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Figli su misura

Il giornale inglese “Independent” ha pubblicato un intervento di Robert Lanza, biologo dell’azienda californiana all’avanguardia nelle tecniche di clonazione (Advanced Cell Technology), sull’ultima frontiera raggiunta. Lanza ha annunciato che è stata messa a punto una nuova tecnica per produrre figli su misura. Gli scienziati hanno utilizzato la nuova tecnologia per creare baby-topi dalle cellule cutanee di animali adulti: i baby-topi sono stati creati inserendo cellule cutanee di un animale adulto all’interno di embrioni allo stadio iniziale prodotti con la fertilizzazione in vitro. Alcune delle creature create erano cloni parziali, ma altri cloni esatti, proprio come la “pecora Dolly”. Ma a differenza della tecnica usata per la creazione di Dolly, la procedura usata in questo caso è così semplice ed efficiente che può essere utilizzata anche dai ginecologi che utilizzano la fertilizzazione “in vitro”.

Il biologo ha dichiarato: “Ancora non siamo alla clonazione, ma con questa nuova tecnica abbiamo la tecnologia che può davvero produrre un bambino”. I limiti (etici, religiosi, politici, sociali) imposti alla tecnologia si fanno sempre più deboli. Non è mai successo nella storia umana che una scoperta sia stata accantonata. La violazione di tutti i limiti cominciò quando Prometeo rubò il fuoco agli Dei. L’uomo non si è fermato nemmeno di fronte al pericolo dell’autodistruzione termonucleare e non si capisce perché si dovrebbe fermare nelle biotecnologie.

Lanza ha detto che la nuova tecnica dell’Advanced Cell Technology “solleva le stesse questioni etiche della clonazione riproduttiva” ed ha spiegato: “Sebbene la tecnologia per la clonazione riproduttiva ancora non esista, con questa tecnica disponiamo di una procedura grazie alla quale chiunque – giovane o vecchio, fertile o infertile, eterosessuale o gay – potrà trasmettere i propri geni a un bambino semplicemente usando poche cellule cutanee”. Questa tecnica, infatti, comporta la riprogrammazione genetica delle cellule cutanee che in questo modo tornano a uno stato embrionale. Ed è già stata utilizzata per riprodurre la discendenza di cavie di laboratorio, creature che sono cloni completi o chimere genetiche di topi adulti le cui cellule cutanee erano state riprogrammate.

Gli esperimenti sui topi hanno dimostrato che ora è possibile in via di principio prendere una cellula cutanea umana, riprogrammarla fino al suo stato embrionico e poi inserirla in un embrione umano allo stadio iniziale. Il bimbo riprodotto condividerà alcuni dei geni della persona che ha fornito il tessuto cutaneo, ma anche i geni dei due genitori dell’embrione. Queste creature sono un misto genetico di due o più individui perché alcune delle loro cellule derivano dall’embrione e altre dalla cellula cutanea. Da un punto di visto tecnico, il bimbo nato in questo modo avrà tre genitori naturali; e secondo Lanza, questi embrioni-chimera daranno vita probabilmente a bimbi perfettamente sani. Gli studi sui topi hanno dimostrato che è possibile dar vita a discendenti perfettamente clonati che sono identici al 100% da un punto di vista genetico al topo adulto; l’obiettivo è stato raggiunto usando un embrione di topo difettoso, con quattro serie di cromosomi invece delle normali due. Questo embrione tetraploide si sviluppa solo nella placenta del feto e quanto viene iniettato in esso una cellula cutanea riprogrammata, il resto del feto si sviluppa a partire da questa cellula e diventa un clone di quello di cui è stato usata dalla pelle.

Lanza ha avvertito che gli esperimenti compiuti dalla sua azienda dimostrano quanto sia facile utilizzare la tecnologia per produrre cloni o baby-chimera semplicemente inserendo cellule staminali polivalenti all’interno di embrioni umani allo stadio iniziale. La tecnica non è proibita in molti Paesi, proprio perché la legislazione non ha tenuto il passo con gli sviluppi scientifici. In Gran Bretagna, lo Human Tissue and Embryos Bill all’esame del Parlamento non fa menzione della tecnica con le cellule staminali polivalenti. Ed è l’ennesima prova che i processi legislativi sono più lenti di quelli tecnologici. La fantascienza è già arrivata e tocca prenderne atto.

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