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Ma quanti compagni hanno votato Lega?

L’Istituto Cattaneo di Bologna ha svolto un’indagine sul voto del 13 e 14 aprile scorsi in sette città della Lombardia e dell’Emilia Romagna. I risultati sono in controtendenza rispetto alle analisi politologiche fatte sul dopo elezioni. Le politiche – dice la ricerca – sono state segnate da tre cruciali movimenti di voto:

– il crollo della Sinistra radicale, che ha perso 2,4 milioni di voti, più che dimezzando il proprio elettorato del 2006 (-61,5%);

– il successo della Lega nord, che ha acquistato quasi 1,3 milioni di voti, con un incremento del 75% rispetto al 2006;

– l’incremento del non-voto (astensionisti e voti non validi), con una diminuzione dei voti validi di 1,7 milioni, dovuta principalmente all’aumento di coloro che non si sono recati alle urne, che hanno fatto registrare – assieme alle elezioni del 1996 – l’incremento maggiore della storia repubblicana fra un’elezione e la precedente (+3,1% di non votanti su elettori).

Questi tre spostamenti elettorali hanno condizionato tutti gli altri, e dalla loro corretta analisi deriva l’interpretazione dell’intera dinamica di queste elezioni. Tuttavia, avvertono i ricercatori del Cattaneo, risalire ai reali flussi elettorali non è facile, in quanto è evidente che se un partito A perde il 5% di voti verso il partito B e questo ne perde altrettanti verso il partito C, dai saldi finali – che sono gli unici elementi immediatamente disponibili – emergerebbe una stasi del partito B che invece ha avuti sommovimenti all’interno del suo corpo elettorale. Un’interpretazione ingenua e semplicistica potrebbe far pensare, erroneamente, a un travaso diretto di voti fra A e C (che hanno ceduto e acquistato voti nella stessa misura). Il mero confronto fra gli stock di voti di due elezioni non è dunque sufficiente a spiegare gli spostamenti di voto effettivamente avvenuti; anzi, può essere gravemente fuorviante.

L’individuazione dei reali flussi elettorali, spiegano gli analisti dell’Istituto Cattaneo, può avvenire mediante due tecniche.

La prima consiste nell’intervistare un campione di elettori sul voto dato e sul voto precedente (con i problemi connessi a tutte le forme di sondaggio elettorale, in questo caso aggravati dalle défaillances della memoria e dalla riluttanza degli intervistati ad ammettere il loro eventuale astensionismo).

La seconda consiste nella stima statistica dei flussi condotta sui risultati delle sezioni elettorali di singole città (la tecnica – detto “modello di Goodman” – non è applicabile sull’intero paese, né su aggregati territoriali troppo ampi, come potrebbero essere le regioni del Nord, ecc.).

L’Istituto Cattaneo ha applicato il secondo dei due metodi sopra esposti per effettuare la stima dei flussi elettorali su 4 città della Lombardia e 3 dell’Emilia-Romagna. Sono state scelte due regioni del Nord perché questo permette di analizzare il voto alla Lega. Sono state scelte Lombardia e Emilia-Romagna come rappresentanti, rispettivamente, di un’area di insediamento storico della Lega e di “nuovi territori” di avanzata della stessa. In Lombardia sono stati analizzati i casi di Milano, Brescia, Como e Varese. La loro dinamica elettorale in termini di risultati finali è simile: la Sinistra arcobaleno ha perso dovunque fra i 4,4 e i 5,3 punti percentuali; la Lega nord ha guadagnato dovunque fra i 5,4 e i 6,6 punti percentuali; il Popolo della libertà ha perso dovunque fra i 3,7 e i 6,2 punti percentuali. Solo il non-voto presenta, pur sempre col segno positivo, un’anomalia, costituita dall’incremento di 9,8 punti percentuali a Como (nelle altre città cresce fra i 2,2 e il 4,8 punti percentuali). In Emilia-Romagna sono state analizzate le città di Bologna, Modena e Reggio Emilia. Anche in questa regione le città esaminate presentano dinamiche simili. La Sinistra arcobaleno perde in misura simile, fra i 4,7 punti percentuali di Bologna e i 5,1 delle altre due città. La Lega avanza in tutte e tre le città, con un incremento più contenuto a Bologna (+1,8 punti) e maggiore a Reggio e Modena (+ 3,0 circa); in tutti e tre i casi si il numero di voti conseguiti dalla Lega è comunque più che raddoppiato rispetto al 2006. Il Popolo della libertà perde a Modena e Bologna (circa 2 punti percentuali), ma tiene a Reggio. Il non-voto aumenta fra 3,5 e 4,4 punti percentuali in tutte e tre le città.

E’ un’indagine parziale e perciò è quantomeno azzardato trarre conclusioni complessive. L’unica cosa certa è che l’Istituto Cattaneo nega che molti compagni abbiano votato Lega. E l’internettuale comprende perfettamente quant’è grave per i compagni scoprire il “tradimento” in famiglia.

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