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Il ’68 di uno che c’era – 1 Documenti

In molti mi hanno chiesto di approfondire la vicenda degli scontri del ’66 e della morte di Paolo Rossi. Ripeto: non c’ero. Ma ormai ne ho parlato e non posso ignorare le richieste. E’ ovvio che di quei fatti ho sentito le versioni di quelli che c’erano. Alcuni li ho conosciuti bene perché con loro ho fatto politica all’università e fuori. Sono passati più di quarant’anni e credo di dare un contributo storico riportando il testo integrale del dibattito che si tenne alla Camera dei Deputati il 29 aprile 1966 (in fondo formato pdf). Per i giovani e per chi non ricorda, faccio brevi riferimenti al quadro politico e, soprattutto, metto i nomi e brevi note ai cognomi riportati dal resoconto della Camera.

Siamo nella IV Legislatura, durata dal 16 maggio 1963 al 4 giugno 1968. In quei cinque anni canonici si avvicendarono quattro governi:

I Governo Leone 21.06.1963 – 04.12.1963

I Governo Moro 04.12.1963 – 22.07.1964

II Governo Moro 22.07.1964 – 23.02.1966

III Governo Moro 23.02.1966 – 24.06.1968.

I politici che troviamo nel dibattito di quel 29 aprile sono:

Brunetto Bucciarelli-Ducci (Dc): il 26 giugno 1963 prese il posto di Giovanni Leone (nominato presidente del Consiglio) alla presidenza della Camera, restandoci fino a giugno ’68.

Luigi Berlinguer: deputato Pci dal 1963 al 1969.

Francesco Cacciatore (detto Cecchino), deputato Psiup (Partito socialista italiano di unità proletaria; sparito nel 1972). Un “carrista”, cioè uno di quelli che avevano approvato nel ’56 l’invasione dei carri armati sovietici in Ungheria.

Maria Lisa Conciari Rodano, deputata Pci dal 1948 al ’68. Arrestata nel maggio 1943, liberata a luglio, ha partecipato alla Resistenza a Roma dal settembre 1943 al giugno 1944, militante del Movimento dei cattolici comunisti e dei Gruppi di difesa della donna.

Tristano Codignola (Psi): Liberalsocialista, fu tra i fondatori del Partito d’Azione. Nel 1968 propose l’amnistia per i reati politici legati alle agitazioni di massa del periodo.

Luigi D’Amato (Dc), editore poi de “Il Fiorino” e de “Il Giornale d’Italia”, nei quali andranno a lavorare poi numerosi ragazzi del ’66 e del ’68.

Raffaele Delfino (Msi): deputato dal 1958 al 1979. Fu tra i protagonisti della scissione del Msi per fondare il 21 dicembre 1976 Democrazia Nazionale-Costituente di Destra, morta il 16 dicembre 1979.

Giovanni Battista Melis (Pri), già tra i primi dirigenti del Partito sardo d’azione.

Raimondo Milia, ex Pri confluito nel Pdium (Partito democratico italiano di unità monarchica), nato l’11 aprile 1959 dalla riunificazione del Partito nazionale Monarchico (Pnm) e del Partito monarchico popolare (Pmp), che si erano separati nel 1954. Alle politiche del 1968 il Pdium prese 300.000 voti e 6 deputati e il 10 luglio 1972, si sciolse e confluì nel Movimento sociale italiano – Destra nazionale (Msi-Dn).

Flavio Orlandi (Psdi), il 17 novembre 1966 aderì come gli altri Gruppo Partito socialista italiano-Partito socialista democratico italiano unificati, che si sciolse poi il 4 giugno 1968.

Randolfo Pacciardi (Pri). L’importanza di Pacciardi è tale che mi riservo di parlarne in seguito. Qui incollo due righe prese sul web da Wikipedia: “Pacciardi fu sospettato nel 1968 di aver appoggiato il cosiddetto Piano Solo. Al partito di Pacciardi si richiamava in effetti il gruppo universitario Primula Goliardica, nato in realtà da una costola del FUAN romano, protagonista del fenomeno del Nazi-maoismo e poi confluito nel movimento Lotta di Popolo”.

Giovanni Roberti (Msi), capo storico della Cisnal (Confederazione italiana sindacati nazionali dei lavoratori).

Pier Luigi Romita (Psdi), sottosegretario alla Pubblica istruzione (1966-1968 e 1970-72). Il ministro era Luigi Gui (Dc).

Paolo Emilio Taviani (Dc), ministro dell’Interno dal 1962 al ’68. Medaglia d’oro della Resistenza. Fu tra i comandanti della Pinan Cichero, la divisione partigiana che operava nel Levante della Provincia di Genova. Fu uno degli ideatori della teoria degli “opposti estremismi”.

Salvatore Valitutti (Pli).

Per non appesantire questa introduzione, evito di parlare della composizione di quei governi, delle mutazioni dei partiti, e delle guerre interne. Prevedo che scrivendo scrivendo non mancheranno laddove necessari i richiami chiarificatori.

Giuseppe Spezzaferro
(Puccio Borbonico)

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Scarica il pdf che è il documento integrale del dibattito alla Camera sugli scontri alla Sapienza e la morte dello studente Paolo Rossi.

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