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con 437.905 posti di lavoro in più

Nel 2012 sono nate 257.427 imprese
con 437.905 posti di lavoro in più

Sono cinque anni che è negativo il rapporto tra le aziende che chiudono i battenti e quelle che nascono. Questo è uno dei dati che danno maggior nitidezza alla fotografia della crisi. Le cifre e le percentuali diffuse oggi dall’Istituto di statistica, però, offrono più di qualche segnale buono.
Nel 2012, scrive infatti l’Istat, sono nate 275.427 imprese, circa 10.700 in più rispetto all’anno precedente, con una crescita dello 0,3% del tasso di natalità (cioè il rapporto tra il numero di nuove nate e quello delle imprese già esistenti) che si attesta al 7%.

CRESCONO LE DIMENSIONI
Un altro segnale buono è che le imprese nate nel 2010 e ancora attive a due anni dalla nascita presentano un aumento della dimensione media. Partite con 1,4 addetti, sono cresciute a 2,2 addetti nel 2011 e a 2,3 nel 2012.
Nell’industria si registra la crescita più sostenuta (da 1,9 addetti nel 2010 a 3,4 nel 2011 e 3,7 nel 2012). I settori che fanno abbassare la media sono il commercio e le costruzioni, nei quali la crescita nel periodo considerato è di +0,7 addetti. La crisi dei consumi, infatti, ha colpito duramente il commercio (dove il passaggio lira-euro ha favorito incredibili aumenti di prezzo) e l’edilizia (dove le banche hanno bloccato i mutui preferendo speculare sui tassi di interesse Bce-titoli di Stato).

AUMENTA L’OCCUPAZIONE
A due anni dalla nascita, c’è stata una crescita dell’occupazione del 17%. Le imprese nate nel 2010 occupavano 374.420 addetti che nel 2012 sono diventati 437.905. La parte del leone la fa l’industria che registra la crescita occupazionale più elevata rispetto alla nascita: +50,8%.

I DATI REGIONALI
A livello regionale gli aumenti di natalità più significativi si registrano in Campania (+1%), Lazio e Sicilia (+0,7%), Basilicata e Calabria (+0,6%).
La natalità è in calo in Abruzzo (-1,5%), in Friuli-Venezia Giulia (-0,3%) e nella Provincia autonoma di Trento (-0,1%).

STABILE LA MORTALITÀ
Se il fenomeno della natalità è stato caratterizzato da una maggiore variabilità negli ultimi anni, la mortalità è più stabile. Saremo fuori dalla crisi quando le neonate saranno più numerose delle decedute, ma è già positivo il fatto che la mortalità non sia aumentata.
Sono 316.282 le imprese che nel 2012 hanno cessato la loro attività, con un tasso di mortalità totale all’8%, invariato rispetto al 2011.
Alla luce di questi nuovi elementi, forse i dati che ho pubblicato ieri sul calo del Prodotto interno lordo (previsto per il 2014 a -0,3%) cambieranno a fine anno e la previsione sarà smentita, almeno in parte. Vedremo.
Giuseppe Spezzaferro

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