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…la grammatica

Europ Assistance non assicura…
…la grammatica

Chi non sa usare forchetta e coltello sostiene che il pollo si mangia con le mani. E trova crescenti consensi giacché in famiglia oramai si mangia “comodi” e cioè con i gomiti ben piantati sul tavolo, oppure con un braccio a sostenere la testa riversa nel piatto, la bocca spalancata in una rumorosa masticazione e le dita che esplorano cosce di pollo e cibi vari.
Sono una vera rarità quei genitori che insegnano a servirsi delle posate e a bere dal bicchiere senza gorgogliare. Roba da vecchi! Oggi ciascuno è libero di fare quello che gli pare. Le regole sono cianfrusaglie che non vale la pena conservare.

È ovvio che la libertà (quella vera) non consiste nel mangiare con le mani o nell’indossare leggings su culi abnormi, panze strabordanti e cosce tozze oppure nell’uso di un linguaggio osceno nonché sgrammaticato. Ma è difficile spiegarlo. La replica solita è la seguente: «Chi ti credi di essere? chi ti autorizza a dirmi cosa fare? pensa ai fatti tuoi!».

Da poveri ignoranti cafoncelli non ci si può aspettare nient’altro. Purtroppo – ed è qui che il fenomeno si mostra irreversibile – il disprezzo per le regole è un dato comune e diffuso anche ai cosiddetti “piani alti”.
Oltre alla buona educazione, il prezzo più salato lo paga la grammatica. Ci sono addirittura costosissime scuole che incidono l’errore su lapide (v. http://www.internettuale.net/1356/la-culona-in-fuso-e-i-professori-ignoranti), per cui denuncio la scarsa utilità dei miei appunti. Ciononostante insisto perché sono testardo (e affezionato alla lingua italiana).

Qui sopra pubblico un poster curato da una grossa società, che così si autodefinisce: «Il Gruppo Europ Assistance è compagnia di assicurazione tra i leader mondiali nel settore dell’assistenza privata». Una multinazionale affollata di direttori, manager, esperti e professionisti d’ogni genere ma che non ha nemmeno uno straccio di correttore di bozze.

Il manifesto che ho fotografato è stato molto probabilmente stilato da un’apposita società di comunicazione con tanto di copywriter, art director eccetera ecceterone, con evidenti scarse cognizioni di grammatica.
Sull’affisso, infatti, è scritto “accompagnamo”. La desinenza della prima persona plurale del presente indicativo dei verbi regolari di prima coniugazione è “iamo”, quindi avrebbero dovuto scrivere “accompagniamo”.
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Ma cosa vuoi che sia una “i” in più o in meno! È una pinzillacchera, della quale non frega a nessuno e della quale nessuno s’accorge. Per di più Europ Assistance mica assicura la grammatica.
Giuseppe Spezzaferro

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