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Kuwait-Italia: si conclude l’accordo
annunciato a febbraio da Enrico Letta

Il Fondo strategico italiano (Fsi) ha annunciato la nascita di una nuova società (Fsi Investimenti) costituita con Kuwait investment authority (Kia). La nuova società, con risorse pari a 2,185 miliardi di euro, sarà detenuta per circa il 77% da Fsi e per circa il 23% da Kia.
Kia è un fondo sovrano (attività per circa 410 miliardi di dollari) che gestisce i soldi derivanti dal petrolio. Con sede a Kuwait City e filiali a Londra e a Pechino, il fondo Kia fa investimenti sui mercati internazionali. L’impegno di Kia nella Fsi Investimenti è di 500 milioni di euro (dei quali circa 352 milioni saranno versati nei prossimi giorni).

Fondo strategico italiano Spa è una holding di partecipazioni creata da una legge apposita con un capitale di partenza di 4,4 miliardi di euro e con l’obiettivo di raccogliere fino 7 miliardi di euro.
Gli azionisti di Fsi sono la Cassa depositi e prestiti (77,7%), la Banca d’Italia (20%) e la Fintecna (2,3%), che è la società di proprietà della Cdp costituita per fare “dismissioni” in Italia e all’estero.

L’accordo tra Fsi e Kia era stato preannunciato da Enrico Letta a febbraio scorso nell’ambito della “crescita” di Fondo strategico italiano.

Una nota Fsi informa che l’accordo prevede «il conferimento da parte di FSI di tutte le partecipazioni attualmente detenute in portafoglio, ad esclusione della partecipazione in Assicurazioni Generali, per la quale è contrattualmente prevista la vendita entro il 31 dicembre 2015, e del 40% di Ansaldo Energia, oggetto di cessione a Shanghai Electric Corporation». Parallelamente sono previste «le partecipazioni di FSI nelle seguenti società: Metroweb Italia, Kedrion Group, Valvitalia, SIA, IQ Made in Italy Investment Company ed una parte della partecipazione in Ansaldo Energia (corrispondente al 44,55% della stessa)».

A COSA SERVE FINTECNA
Torno sulla funzione di Fintecna, riportando dal sito che «ha per oggetto: – l’assunzione, gestione e dismissione di partecipazioni in Società o Enti, operanti in Italia ed all’Estero nei settori industriale, immobiliare e dei servizi, che risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzati da adeguate prospettive di redditività, nonché la gestione e dismissione di partecipazioni, già possedute, in Società o Enti in genere, ivi compresi quelli in stato di liquidazione, operanti in Italia ed all’Estero nei settori industriale, immobiliare e dei servizi, nonché il compimento di attività di servizio connessa alla gestione di società, enti e aziende in genere, anche afferente a processi di liquidazione; il tutto, comunque, con esclusione di qualsiasi attività finanziaria nei confronti del pubblico; – l’acquisto e l’alienazione di beni immobili di qualunque genere o destinazione, lo svolgimento di operazioni e negozi giuridici di qualunque natura riguardanti gli stessi, ivi compresa la locazione, l’affitto, la concessione in godimento ed il rilascio di garanzie reali, il tutto sia in Italia che all’Estero, sia in proprio che per conto terzi».

L’accordo con il fondo del Kuwait arriva dopo la joint venture, costituita a marzo, tra Fsi e Qatar holding (Qh) di 2 miliardi di euro denominata “IQ Made in Italy Investment Company”.
«Il perimetro di investimento di IQ Made in Italy Investment Company S.p.A. – si legge in una nota – è costituito dalle società italiane che operano in alcuni settori del “Made in Italy”: Marchi, Arredo & Design, Alimentare e Turismo».

Prima ancora (nel 2013) Fsi aveva sottoscritto un accordo con Russian direct investment fund (Rdif) con risorse fino a 1 miliardo per gli investimenti nell’ambito della cooperazione economica tra Italia e Russia.
Rdif è un fondo di investimento con 10 miliardi di dollari creato dal governo russo nel 2011.
Giuseppe Spezzaferro

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