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	<title>Commenti a: Il &#8216;68 di uno che c&#8217;era – 4</title>
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	<description>Internettuale.net. L’uomo di oggi. E, forse, di domani...</description>
	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 00:16:07 +0000</pubDate>
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		<title>Di: cavevalem</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-53</link>
		<dc:creator>cavevalem</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 13:15:22 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Sig. Puccio,dal Sig. si intuisce chi sono! 
Un'amica e un'altra giovane "ribelle" del sud venuta a Roma per studiare mantenuta dai genitori,rimasta a roma a lavorare mantenuta da se stessa.
Non faro' i complimenti allo scrittore per il modo così coinvolgente di raccontare,per i "fatti" di storia che mi fa ripassare (spesso scoprire),no andro' subito a fare una piccola e modesta riflessione "sull'illusione del '68. 
Il bello di quel periodo è che, raccontato da chi lo ha vissuto,fa venir voglia di essere nato in quegl'anni (un po' prima!).
Credere così fortemente,combattere per i propri ideali,avere la ferma convinzione che i propri sogni e quelli altrui si possano realizzare! 
Ugualmente,il ripensare a quel periodo,fa riflettere sul fatto che,le stesse persone che raccontano il '68,sono i nostri adulti di oggi,spesso i nostri politici,gli economisti e affaristi,i nostri amati genitori! 
Ed allora mi viene da dire,se di quegli anni vada solo recuperato e non è poco,il convincimento che credendo fermamente,si puo' riuscire a migliorare il mondo,che l'individualismo per quanto giusto,non puo' essere l'unico motore che guida le nostre azioni,che tali convinzioni di onesta',lealta' e altruismo,possano perseverare nella mente e nel cuore anche quando la primavere dell'eta' lascia il posto all'autunno e il fervore del sentire giovanile viene sostituito con la "saggezza della maturita'"!
In conclusione,credo che ci sia molto da imparare da quel periodo storico e molto altro da evitare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sig. Puccio,dal Sig. si intuisce chi sono!<br />
Un&#8217;amica e un&#8217;altra giovane &#8220;ribelle&#8221; del sud venuta a Roma per studiare mantenuta dai genitori,rimasta a roma a lavorare mantenuta da se stessa.<br />
Non faro&#8217; i complimenti allo scrittore per il modo così coinvolgente di raccontare,per i &#8220;fatti&#8221; di storia che mi fa ripassare (spesso scoprire),no andro&#8217; subito a fare una piccola e modesta riflessione &#8220;sull&#8217;illusione del &#8216;68.<br />
Il bello di quel periodo è che, raccontato da chi lo ha vissuto,fa venir voglia di essere nato in quegl&#8217;anni (un po&#8217; prima!).<br />
Credere così fortemente,combattere per i propri ideali,avere la ferma convinzione che i propri sogni e quelli altrui si possano realizzare!<br />
Ugualmente,il ripensare a quel periodo,fa riflettere sul fatto che,le stesse persone che raccontano il &#8216;68,sono i nostri adulti di oggi,spesso i nostri politici,gli economisti e affaristi,i nostri amati genitori!<br />
Ed allora mi viene da dire,se di quegli anni vada solo recuperato e non è poco,il convincimento che credendo fermamente,si puo&#8217; riuscire a migliorare il mondo,che l&#8217;individualismo per quanto giusto,non puo&#8217; essere l&#8217;unico motore che guida le nostre azioni,che tali convinzioni di onesta&#8217;,lealta&#8217; e altruismo,possano perseverare nella mente e nel cuore anche quando la primavere dell&#8217;eta&#8217; lascia il posto all&#8217;autunno e il fervore del sentire giovanile viene sostituito con la &#8220;saggezza della maturita&#8217;&#8221;!<br />
In conclusione,credo che ci sia molto da imparare da quel periodo storico e molto altro da evitare!</p>
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	<item>
