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	<title>Commenti a: Il &#8216;68 di uno che c&#8217;era – 10</title>
	<link>http://www.internettuale.net/168/il-68-di-uno-che-cera-10</link>
	<description>Internettuale.net. L’uomo di oggi. E, forse, di domani...</description>
	<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 09:04:10 +0000</pubDate>
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		<title>Di: achille biele</title>
		<link>http://www.internettuale.net/168/il-68-di-uno-che-cera-10#comment-81</link>
		<dc:creator>achille biele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 21:10:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.internettuale.net/168/il-68-di-uno-che-cera-10#comment-81</guid>
		<description>Ho letto con grande interesse le prime 10 puntate della rivisitazione del Sessantotto, ritrovando sensazioni e sogni che mi appartennero e che, certamente, non furono figlie solo di quel momento storico, anzi -potremmo dire- nascono da un modo di essere e di porsi nei confronti del mondo che ha radici antiche. Nulla accade nel mondo di realmente nuovo, tutto -anche se rinnovato nella forma- si ispira e deriva da idee eterne.
Il mio personale Sessantotto, il mio "ribellarmi al mondo borghese", non aveva il sapore di una rivolta generazionale, anzi mi sentivo molto vicino ai nostri padri che -bruciando la propria gioventù, talvolta la vita- avevano scelto dopo il famigerato 8 settembre la strada dell'onore e del sacrificio, anche quando sarebbe stato facile (e per milioni di italiani lo è stato) cambiare bandiera approfittando della confusione generale in cui era caduta la nazione.
I nostri padri, mio padre, non fecero quella scelta facile e ne patirono amare conseguenze. Di questo ero e sono fiero; quindi perché ritenere la mia scelta una rivolta generazionale? Nient'affatto! Cercavo in quegl'anni semplicemente di combattere l'omologazione borghese che appiattiva le nostre coscienze e lo strapotere marxista che dettava legge nelle analisi socio-culturali.
Il Sessantotto fu una meteora improvvisa ed imprevedibile, un tram che per caso passava sulla nostra strada, un'occasione che avremmo potuto sfruttare per realizzare un sogno antico.
Non ce l'abbiamo fatta a prendere quel tram. Ma le nostre idee erano allora e restano oggi sempre le stesse. Quelle dei nostri padri. Purtroppo sono sempre quelle perdenti. Chissà?! Sarà il nostro destino!
L'unico vero problema è che 40 anni fa non solo eravamo più giovani e più idealisti, ma eravamo anche un gruppo umano compatto. Oggi siamo solo cani sciolti e senza bussola.
Allora, a che serve rammentare la nostra balda gioventù? A spronarci a  rimboccare le maniche o a continuare a commiserarci?
Ai posteri l'ardua sentenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con grande interesse le prime 10 puntate della rivisitazione del Sessantotto, ritrovando sensazioni e sogni che mi appartennero e che, certamente, non furono figlie solo di quel momento storico, anzi -potremmo dire- nascono da un modo di essere e di porsi nei confronti del mondo che ha radici antiche. Nulla accade nel mondo di realmente nuovo, tutto -anche se rinnovato nella forma- si ispira e deriva da idee eterne.<br />
Il mio personale Sessantotto, il mio &#8220;ribellarmi al mondo borghese&#8221;, non aveva il sapore di una rivolta generazionale, anzi mi sentivo molto vicino ai nostri padri che -bruciando la propria gioventù, talvolta la vita- avevano scelto dopo il famigerato 8 settembre la strada dell&#8217;onore e del sacrificio, anche quando sarebbe stato facile (e per milioni di italiani lo è stato) cambiare bandiera approfittando della confusione generale in cui era caduta la nazione.<br />
I nostri padri, mio padre, non fecero quella scelta facile e ne patirono amare conseguenze. Di questo ero e sono fiero; quindi perché ritenere la mia scelta una rivolta generazionale? Nient&#8217;affatto! Cercavo in quegl&#8217;anni semplicemente di combattere l&#8217;omologazione borghese che appiattiva le nostre coscienze e lo strapotere marxista che dettava legge nelle analisi socio-culturali.<br />
