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a 2 trilioni e 163,3 miliardi di euro

Bankitalia: debito pubblico
a 2 trilioni e 163,3 miliardi di euro

A maggio il debito pubblico è arrivato a 2 trilioni e 166,3 miliardi di euro. È il nuovo record. Il bollettino statistico della Banca d’Italia appena pubblicato registra che, nel solo mese di maggio, il debito pubblico è aumentato di ben 20 miliardi di euro.
Da gennaio a oggi il debito pubblico è cresciuto di 96 miliardi (+4,7%). Eppure da gennaio a maggio le entrate tributarie sono cresciute. A maggio sono stati incassati 31 miliardi di euro.

Per un’analisi più approfondita rimando al bollettino Bankitalia (http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2014/sb37_14/suppl_37_14.pdf). Ma al di là di numeri e percentuali, il dato fondamentale resta uno e uno soltanto: lo Stato più incassa e più spende.

I TRUCCHI PER SPENDERE DI PIÙ
È vero che la spending review, cioè la revisione della spesa pubblica, ha bloccato le assunzioni nei ministeri e nelle mille aziende statali, ma nessuna legge impedisce di fare contratti di consulenza o di inventare nuovi uffici per i commissari (oramai ce n’è uno per ogni settore). Non va dimenticato, inoltre, che qualsiasi cosa compri un ufficio pubblico (dal toner per la fotocopiatrice alla carta igienica) ha un… sovrapprezzo.

Anni fa, ero inviato alla Regione Lazio (sede della Pisana) per seguire i lavori del Consiglio regionale, delle commissioni (una marea) e fare interviste. Un anno ricordo che alla Sanità era assessore Violenzio Ziantoni, un democristiano di razza, il quale s’era messo in testa di fare un centro unitario di spesa. Aveva scoperto, comprando in farmacia una confezione di ovatta, che gli ospedali pagavano prezzi esorbitanti. A lui, privato cittadino, una singola confezione era costata, diciamo, 300 lire (non ricordo esattamente la cifra) e al Policlinico, che la comprava all’ingrosso, l’ovatta costava di più.

Il progetto di Ziantoni prevedeva l’acquisto, per esempio, di un milione di confezioni di siringhe e poi la distribuzione a ciascun ospedale secondo necessità. Scoppiò la rivolta. Era evidente (e lo è tuttora) che in ogni ospedale si fossero consolidati meccanismi negli appalti e forniture, che il centro unitario di spesa regionale avrebbe messo in crisi.

LA GUERRA DELLE LASTRE
Ricordo in particolare la rivolta dei radiologi. In un ospedale sostenevano che le lastre X fossero migliori di quelle Y, mentre in un altro era l’esatto contrario e in un altro ancora si preferivano lastre di un terzo tipo. Quali lastre avrebbe comprato il centro unitario? Un radiologo mi disse che mai avrebbe usato le lastre x perché avevano una definizione insufficiente.
Cosa è cambiato da allora? Se qualcosa è cambiato, lo è stato in peggio, come dimostra l’aumento della spesa pubblica.
Giuseppe Spezzaferro

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