		<title>Di: scaramouche</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-50</link>
		<dc:creator>scaramouche</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 20:09:23 +0000</pubDate>
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		<description>magici anni... vita vera...  sciocchezze!
cos'è che abbiamo da invidiare realmente a chi è stato giovane 40 anni fa?
una vita avventurosa? ognuno è artefice del proprio destino, scusate la banalità. Se è questo quello che vuoi, vai e prendila.
La goliardia? non è che per caso la goliardia è quella cugina paracula del teppismo?
La disinibizione sessuale? beh, sarebbe un gran bell'errore storico. I ragazzini del liceo fanno oggi tutto quello che ad un universitario sessantottino sembrava incredibile.
(a me stesso fu proposto, al liceo, un randezvous a quattro con due gemelle. Identiche, purtroppo, anche nella bruttezza, per cui declinai in favore di un amico di bocca buona)
Le discussioni? opperbacco, nell'era dei forum c'è un luogo di discussione per ogni argomento e sotto ogni angolazione. Con il vantaggio, direi notevole, di poter trovare quasi esclusivamente persone realmente appassionate all'oggetto di discussione, risparmiandosi così di dover aver a che fare con chi non sa il nome del presidente della repubblica.
Me l'immagino questa popolazione giovanile sessantottina. Me l'immagino come un'enorme, gigantesca, stratosferica assemblea in un centro sociale (un incubo!). 
La gioventù degli ideali: io non c'ero e non potrei dirlo, ma ho sempre avuto il sospetto che l'ideale sta al sessantottino come il cellulare sta al giovane d'oggi. Va di moda (ma il cellulare è ben più innocuo).
A chi con aria solenne e voce grave dice: "Io ho fatto il sessantotto!" io rispondo: "Bravo. Guardati intorno, bel regalo ci hai fatto".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>magici anni&#8230; vita vera&#8230;  sciocchezze!<br />
cos&#8217;è che abbiamo da invidiare realmente a chi è stato giovane 40 anni fa?<br />
una vita avventurosa? ognuno è artefice del proprio destino, scusate la banalità. Se è questo quello che vuoi, vai e prendila.<br />
La goliardia? non è che per caso la goliardia è quella cugina paracula del teppismo?<br />
La disinibizione sessuale? beh, sarebbe un gran bell&#8217;errore storico. I ragazzini del liceo fanno oggi tutto quello che ad un universitario sessantottino sembrava incredibile.<br />
(a me stesso fu proposto, al liceo, un randezvous a quattro con due gemelle. Identiche, purtroppo, anche nella bruttezza, per cui declinai in favore di un amico di bocca buona)<br />
Le discussioni? opperbacco, nell&#8217;era dei forum c&#8217;è un luogo di discussione per ogni argomento e sotto ogni angolazione. Con il vantaggio, direi notevole, di poter trovare quasi esclusivamente persone realmente appassionate all&#8217;oggetto di discussione, risparmiandosi così di dover aver a che fare con chi non sa il nome del presidente della repubblica.<br />
Me l&#8217;immagino questa popolazione giovanile sessantottina. Me l&#8217;immagino come un&#8217;enorme, gigantesca, stratosferica assemblea in un centro sociale (un incubo!).<br />
La gioventù degli ideali: io non c&#8217;ero e non potrei dirlo, ma ho sempre avuto il sospetto che l&#8217;ideale sta al sessantottino come il cellulare sta al giovane d&#8217;oggi. Va di moda (ma il cellulare è ben più innocuo).<br />
A chi con aria solenne e voce grave dice: &#8220;Io ho fatto il sessantotto!&#8221; io rispondo: &#8220;Bravo. Guardati intorno, bel regalo ci hai fatto&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: Gianluigi Indri</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-48</link>
		<dc:creator>Gianluigi Indri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 14:42:32 +0000</pubDate>
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		<description>Il racconto mi sembra fedele, anche se, ovviamente, risente delle esperienze del protagonista, Puccio Borbonico. 