Il Sessantotto fu una meteora improvvisa ed imprevedibile, un tram che per caso passava sulla nostra strada, un&#8217;occasione che avremmo potuto sfruttare per realizzare un sogno antico.<br />
Non ce l&#8217;abbiamo fatta a prendere quel tram. Ma le nostre idee erano allora e restano oggi sempre le stesse. Quelle dei nostri padri. Purtroppo sono sempre quelle perdenti. Chissà?! Sarà il nostro destino!<br />
L&#8217;unico vero problema è che 40 anni fa non solo eravamo più giovani e più idealisti, ma eravamo anche un gruppo umano compatto. Oggi siamo solo cani sciolti e senza bussola.<br />
Allora, a che serve rammentare la nostra balda gioventù? A spronarci a  rimboccare le maniche o a continuare a commiserarci?<br />
Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.</p>
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		<title>Di: Antonello</title>
		<link>http://www.internettuale.net/168/il-68-di-uno-che-cera-10#comment-76</link>
		<dc:creator>Antonello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 13:08:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.internettuale.net/168/il-68-di-uno-che-cera-10#comment-76</guid>
		<description>Finalmente l'89 !!!  (il sessantotto rovesciato...che potrebbe pure essere il titolo dell'operazione revisionista...) Bravo:soffice come un marshmallow,amaro come un lampascione e sorprendente come un chicco di pietra nel risotto ! voglio leggerlo e gustarmelo con calma,quindi lo cellulosizzo(mi sembrava poca ed ordinaria cosa dire, lo stampo...) e ti riferisco la sensazione on the second thoughts,qualificandolo già da ora,come lettura da brandy,senza cursori che lampeggiano sulle palle degli occhi...Ma secondo me,tutto ha avuto inizio, assaggiando una qualche madeleine,anche per te......

Ps: Abolire le reticenze,ti collocherebbe agli albori del travaglianesimo,qualificandoti come fonte persino esente dai rigori sistematici del "Rerum italicarum scriptores",Demiurgo della metamorfosi della cronaca,insomma, potrebbe fare di te lo Storico del passato prossimo,più prolifico e ricattatorio di tutti gli archivi di Malaparte messi insieme,e senza Costanzo tra le palle,per giunta...sù, allez ,più coraggio,più spregiudicatezza(magari in un link a pagamento per i nomi,o in un pamphlet anonimo tipo "Via col vento in Vaticano" recapitato agli abbonati.....) altrimenti te lo ritrovi su La Repubblica firmato da Storace...  

Antonello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente l&#8217;89 !!!  (il sessantotto rovesciato&#8230;che potrebbe pure essere il titolo dell&#8217;operazione revisionista&#8230;) Bravo:soffice come un marshmallow,amaro come un lampascione e sorprendente come un chicco di pietra nel risotto ! voglio leggerlo e gustarmelo con calma,quindi lo cellulosizzo(mi sembrava poca ed ordinaria cosa dire, lo stampo&#8230;) e ti riferisco la sensazione on the second thoughts,qualificandolo già da ora,come lettura da brandy,senza cursori che lampeggiano sulle palle degli occhi&#8230;Ma secondo me,tutto ha avuto inizio, assaggiando una qualche madeleine,anche per te&#8230;&#8230;</p>
<p>Ps: Abolire le reticenze,ti collocherebbe agli albori del travaglianesimo,qualificandoti come fonte persino esente dai rigori sistematici del &#8220;Rerum italicarum scriptores&#8221;,Demiurgo della metamorfosi della cronaca,insomma, potrebbe fare di te lo Storico del passato prossimo,più prolifico e ricattatorio di tutti gli archivi di Malaparte messi insieme,e senza Costanzo tra le palle,per giunta&#8230;sù, allez ,più coraggio,più spregiudicatezza(magari in un link a pagamento per i nomi,o in un pamphlet anonimo tipo &#8220;Via col vento in Vaticano&#8221; recapitato agli abbonati&#8230;..) altrimenti te lo ritrovi su La Repubblica firmato da Storace&#8230;  </p>
<p>Antonello</p>
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