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	<title>Commenti a: Il &#8217;68 di uno che c&#8217;era – 3</title>
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	<description>Internettuale.net. L’uomo di oggi. E, forse, di domani...</description>
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		<title>Di: nuanda</title>
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		<dc:creator>nuanda</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 14:15:44 +0000</pubDate>
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		<description>Molte volte davanti a certi racconti, mi domandavo perchè dovesse perire il popolo più buono e dovesse vincere l&#039;uomo cattivo, spietato e avido, mentre ai poveri indiani veniva rubata la terra e la dignità. E poi il concetto di tecnologia ha preso piede e ha vinto sul buon senso e così maya, aztechi, egizii erano scomparsi perchè non erano stati in grado di stare al passo con i tempi, ma destinati ad essere dominati o a scomaprire, malgrado le conoscenze e le scoperte che fino a quel punto sembravano tenerli al sicuro.
Non credo che si tratta solo di evoluzione, ma penso che i popoli scomparsi avessero finito il tempo, tutto ha una data di scadenza. Così il popolo italiano è destinato a scomparire, la capacità di sopravvivere e di adattarsi che tanto lo ha caratterizzato e lo ha reso grande nei secoli passati è stata sostituita dal lavoro, dalla produzione dalla corsa al possesso non si fanno figli, non si formano famiglie, troppo presi dal benessere. Direi piuttosto che invece di imparare dagli errori ne continuiamo a fare. Queste lezioni di &#039;68 dovrebbero aiutare a capire come meglio affrontare il contemporaneo, senza smarrirci come altri popoli prima di noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molte volte davanti a certi racconti, mi domandavo perchè dovesse perire il popolo più buono e dovesse vincere l&#8217;uomo cattivo, spietato e avido, mentre ai poveri indiani veniva rubata la terra e la dignità. E poi il concetto di tecnologia ha preso piede e ha vinto sul buon senso e così maya, aztechi, egizii erano scomparsi perchè non erano stati in grado di stare al passo con i tempi, ma destinati ad essere dominati o a scomaprire, malgrado le conoscenze e le scoperte che fino a quel punto sembravano tenerli al sicuro.<br />
Non credo che si tratta solo di evoluzione, ma penso che i popoli scomparsi avessero finito il tempo, tutto ha una data di scadenza. Così il popolo italiano è destinato a scomparire, la capacità di sopravvivere e di adattarsi che tanto lo ha caratterizzato e lo ha reso grande nei secoli passati è stata sostituita dal lavoro, dalla produzione dalla corsa al possesso non si fanno figli, non si formano famiglie, troppo presi dal benessere. Direi piuttosto che invece di imparare dagli errori ne continuiamo a fare. Queste lezioni di &#8217;68 dovrebbero aiutare a capire come meglio affrontare il contemporaneo, senza smarrirci come altri popoli prima di noi.</p>
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		<title>Di: paris mushrooms</title>
		<link>http://www.internettuale.net/154/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-3/comment-page-1#comment-43</link>
		<dc:creator>paris mushrooms</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 20:41:10 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;il sessantotto da uno che nOn c&#8217;era [III]...&lt;/strong&gt;


E c’è anche il mito della strada, nel racconto appassionato di Giuseppe Spezzaferro sul Sessantotto.
Un mito che tocca le corde profonde delle ambiguità che si celano dietro alla stagione della fantasia al potere.
Sulla strada: il sacco a pelo e l...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>il sessantotto da uno che nOn c&#8217;era [III]&#8230;</strong></p>
<p>E c’è anche il mito della strada, nel racconto appassionato di Giuseppe Spezzaferro sul Sessantotto.<br />
Un mito che tocca le corde profonde delle ambiguità che si celano dietro alla stagione della fantasia al potere.<br />
Sulla strada: il sacco a pelo e l&#8230;</p>
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