E' anche utile per capire le passioni e gli ideali che hanno spinto un gruppo di manipoli a fare certe scelte. Non tutte condivisibili, almeno per quanto mi riguarda, anche perché non le condividevo neanche allora; ma soprattutto mi sembra attuale e da sviluppare, la tua analisi sul revisionismo. Perchè finalmente adesso si tolgono dalla storia tante scorie, omissioni, luoghi comuni e affermazioni certe, inoppugnabili. Vale per tutte quella dell'occupazione dei Savoia del territorio del Sud, con relativi strascichi e violenze. Ma non dobbiamo dimenticare che anche in Veneto gran parte della popolazione rifiutò l'invasione dei savoiardi. Alla fine dell'Ottocento, circa tre milioni di veneti (per veneti consideriamo anche quelli del Friuli e del trentino) emigrarono all'estero. Soprattutto sud Brasile, Argentina, ma non solo. 

E poi ricorderei il progetto, che fu anche di Cattaneo, appoggiato e incoraggiato da Pio IX, un papa illuminato, di creare l'unità d'Italia dalla Federazione di quattro grandi Stati: Lombardo Veneto, Toscana, Vaticano e Regno borbonico, ai quali si sarebbe aggiunto il Piemonte, che poté vantarsi del titolo di Regno, soltanto dopo l'annessione della Sardegna. Ci sarebbero tante altre cose da ricordare e tu lo farai anche nelle prossime puntate. Ma soprattutto su un paio penso che bisognerà riflettere: il ruolo del cosiddetto Stato e dei suoi zelanti servitori nell'indirizzare certe rivolte e proteste; e come i ribelli di sinistra, quelli che decisero di non percorrere la via della protesta armata, si siano affermati in tutti i campi meglio di quelli di destra, che si dovettero arrabattare sempre, anche quando la destra, o quello che si credeva fosse la destra, andò al potere. Misteri della politica direbbe qualcuno. Ma dietro ogni mistero c'è una logica che risponde a determinati disegni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il racconto mi sembra fedele, anche se, ovviamente, risente delle esperienze del protagonista, Puccio Borbonico. </p>
<p>E&#8217; anche utile per capire le passioni e gli ideali che hanno spinto un gruppo di manipoli a fare certe scelte. Non tutte condivisibili, almeno per quanto mi riguarda, anche perché non le condividevo neanche allora; ma soprattutto mi sembra attuale e da sviluppare, la tua analisi sul revisionismo. Perchè finalmente adesso si tolgono dalla storia tante scorie, omissioni, luoghi comuni e affermazioni certe, inoppugnabili. Vale per tutte quella dell&#8217;occupazione dei Savoia del territorio del Sud, con relativi strascichi e violenze. Ma non dobbiamo dimenticare che anche in Veneto gran parte della popolazione rifiutò l&#8217;invasione dei savoiardi. Alla fine dell&#8217;Ottocento, circa tre milioni di veneti (per veneti consideriamo anche quelli del Friuli e del trentino) emigrarono all&#8217;estero. Soprattutto sud Brasile, Argentina, ma non solo. </p>
<p>E poi ricorderei il progetto, che fu anche di Cattaneo, appoggiato e incoraggiato da Pio IX, un papa illuminato, di creare l&#8217;unità d&#8217;Italia dalla Federazione di quattro grandi Stati: Lombardo Veneto, Toscana, Vaticano e Regno borbonico, ai quali si sarebbe aggiunto il Piemonte, che poté vantarsi del titolo di Regno, soltanto dopo l&#8217;annessione della Sardegna. Ci sarebbero tante altre cose da ricordare e tu lo farai anche nelle prossime puntate. Ma soprattutto su un paio penso che bisognerà riflettere: il ruolo del cosiddetto Stato e dei suoi zelanti servitori nell&#8217;indirizzare certe rivolte e proteste; e come i ribelli di sinistra, quelli che decisero di non percorrere la via della protesta armata, si siano affermati in tutti i campi meglio di quelli di destra, che si dovettero arrabattare sempre, anche quando la destra, o quello che si credeva fosse la destra, andò al potere. Misteri della politica direbbe qualcuno. Ma dietro ogni mistero c&#8217;è una logica che risponde a determinati disegni.</p>
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	<item>
		<title>Di: E.P.</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-47</link>
		<dc:creator>E.P.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 18:54:48 +0000</pubDate>
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		<description>Scorrevolissimo, 

so bene quale sia il tuo pensiero.

Quel tuo modo, in apparenza scanzonato, di esporre, qualsiasi argomento, con arguzia e spessore, mi è sempre piaciuto alla fine quasi mi aspettavo il tuo solito puntualizzare sulle figure testimone-politico.

Allora voglio polemizzare:

Quale luogo elettivo intravedi per fare politica?

Continuando ad essere polemico, aggiungo: evita il discorso della capitale, rischi di finire tra gli ignavi, sarebbe ora che ammettessi la totale superbia dei romani, aiutati da coloro che, come te, gli hanno sempre dato manforte.

