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L’Inps più incassa e più spende

L’Istituto nazionale della previdenza sociale ha registrato nel 2013 un aumento del 3,9% delle entrate rispetto al 2012. Ma le spese sono aumentate del 3,8%. A fronte dei circa 397 miliardi di euro in entrata (396.821 milioni, per l’esattezza) l’Inps ha sborsato circa 407 miliardi (esattamente 406.696 milioni). Con un passivo, quindi, di 9.875 milioni.
Queste cifre sono state illustrate oggi alla Camera dei deputati da Vittorio Conti, commissario straordinario dell’Inps.

Ma come ha fatto l’Inps ad accumulare un passivo del genere, considerato che circa 7 milioni di pensionati intascano ogni mese una pensione inferiore ai 1.000 euro lordi? In cifra tonda l’Inps ha speso per le pensioni circa 267 miliardi (266.887 milioni).
Nessun mistero: l’Inps non è soltanto, come dice il nome, un istituto di previdenza, ma è anche un istituto di assistenza. Una parte dei quattrini, che i lavoratori sborsano per assicurarsi la pensione, serve a finanziare la Cassa integrazione. Nel 2013 l’Inps ha speso 6,7 miliardi di euro per la Cig.
Per i trattamenti di disoccupazione, inoltre, l’Inps ha speso altri 4.554 milioni di euro.
In totale la spesa per prestazioni “temporanee” è stata nel 2013 di 36.325 milioni.
Altri 2.803 milioni sono le spese di funzionamento (i dipendenti oggi sono 32 mila).

I conti sono destinati a peggiorare di anno in anno. Nessuna “riforma” delle pensioni potrà risanare il bilancio dell’Inps. C’è una sola strada: ripristinare le funzioni previste nel 1933 quando la Cassa si chiamava Istituto nazionale fascista della previdenza sociale. E la Cig? E la disoccupazione? E tutto il resto? Lo Stato inventi qualche altro strumento per fare assistenza.
Giuseppe Spezzaferro

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