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Cipro verso la riunificazione (l’Ue val bene una… messa)

Al via mercoledì 3 settembre i negoziati per la riunificazione dell’isola di Cipro. Per fare la pace si incontreranno il presidente della Repubblica di Cipro (zona greca), Demetris Christofias e il leader della Repubblica Nord di Cipro (zona turca), Mehmet Ali Talat. Dopo 24 anni di conflitto più o meno cruento, l’isola ritroverà, dunque, l’unità.

Ma a cosa si deve? Ad una ventata pacifista? Alla buona volontà dei capi? No. Il vertice di pace è dovuto ad un’illuminazione turca sulla via di Bruxelles. L’ostacolo più grosso all’ingresso dei turchi nell’Ue è costituito proprio da Cipro, perchè Ankara non ha mai riconosciuto il legittimo governo cipriota. Dato che Cipro è Stato membro dell’Unione europea, la Turchia non avrebbe avuto alcuna seria possibilità di essere accettata.

Su temi quali libertà, democrazia e corruzione è sempre possibile trovare compromessi (il caso delle Olimpiadi in Cina è illuminante) ma il fatto che uno Stato che aspiri all’Ue non riconosca uno Stato che è già membro dell’Ue nemmeno il maanchismo veltroniano l’avrebbe potuto mascherare. La parte greca di Cipro esiste ufficialmente dal 1960 e dal 2004 fa parte dell’Unione europea, per questo Ankara s’è sottoposta alle Forche Caudine nel Mediterraneo. La cosiddetta Repubblica Nord di Cipro è controllata dalle truppe turche (circa trentamila soldati) dal 1974, anno dell’invasione militare, ma è nata ufficialmente solo nel 1983. La riunificazione delle due parti dell’isola metterebbe fine ad una situazione innaturale degna della politica delle cannoniere dello scorso secolo e spianerebbe la strada europea alla Turchia.

Cipro, dopo l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1960, ha conosciuto un periodo di governo congiunto, terminato poi nel 1963, quando sono esplose le prime violenze tra i due gruppi etnici. L’invio, nel 1964, dei caschi blu da parte delle Forze di Pace delle Nazioni Unite ha diminuito l’entità degli scontri che però sono continuati fino al 1974, anno dell’invasione turca nella zona nord dell’isola. Da quel momento le due zone dell’isola hanno vissuto una vera e propria separazione che potrebbe terminare solo grazie ad un accordo tra le parti. L’avvio degli storici negoziati si aprirà ufficialmente mercoledì prossimo quando i due leader si incontreranno alla presenza del ministro degli Esteri australiano, Alexander Downer, inviato sull’isola dalle Nazioni Unite.

Sull’isola gli scettici sono molti, ma se Parigi val bene una messa…

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