Diamo inutilmente agli stranieri la brutta impressione di trovarsi in un Paese in mano a uomini in tenuta antisommossa.
Giuseppe Spezzaferro

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