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Rutelli al Copasir? Aiutoooo!

Una delle postazioni più delicate è quella della presidenza del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) che per prassi deve essere assegnata all’opposizione. Durante i venti mesi del governo Prodi, presidente del Comitato è stato Claudio Scajola (PdL), con la vicepresidenza di Massimo Brutti (Pd). Girano voci che la poltrona l’andrebbe ad occupare Francesco Rutelli, che sconfitto da Gianni Alemanno a Roma, vuole per sé un ufficio di prestigio. Purtroppo lo sconquasso nella casa gestita da Walter Veltroni è tale da non consentire alternative. Già una volta Rutelli ha dovuto mangiare pane e cicoria e perciò non è disposto a nessun passo indietro. Le probabilità che assuma la presidenza del Copasir sono molto alte. Tocca trovargli un’alternativa in grado di fargli cambiare idea. In certi ruoli occorrono certe persone. Non c’è niente da fare. Puoi essere il più bravo politico del mondo ma se non hai doti specifiche (riservatezza etc.) è più salutare per tutti tenerti lontano da dossier, schede e top secret d’ogni genere. E’ vero che per persone invecchiano e maturano, ma il Copasir è roba troppo seria per uno che diceva che Roma era più sicura di Milano, che la destra sfruttava una sensazione di paura, e contemporaneamente scriveva sui manifesti con il faccione serio: “più sicurezza”. Il Pd potrebbe candidare Arturo Parisi, che come ministro della Difesa ha dimostrato di essere buon servitore dello Stato. E, poi, i sardi sono taciturni per definizione, mentre i romani sono chiacchieroni per tradizione. Staremo a vedere. Intanto, spieghiamo meglio cos’è l’organo del Parlamento italiano con funzioni di controllo sui servizi segreti.

Dal 2007, il Copasir sostituisce il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (Copaco). Il Copasir è composto da cinque deputati e altrettanti senatori, nominati dai presidenti di Senato e Camera, in modo da rappresentare proporzionalmente le diverse forze politiche. Il presidente del Copasir viene poi eletto tra i componenti appartenenti ai gruppi parlamentari dell’opposizione. Le sue funzioni di vigilanza sono disciplinate dall’articolo 31 della legge 3 agosto 2007 n. 124. La riforma del Copasir rafforza l’autorità del Comitato, che può togliere il segreto di Stato su determinati avvenimenti, se tutti i suoi membri sono d’accordo, e ha sostituito Sismi, Sisde, Censis con Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise), Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) e Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis). La riforma stabilisce anche che il segreto di Stato possa durare al massimo quindici anni, rinnovabili con altri quindici con un apposito decreto del presidente del Consiglio. Potrebbero essere così presto desecretati incartamenti riguardanti le stragi di piazza Fontana (1969), Brescia (1974), Bologna (1981) e le bombe al treno Italicus (1974). L’attenzione è puntata soprattutto sugli incartamenti riguardanti il rapimento e l’assassinio dell’onorevole Aldo Moro (1978).

Il nuovo presidente del Copasir dovrà concludere la riforma, così come aveva annunciato l’ex presidente Scajola: “I regolamenti di attuazione della legge di riforma dei servizi di intelligence saranno emanati nella prossima legislatura, dopo che il futuro governo avrà acquisito il prescritto parere del nuovo Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica”.

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