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Colle Oppio, il cesso è servito

Se sulla metro ti si piazza di fronte un tizio con il raffreddore, hai in teoria due possibilità: o gli dici di non starnutirti in faccia oppure ti sposti a distanza di sicurezza. Ripeto: in teoria. In realtà hai una sola scelta per evitare il contagio: spostarti.
Nell’altro caso, infatti, saresti accusato di essere razzista nei confronti dei raffreddati.
Morale: è meglio essere raffreddati che sani.
E questo lo sanno da tempo gli immigrati che okkupano Colle Oppio.

Faccio presente a chi non abita a Roma (ma anche a chi ci abita senza mai attraversare il giardino sopra la Domus Aurea, la casa dell’imperatore Nerone) che il Colosseo sbalordisce di più visto da Colle Oppio. Visto dal basso l’Anfiteatro Flavio è soltanto gigantesco. Visto a metà altezza, è imponente.

I turisti che scendono dai pullman che parcheggiano a Colle Oppio godono di un privilegio negato a quelli che escono dalla metropolitana su Via dei Fori Imperiali.
A migliaia, in un flusso costante e continuo fanno ohhhh!!! e scattano foto a ripetizione. E si danno gomitate notando gli immigrati intorno.
Non è necessario conoscere l’inglese, il giapponese o il tedesco per capire che dicono: «Guarda questi stupidi italiani. Hanno un tesoro di questa grandezza e permettono questo schifo».

Sì, un vero schifo. Centinaia di immigrati bivaccano a pochi metri dal Colosseo. Si ubriacano, vomitano, cacano, pisciano come se fossero loro i padroni di Colle Oppio. Lo sanno che nessuno li scaccerebbe mai accollandosi l’accusa di essere un razzista.
Al Campidoglio e dintorni la situazione è ben nota. Tutt’al più fanno la guerra a chi si traveste da antico legionario per fare qualche soldo, ma mettersi contro la lobby del razzismo alla rovescia sarebbe un suicidio politico.

Non si può fare, dunque, alcunché per liberare Colle Oppio dallo schifo?
Una soluzione ci sarebbe. Visto che viviamo in una società nella quale è reale soltanto ciò che va in video e considerato che nessun mezzobusto tv oserebbe mandare in onda le immagini dello schifo di Colle Oppio, la soluzione finale sarebbe un video amatoriale da mandare su youtube et similia.

Vedere dal vivo queste torme di prepotenti comportarsi come se fossero in un giardino di loro proprietà sottratto agli sguardi indiscreti da un muro di cinta, secondo me, costringerebbe una qualche cosiddetta “autorità pubblica” ad intervenire.
Non sono capace di usare una telecamera. Mi arrangio a fare foto con una macchina che va a rullini.
Se nessuno si deciderà a girare un documentario su “Colle Oppio, il cesso è servito”, consumerò un po’ di rullini con la speranza di ricavarne qualche foto pubblicabile.
Giuseppe Spezzaferro

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