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e Bruto fa lo stesso

Renzi si prepara alle elezioni
e Bruto fa lo stesso

Che soltanto da qualche anno i governi non siano espressione della volontà popolare è l’ennesima leggenda politica. Dalla nascita della Repubblica, i governi sono stati partoriti al chiuso di segreterie di partito, di consigli d’amministrazione, di ambasciate, di banche e, sovente, anche di logge più o meno segrete. Gli italiani votavano, dopodiché i partiti (e le correnti interne) contavano i voti rastrellati e cominciavano le trattative per formare una maggioranza di governo. Con l’avvento del bipolarismo (e di Silvio Berlusconi) gli elettori hanno avuto per qualche anno il potere di decidere la composizione del governo. Finché hanno dovuto scoprire che finanche i singoli parlamentari non erano da loro eletti direttamente.

La rovina di Berlusconi ha aperto al presidente della Repubblica spazi che nemmeno Francesco Cossiga aveva sognato nei momenti di maggior euforia.
Giorgio Napolitano ha lanciato subito un governo preconfezionato al Quirinale. Poi l’ha sostituito con un altro. Poi con un altro ancora. E oggi tutti accusano Matteo Renzi di non essere espressione della volontà popolare.

La leggenda di questo popolo esautorato, ignorato, sfruttato, scavalcato eccetera ecceterone rimbalza di bocca in bocca a tal punto che ci credono perfino gli stessi che l’hanno inventata.
La verità è che Silvio Berlusconi è stato l’unico presidente del Consiglio eletto dalla volontà popolare come lo è stato il suo avversario Romano Prodi. Gli altri presidenti del Consiglio, da Giuliano Amato a Massimo D’Alema, da Lamberto Dini a Mario Monti, a Enrico Letta e a Renzi, hanno okkupato Palazzo Chigi senza il crisma della volontà popolare.

Tra un paio di mesi, dalle elezioni europee usciranno i numeri aggiornati delle forze politiche in campo.
Se nel frattempo sarà stata varata la nuova legge elettorale, Renzi provocherà le elezioni politiche con la quasi certezza di prendere il numero di voti sufficienti a fare un governo non zavorrato dagli esponenti del cosiddetto Nuovo Centro Destra.

Ascoltando gli interventi di Renzi al Senato e alla Camera, mi sono convinto che egli non creda alla possibilità di fare le cose che ha detto e che perciò punti al rialzo, rinnovando la scommessa già fatta da Berlusconi vent’anni fa. C’è un solo modo, pensava il Cavaliere e oggi Renzi, per cambiare lo Stato dalle fondamenta, per tagliare le unghie ai supermanager statali e per togliere potere ai feudi burocratici, ed è avere una maggioranza blindata. Renzi sa che, oltre ad essere blindata nei numeri, lo dovrà essere soprattutto negli uomini (maschi e femmine).
Cesare, com’è noto, trova sempre un Bruto a sbarrargli la strada.
Giuseppe Spezzaferro

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