Sono così incazzato, perchè negli ultimi anni non ho visto che polemiche ed invidie tra i presunti rivoluzionari della destra, anche le ultime generazioni romane, hanno una rapidità assoluta nel      cogliere pretesti per isolarsi e porsi siulla colonna, come dici tu. Il loro agire è L'UNICO AGIRE, le loro posizioni, LE UNICHE POSIZIONI GIUSTE e così via. Umiltà= non pervenuta, autocritica=non presente nel dizionario di riferimento. Ogni volta che danno luogo ad una iniziativa, sembra che debba essere la chiave di volta, la rivoluzione imminente, l'alba di un nuovo percorso. Se cerco, nei miei trenta anni di militanza, di trovare una cosa che sia nata a Roma e che sia ancora in essere, non trovo nulla, o sbaglio?

Sono talmente schifato dall'attuale panorama pollitico che stamane, mi è venuta anche una considerazione negativissima sull'iniziativa di Gilberto, mentre la vedevo.

La verità è che, al momento vedo tutto negativo.

ne parleremo da vicino, presto, mi auguro.
Salute e Saluti
E.P.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scorrevolissimo, </p>
<p>so bene quale sia il tuo pensiero.</p>
<p>Quel tuo modo, in apparenza scanzonato, di esporre, qualsiasi argomento, con arguzia e spessore, mi è sempre piaciuto alla fine quasi mi aspettavo il tuo solito puntualizzare sulle figure testimone-politico.</p>
<p>Allora voglio polemizzare:</p>
<p>Quale luogo elettivo intravedi per fare politica?</p>
<p>Continuando ad essere polemico, aggiungo: evita il discorso della capitale, rischi di finire tra gli ignavi, sarebbe ora che ammettessi la totale superbia dei romani, aiutati da coloro che, come te, gli hanno sempre dato manforte.</p>
<p>Sono così incazzato, perchè negli ultimi anni non ho visto che polemiche ed invidie tra i presunti rivoluzionari della destra, anche le ultime generazioni romane, hanno una rapidità assoluta nel      cogliere pretesti per isolarsi e porsi siulla colonna, come dici tu. Il loro agire è L&#8217;UNICO AGIRE, le loro posizioni, LE UNICHE POSIZIONI GIUSTE e così via. Umiltà= non pervenuta, autocritica=non presente nel dizionario di riferimento. Ogni volta che danno luogo ad una iniziativa, sembra che debba essere la chiave di volta, la rivoluzione imminente, l&#8217;alba di un nuovo percorso. Se cerco, nei miei trenta anni di militanza, di trovare una cosa che sia nata a Roma e che sia ancora in essere, non trovo nulla, o sbaglio?</p>
<p>Sono talmente schifato dall&#8217;attuale panorama pollitico che stamane, mi è venuta anche una considerazione negativissima sull&#8217;iniziativa di Gilberto, mentre la vedevo.</p>
<p>La verità è che, al momento vedo tutto negativo.</p>
<p>ne parleremo da vicino, presto, mi auguro.<br />
Salute e Saluti<br />
E.P.</p>
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	<item>
		<title>Di: parafazul</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-46</link>
		<dc:creator>parafazul</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 13:26:10 +0000</pubDate>
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		<description>illusione rimane la parola chiave. chi sogna spera in qualcosa. inoltre il sogno é uno stato temporaneo, un tempio dove recarsi quando abbiamo bisogno di conforto. l'illusione invece, é permanente. una gran brutta bestia. si crede di vivere qualcosa che invece non é. non si sogna di raggiungere la meta, si é falsamente convinti di averlo già fatto... 
tra l'altro la mia non é una libera interpretazione del termine. la differenza di significato tra illusione e sogno é ben descritta dal vocabolario treccani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>illusione rimane la parola chiave. chi sogna spera in qualcosa. inoltre il sogno é uno stato temporaneo, un tempio dove recarsi quando abbiamo bisogno di conforto. l&#8217;illusione invece, é permanente. una gran brutta bestia. si crede di vivere qualcosa che invece non é. non si sogna di raggiungere la meta, si é falsamente convinti di averlo già fatto&#8230;<br />
tra l&#8217;altro la mia non é una libera interpretazione del termine. la differenza di significato tra illusione e sogno é ben descritta dal vocabolario treccani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Iosonostile</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-45</link>
		<dc:creator>Iosonostile</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 12:03:10 +0000</pubDate>
