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e un diamante da 83 milioni di dollari
meritano un paio di riflessioni

Una serigrafia da 105 milioni di dollari
e un diamante da 83 milioni di dollari
meritano un paio di riflessioni

Leggo due notizie su http://www.ilmessaggero.it/ che mettono casualmente a confronto un’opera naturale con un’opera umana.
Un articolo non firmato riporta che il “Pink Star”, un diamante rosa di 59,60 carati è stato venduto da Sotheby’s a Ginevra al prezzo record di 83 milioni di dollari: «…il Pink Star è stato aggiudicato oggi – riferisce l’Afp – a un uomo barbuto, sembra sulla sessantina, con in testa una kippah (il copricapo degli ebrei osservanti), che non si è lasciato identificare, ma che ha comunque rivelato di essere solo un rappresentante del reale acquirente. L’uomo è riuscito ad aggiudicarsi la pietra preziosa in nome di una persona che invece era – a quanto pare – collegata per telefono».

L’altro articolo, a firma di Federico Tagliacozzo, scrive: «Asta record per Andy Warhol. Il suo “Silver Car Crashè stato venduto per 105 milioni di dollari all’asta di Sotheby’s di arte contemporanea a New York. Si tratta del prezzo più alto mai pagato per un’opera del maestro del Pop. L’opera partiva da una base di 60 milioni. Non si conosce l’identità del compratore».

Che in tempo di crisi ci siano persone in grado di spendere tanti quattrini per un pezzo di carbonio o per una serigrafia è un fatto che in mano a un qualche moralista della domenica diventerebbe uno “scandalo“, una “offesa alla miseria” e via luogocomunisteggiando.

L’idea che se spogli i ricchi puoi rivestire i poveri è stata smentita dalla Storia. Una comunità (uno Stato, una Federazione, una Confederazione…) ha il dovere di assicurare a tutti una vita dignitosa, senza imbarcarsi in crociate gridate al pari del manzoniano «dalli! All’untore!».

Far pagare le tasse ai ricchi: questo è un obiettivo normale. Spingerli a donare quattrini in cambio di benefici fiscali; invitarli a fare investimenti assicurando certezza del diritto e burocrazia efficiente; tenerli al riparo da mafiosi e corrotti: ecco cosa fa una comunità perbene.

Assalire il ricco celebrando la presa del Palazzo d’Inverno è azione anacronistica, per non dire altro.

Merita, invece, una qualche riflessione il fatto che il collezionista e/o investitore e/o speculatore faccia salire alle stelle i prezzi di oggetti che, a ben guardare, non valgono se non perché sono oggetti del desiderio.
Giuseppe Spezzaferro

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