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	<title>Commenti a: Il &#8217;68 di uno che c&#8217;era – 5</title>
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	<description>Internettuale.net. L’uomo di oggi. E, forse, di domani...</description>
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		<title>Di: parafazul</title>
		<link>http://www.internettuale.net/159/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-5/comment-page-1#comment-54</link>
		<dc:creator>parafazul</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 10:23:30 +0000</pubDate>
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		<description>caro E.B. porcamiseria quanti perchè. contano davvero così tanto?

Conan, qual è il meglio della vita?
Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro E.B. porcamiseria quanti perchè. contano davvero così tanto?</p>
<p>Conan, qual è il meglio della vita?<br />
Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine.</p>
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		<title>Di: E.B.</title>
		<link>http://www.internettuale.net/159/il-68-di-uno-che-cera-%e2%80%93-5/comment-page-1#comment-51</link>
		<dc:creator>E.B.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 13:51:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ho letto i tuoi raccontini, a cominciare dall&#039;1, ed anche i commenti io del &#039;68 e degli anni 70 (sì,.. lo so che sono due cose diverse, aspetta un attimo a polemizzare... fammi parlare) ho sempre capito poco, anche se - confesso - mi ha sempre intrigato, perchè appartengo alla prima delle generazioni post-, quella disincantata (o disinteressata, o disillusa, come vuoi, vedi ai commenti del tuo quarto episodio). Ho dunque sempre cercato di farmi un&#039;idea, ma che sia la mia, non di qualcun altro; farsi un&#039;idea senza pregiudizi - lo sai - non è mai un&#039;operazione facile in questo paese, comunque ci ho provato, stando ai fatti (anzi- l&#039;ultima cosa che ho appena finito di leggere è un bel resoconto - solo fatti e minima interpretazione - di quegli anni: Luca Pollini, I settanta) vengo alle tue pagine. 

Tralascio la prosa, da notista consumato, in stile «montagne russe» dall&#039;alto di concetti elaborati al basso di espressioni colloquiali. Mi piace l&#039;idea di raccontare a partire dal vissuto, dalle cose personalmente viste e sentite, dagli episodi apparentemente banali ma invece fondamentali per calarsi nel contesto e tentare di farsi un&#039;idea. Perchè non entri ancora più nell&#039;intimo di quegli anni? 

Nomi (e, se di personaggi noti, anche cognomi), vicende di vita (litigate, avventure di un giorno o di un&#039;estate, scopate (da quale idea del sesso veramente partivate e cosa vivevate in quegli anni?), come venivano percepite le grandi vicende politiche di rilievo nazionale, cioè con quanto scarto dalla realtà. Pensando ai commenti del quarto episodio, poi, io racconterei agli internettuali quelle cose che voi avete provato e i ragazzi di oggi no. Poi un giorno, ovviamente, anche loro scopriranno di avere cose da raccontare ai loro figli, ma questa è una consapevolezza che matura con il tempo. 

Perchè l&#039;hai scritto? Amarcord? Nostalgia? Senso di giustizia per riaffermare la verità?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto i tuoi raccontini, a cominciare dall&#8217;1, ed anche i commenti io del &#8217;68 e degli anni 70 (sì,.. lo so che sono due cose diverse, aspetta un attimo a polemizzare&#8230; fammi parlare) ho sempre capito poco, anche se &#8211; confesso &#8211; mi ha sempre intrigato, perchè appartengo alla prima delle generazioni post-, quella disincantata (o disinteressata, o disillusa, come vuoi, vedi ai commenti del tuo quarto episodio). Ho dunque sempre cercato di farmi un&#8217;idea, ma che sia la mia, non di qualcun altro; farsi un&#8217;idea senza pregiudizi &#8211; lo sai &#8211; non è mai un&#8217;operazione facile in questo paese, comunque ci ho provato, stando ai fatti (anzi- l&#8217;ultima cosa che ho appena finito di leggere è un bel resoconto &#8211; solo fatti e minima interpretazione &#8211; di quegli anni: Luca Pollini, I settanta) vengo alle tue pagine. </p>
<p>Tralascio la prosa, da notista consumato, in stile «montagne russe» dall&#8217;alto di concetti elaborati al basso di espressioni colloquiali. Mi piace l&#8217;idea di raccontare a partire dal vissuto, dalle cose personalmente viste e sentite, dagli episodi apparentemente banali ma invece fondamentali per calarsi nel contesto e tentare di farsi un&#8217;idea. Perchè non entri ancora più nell&#8217;intimo di quegli anni? </p>
<p>Nomi (e, se di personaggi noti, anche cognomi), vicende di vita (litigate, avventure di un giorno o di un&#8217;estate, scopate (da quale idea del sesso veramente partivate e cosa vivevate in quegli anni?), come venivano percepite le grandi vicende politiche di rilievo nazionale, cioè con quanto scarto dalla realtà. Pensando ai commenti del quarto episodio, poi, io racconterei agli internettuali quelle cose che voi avete provato e i ragazzi di oggi no. Poi un giorno, ovviamente, anche loro scopriranno di avere cose da raccontare ai loro figli, ma questa è una consapevolezza che matura con il tempo. </p>
<p>Perchè l&#8217;hai scritto? Amarcord? Nostalgia? Senso di giustizia per riaffermare la verità?</p>
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