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		<description>spontaneo e toccante, il tuo commento mostra però il fianco su una parola chiave: illusione. Anche i sessantottini erano illusi. La differenza stava nella forza delle loro illusioni e nelle azioni che hanno compiuto in nome di un sogno. Oggi sono tutti immeritevoli, invece, di avere illusioni, visto che sono plastificate seriali e disumanizzanti. Paradossalmente la società del "consumo ergo sum" sorge sulle ceneri del '68. E oggi ci si illude al massimo di poter rimorchiare una bella donzella con la macchina costosa. Tra l'altro accade. Per cui sono illusioni dal respiro corto. E che non rendono migliori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>spontaneo e toccante, il tuo commento mostra però il fianco su una parola chiave: illusione. Anche i sessantottini erano illusi. La differenza stava nella forza delle loro illusioni e nelle azioni che hanno compiuto in nome di un sogno. Oggi sono tutti immeritevoli, invece, di avere illusioni, visto che sono plastificate seriali e disumanizzanti. Paradossalmente la società del &#8220;consumo ergo sum&#8221; sorge sulle ceneri del &#8216;68. E oggi ci si illude al massimo di poter rimorchiare una bella donzella con la macchina costosa. Tra l&#8217;altro accade. Per cui sono illusioni dal respiro corto. E che non rendono migliori.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: parafazul</title>
		<link>http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-44</link>
		<dc:creator>parafazul</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 11:30:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.internettuale.net/158/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-4#comment-44</guid>
		<description>letti ora i quattro capitoli. per uno come me, é difficile anche soltanto provare a paragonare qualcosa della mia vita ad un evento qualsiasi di quei magici anni. al di là di quello che abbia potuto provare leggendo (come per esempio l'invidia per luoghi di raduno dove le persone parlano e pensano CONTEMPORANEAMENTE e la musica meravigliosa che faceva da colonna sonora a quel periodo). sono racconti che conosco, realtà e idee che m'hanno sempre affascinato e nonostante ciò, non hanno avuto la meglio su altri effimeri piaceri. dal basso della mia ignoranza, dovuta all'assenza di lettura, studio e o interesse generale per tutto ciò che é cultura, sento il bisogno di alzare la mano e dire: quella vita era vera! noi drogati da falsi miti, assuefatti da vetrine zeppe di coloratissimi dolci sciapi, noi così illusi da essere convinti che siamo "cool". camminiamo infetti dalla malattia più brutta: l'illusione! la certezza che siamo diversi, supereroi, ribelli. oggi tutti dicono: io no, a me questo non succede, io non ci casco, io sono intelligente, a me le pubblicità non fanno effetto (no? sicuro sicuro?). in un mondo di supereroi, nessuno é super. paradossalmente solo il normale può essere diverso. e parlo di questo poichè ci manca una vera identità. parlo a nome di una generazione incomprensibile che ha poco da dare, e pretende di ricevere. come nella musica, l'armonia più semplice é la più difficile da comporre. noi complessi e vuoti, voi.... ecchettelodicoaffare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>letti ora i quattro capitoli. per uno come me, é difficile anche soltanto provare a paragonare qualcosa della mia vita ad un evento qualsiasi di quei magici anni. al di là di quello che abbia potuto provare leggendo (come per esempio l&#8217;invidia per luoghi di raduno dove le persone parlano e pensano CONTEMPORANEAMENTE e la musica meravigliosa che faceva da colonna sonora a quel periodo). sono racconti che conosco, realtà e idee che m&#8217;hanno sempre affascinato e nonostante ciò, non hanno avuto la meglio su altri effimeri piaceri. dal basso della mia ignoranza, dovuta all&#8217;assenza di lettura, studio e o interesse generale per tutto ciò che é cultura, sento il bisogno di alzare la mano e dire: quella vita era vera! noi drogati da falsi miti, assuefatti da vetrine zeppe di coloratissimi dolci sciapi, noi così illusi da essere convinti che siamo &#8220;cool&#8221;. camminiamo infetti dalla malattia più brutta: l&#8217;illusione! la certezza che siamo diversi, supereroi, ribelli. oggi tutti dicono: io no, a me questo non succede, io non ci casco, io sono intelligente, a me le pubblicità non fanno effetto (no? sicuro sicuro?). in un mondo di supereroi, nessuno é super. paradossalmente solo il normale può essere diverso. e parlo di questo poichè ci manca una vera identità. parlo a nome di una generazione incomprensibile che ha poco da dare, e pretende di ricevere. come nella musica, l&#8217;armonia più semplice é la più difficile da comporre. noi complessi e vuoti, voi&#8230;. ecchettelodicoaffare.</p>
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